Messico, ritrovato il corpo della giornalista Roxana Guzmán. Otto arresti, quattro sono poliziotti
Esteridi Mattia Giopp La donna era stata rapita a inizio giugno, oggi le autorità messicane hanno confermato la sua morte. Con il suo lavoro denunciava il narcotraffico La procura di Veracruz ha confermato il ritrovamento del corpo di Roxana Guzmán, giornalista messicana rapita da un commando di quattro uomini armati lo scorso 2 giugno, mentre si trovava nella sua casa di Nanchital. Il caso aveva avuto grande risonanza nel paese, tanto da ricevere anche l’attenzione della presidente del Messico, Claudia Sheinbaum. Sui social circolava, infatti, un video fatto dalla giornalista che ritraeva i membri del commando mentre sfondavano le porte della sua casa prima di trascinarla fuori, colpirla ripetutamente e caricarla su un’auto. Le autorità messicane hanno arrestato otto persone in relazione all’omicidio. Di queste, quattro sono agenti della polizia municipale di Ixhuatlán del Sureste, una località poco distante: avrebbero fornito supporto logistico e informazioni ai membri del commando. Non sono ancora stati resi pubblici ulteriori dettagli sulle indagini, ma l’ipotesi più accreditata è quella di un sequestro su commissione per conto dei cartelli della droga, molto radicati nello stato di Veracruz. Nel 2017 il marito di Guzmán, Carlos Fernández Escalante, era stato ucciso in circostanze poco chiare, fatto che aveva spinto la donna a trasferirsi da Veracruz a Nanchital. Ciononostante, non aveva smesso di dedicare il suo lavoro alla denuncia delle operazioni di narcotraffico della zona sulla testata online Pulso Nanchiteco, di cui era direttrice. L’arresto dei quattro poliziotti ha riacceso un dibattito sulla corruzione delle forze dell’ordine in alcune aree del Paese, che secondo diversi collettivi di attivisti sarebbe una prova della collusione tra i cartelli e lo Stato. La presidente Sheinbaum ha negato tutte le accuse: «In Messico non ci sono sparizioni di persone avallate dallo Stato», aveva dichiarato a inizio aprile. Con il ritrovamento del corpo di Guzmán salgono a tre i giornalisti uccisi nello stato di Veracruz nel 2026, che si conferma come la zona più pericolosa del Paese per la stampa. Secondo i dati di Reporters Sans Frontiers, il Messico occupa la posizione 122 nella classifica globale della libertà di stampa (l’Italia è 56esima), ed è il secondo paese più pericoloso per i giornalisti, dietro solo alla Palestina.