Crisi migranti in Spagna, sottosegretario di Stato Morelli invoca Salvini al Viminale: “Sul fronte immigrazione è il migliore”
PoliticaLa nuova crisi migratoria che sta interessando la Spagna riporta al centro del dibattito politico italiano il tema della gestione dei flussi e il ruolo di Matteo Salvini. Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli ha indicato il leader della Lega come la figura più adatta a tornare alla guida del Ministero dell'Interno, richiamando i risultati ottenuti durante il suo precedente mandato al Viminale. Morelli ha inoltre sostenuto la necessità di sospendere Schengen con la Spagna alla luce della crisi esplosa a Ceuta, criticando le politiche migratorie dei governi di sinistra. Crisi migranti in Spagna, sottosegretario di Stato Morelli invoca Salvini al Viminale: “Sul fronte immigrazione è il migliore” Secondo il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega alla programmazione e al coordinamento della politica economica, il ritorno di Matteo Salvini al Viminale rappresenterebbe la scelta più efficace per affrontare il fenomeno migratorio. "Avendo visto cosa fatto da ministro dell’Interno, e in queste ore lo ribadisco, sul fronte dell’immigrazione non posso far altro che auspicare questa iniziativa" dal popolo di Pontida "che è un indirizzo del mio partito. È un mio desiderio perché sarò protagonista sul pratone di Pontida", ha affermato Morelli, riferendosi all'ipotesi di un ritorno di Salvini alla guida del Ministero dell'Interno. Il sottosegretario ha poi spiegato quale si aspetta sarà il messaggio che arriverà dal tradizionale raduno leghista: "Io immagino che il popolo della Lega ribadirà quello che la segreteria federale ha già auspicato con il congresso, e cioè che Salvini possa finalmente tornare al ministero degli Interni". Per Morelli, infatti, "Pontida è il momento in cui ci si ritrova, l’occasione in cui i militanti e i sostenitori, chi ha voglia di esprimere la propria valenza politica verso la Lega, si deve incontrare". Nel suo intervento, Morelli ha anche rivendicato il lavoro svolto dalla Lega all'interno della maggioranza di governo e nei territori amministrati dal partito. “La Lega è un partito maturo e ha il compito di mostrare in questa campagna elettorale nei prossimi mesi quanto la buona amministrazione che siamo capaci di fare – e lo dimostriamo nei fatti con le Regioni e i nostri sindaci – faccia il paio con il buon governo che abbiamo portato nell’ambito della maggioranza di centro destra”, ha dichiarato. La crisi a Ceuta e la richiesta di fermare Schengen con la Spagna Morelli è intervenuto anche sulla crisi migratoria che ha investito Ceuta, dove secondo le autorità spagnole oltre 60mila persone avrebbero attraversato il confine dal Marocco nell'arco di 24 ore. Di fronte a questa situazione il sottosegretario ha sostenuto che "Lo stop a Schengen con la Spagna è doveroso". Un concetto ribadito poco dopo: sospendere il trattato di Schengen con Madrid sarebbe “più che giusto, è doveroso”, aggiungendo che “la posizione del governo italiano mi sembra chiara: si sono già espressi i leader dei partiti, numerosi ministri, il presidente del Consiglio”. L'attacco alla sinistra sulle politiche migratorie Nel corso dell'intervista, Morelli ha attribuito la responsabilità dell'attuale situazione alle politiche migratorie della sinistra: “Quando c’è la sinistra al governo, in qualunque governo, in qualunque Stato, questa è la normalità. Perché la sinistra immigrazionista e internazionalista vuole permettere l’ingresso a migliaia di persone”, ha affermato. Il sottosegretario ha quindi messo a confronto i numeri degli sbarchi registrati durante i governi di centrosinistra con quelli del periodo in cui Matteo Salvini era ministro dell'Interno: “Nel 2015-16, con i governi Renzi, Letta, Gentiloni e così via, c’erano 180mila sbarchi l’anno. Arriva Salvini al ministero dell’Interno e da 180mila, con delle variazioni di qualche decina di migliaia, si è passati a 30mila, 20mila, 18mila”. Infine, Morelli ha esteso le proprie critiche anche al governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez: “Parliamo di visioni politiche e amministrative differenti. Quando la sinistra è al governo è naturale che avvengano queste cose, perché la sinistra mette in atto delle azioni amministrative e politiche che portano a queste situazioni. Sanchez non più di un mese fa ha permesso l’ingresso a 500mila clandestini in Spagna e ha avuto 1 milione e mezzo di richieste”, ha concluso.


