Morire di poesia, 90 anni senza Luigi Pirandello
ArteMorire di Poesia celebra il grande drammaturgo Luigi Pirandello a 90 anni dalla sua scomparsa con un progetto multidisciplinare. Attraverso incontri, masterclass e momenti performativi, Morire di Poesia invita il pubblico a confrontarsi con l’universo creativo del grande drammaturgo siciliano, concentrandosi in particolare su I Giganti della Montagna, la sua ultima e incompiuta opera, considerata il suo testamento poetico. Il tema centrale de I Giganti della Montagna è lo scontro tra due mondi, quello dell’Arte rappresentato dalla contessa Ilse e dai suoi attori, e il mondo dei Giganti, rozzi e materialisti, che abitano una società che non lascia spazio alla poesia. Un confronto che culmina nel celebre finale incompiuto, che Pirandello, poco prima della morte, immaginò come la tragica sconfitta della poesia. Come risolvere il finale “mai scritto” è stato il nodo critico per ogni regista chiamato a misurarsi con la messa in scena di quest’opera. Quale soluzione registica a questo finale hanno trovato i mostri sacri del nostro teatro? E 90 anni dopo, a che punto siamo? Chi vince, chi soccombe, e chi sono oggi i Giganti della Montagna? Per dare concretezza a queste domande MORIRE DI POESIA si articola in due fasi, complementari tra loro: un ciclo di tre serate narrative-evocative, dove saranno analizzate le soluzioni sceniche e creative di alcuni tra i più grandi registi italiani degli ultimi 50 anni, accompagnato da una doppia pubblica restituzione de I giganti della montagna – Ultimo atto, risultato della masterclass diretta dal regista Matteo Tarasco sul IV atto dell’opera, riservata a otto giovani attori e attrici under 35. Il ciclo di incontri sarà inaugurato il 7 luglio a La Casina del Salvi, con un appuntamento su I Giganti della Montagna di Giorgio Strehler. L’incontro si concentrerà sull’ultimo dei tre allestimenti dell’opera, che debuttò al Teatro Lirico di Milano nel 1994. A partire dagli appunti del Maestro, letti da Gabriele Lavia, Andrea Jonasson, indimenticabile interprete di quella storica edizione, dialogherà con Maurizio Porro e Sara Chiappori, ripercorrendo la genesi e il significato di uno degli spettacoli più importanti del teatro italiano del Novecento. A seguire, il 9 luglio sarà la volta della regia de I Giganti della Montagna di Leo de Berardinis. Partendo dalle lettere di Pirandello sui Giganti, Roberto Latini ed Elena Bucci, moderati da Marcantonio Lucidi, racconteranno la particolare messa in scena di de Berardinis, innovativa e di rottura, nel suo riuscitissimo connubio tra sperimentazione e tradizione. Il 10 luglio il ciclo di incontri si chiuderà con I Giganti de la Montagna di Gabriele Lavia nel suo allestimento del 2018. Attraverso una lettura degli appunti di regia del Maestro e un dialogo con Michele Sciancalepore, la serata ripercorrerà le scelte artistiche e drammaturgiche che hanno caratterizzato lo spettacolo, soffermandosi in particolare sull’enigmatico finale dell’opera. L’incontro sarà arricchito da una mostra fotografica digitale di Tommaso Le Pera, tra i più importanti fotografi di scena italiani, con una selezione di immagini dedicate agli allestimenti pirandelliani di Gabriele Lavia, tra cui I Giganti della Montagna. Dall’11 al 20 luglio al Teatro Tor Bella Monaca avrà luogo la seconda fase del progetto, con la masterclass condotta da Matteo Tarasco sul IV atto de I Giganti della Montagna, rivolta a otto giovani attori e attrici under 35, impegnati in un percorso creativo di analisi scenica del finale dell’opera. La restituzione pubblica del lavoro, dal titolo I giganti della montagna – Ultimo atto sarà presentata il 21 luglio, al Tor Bella Monaca Teatro Festival – Arena Estate e il 23 luglio, a La Casina del Salvi. I costumi saranno creati dagli studenti e le studentesse del terzo anno del Diploma Accademico di Primo Livello in Costume e Moda di Accademia Costume & Moda, sotto la guida del Maestro Andrea Viotti, Coordinatore del Dipartimento Costumi. In occasione dei novant’anni dalla scomparsa dell’autore e con il patrocinio dell’Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo, MORIRE DI POESIA intende così porsi come un’occasione di riflessione sul ruolo dell’arte e della poesia nel nostro tempo attraverso il confronto tra memoria, ricerca e creazione. Nel dialogo tra i grandi maestri del teatro italiano e le nuove generazioni di artisti, I Giganti della Montagna torna a essere uno strumento per comprendere il nostro rapporto con l’immaginazione, la cultura e il senso stesso del fare teatro.

