Il GiornaleDestra
Morte Navalny, Ue sanziona 6 scienziati e ricercatori "coinvolti nel suo avvelenamento", Mosca: "Aspettiamo le prove"
EsteriAncora sanzioni europee contro la Russia, questa volta però collegate alla morte di Alexei Navalny su cui l'Europa continua a puntare il dito contro il Cremlino nonostante quest'ultimo chieda all'Occidente prove a sostegno delle accuse. Il Consiglio Europeo ha sanzionato oggi, venerdì 3 Luglio, sei cittadini russi accusati di essere coinvolti nell'"avvelenamento" di Navalny, l'attivista e oppositore arrestato nel 2021 e trovato morto il 16 Febbraio 2024 nel penitenziario di massima sicurezza nell'Artico dov'era stato trasferito. Secondo l'Europa, i sei cittadini, in buona parte scienziati e ricercatori, sarebbero legati allo sviluppo di armi chimiche tra cui l'epibatidina, la tossina che fonti affermano di aver ritrovato in campioni sanguigni di Navalny.
Morte Navalny, Ue sanziona 6 scienziati e ricercatori "coinvolti nel suo avvelenamento", Mosca: "Aspettiamo le prove"
L'avvelenamento, secondo l'accusa europea, sarebbe alla base dell'"omicidio di Stato" di Alexey Navalny, e proprio all'epibatidina sarebbero "collegate" le sei persone sanzionate dal Consiglio Ue. Persone operanti in ambito militare e alcune di loro attive presso il SC Signal (Centro Scientifico Signal), ovvero il laboratorio di ricerca chimica statale russa dove, secondo l'Ue, sarebbero avvenute ricerche sulla sintesi della tossina, appartenente alla rana freccia ecuadoriana. Come si legge nel comunicato emesso dal Consiglio Ue, tra le persone sanzionate vi è Igor Babkin, capo del laboratorio SC Signal, Irina Derevyagina, analista di ricerca considerata "parte centrale del programma di armi chimiche russe", e Mikhail Gutsalyuk, capo Dipartimento per l'Organizzazione del lavoro scientifico e la preparazione del personale scientifico-pedagogico presso l'Accademia militare di difesa radiologica, chimica e biologica. Il Consiglio europeo non rende nota l'identità delle altre tre persone, limitandosi a far salire il numero di individui ed entità sanzionati rispettivamente a 31 e 6. Tutti, secondo l'Ue, collegati all'"uso" e alla "proliferazione delle armi chimiche".
I sanzionati, insiste il Consiglio, si vedranno congelati i beni, vietata "la fornitura di fondi o risorse economiche, direttamente o indirettamente, a loro o a loro beneficio", e interdetti i viaggi in Ue. La mossa, incalza il Consiglio, è stata fatta non solo alla luce dei "risvolti" sul caso Navalny, ma con l'obiettivo di "contrastare la proliferazione e l'uso di armi chimiche" secondo la "Convenzione sulla proibizione dello sviluppo, della produzione, dello stoccaggio e dell'uso di armi chimiche e sulla loro distruzione".
Dopo le accuse formulate dall'Europa sulla presenza di una tossina velenosa nel sangue di Navalny, il Cremlino, nella figura di Maria Zakharova, aveva respinto le insinuazioni chiedendo accertamenti oggettivi, condotti lontani dall'occhio di parte del blocco occidentale. La versione ricostruttiva di Mosca, in assenza di prove granitiche, resta quella della morte improvvisa: nessun "omicidio" né "avvelenamento".
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