Rischia la vita per il grave problema cardiaco in gravidanza: i medici salvano lei e il bimbo nella pancia
MilanoMILANO – Una dissecazione acuta dell’aorta alla 22esima settimana di gravidanza, un intervento cardiochirurgico d’urgenza durato sette ore con il feto ancora in utero e, tre mesi dopo, la nascita del bambino. È la storia a lieto fine di una donna operata all’ospedale Niguarda di Milano, dove il lavoro congiunto di ginecologi, cardiochirurghi, anestesisti e neonatologi ha permesso di salvare madre e figlio. La paziente, indicata con il nome di fantasia Matilde, era arrivata al Pronto soccorso per un malessere diffuso. Gli specialisti dell’Ostetricia e Ginecologia hanno diagnosticato una dissecazione acuta dell’aorta, una lacerazione dell’arteria principale del corpo che richiedeva un intervento immediato. Un parto d’urgenza, però, è stato escluso perché alla 22esima settimana le probabilità di sopravvivenza del bambino erano troppo basse. L’équipe ha quindi deciso di operare la donna mantenendo il feto in utero, una procedura con pochissimi precedenti nella letteratura scientifica internazionale. “Si è verificata una gravissima condizione cardiaca a rischio immediato di vita per la paziente e quindi anche del feto”, spiega Claudio Russo, direttore della Cardiochirurgia e Trapianto di Cuore del Niguarda. Dopo l’intervento, la gravidanza è stata monitorata fino alla 34esima settimana, quando è stato eseguito il taglio cesareo nel blocco operatorio della Cardiochirurgia. A tre mesi dall’ingresso in ospedale, sia la madre sia il bambino stanno bene. “È un successo clinico, ma anche un esempio concreto del valore della sanità pubblica e della collaborazione tra professionisti”, commenta il direttore generale del Niguarda, Alberto Zoli.

