Meloni e Piantedosi fanno passerella in Val Susa. Ma loro sono al governo o all’opposizione?
Primo pianoMeloni e Piantedosi fanno passerella in Val Susa. Ma loro sono al governo o all’opposizione? | In In Politica | Di Di Pietro Spataro Condividi Facebook Twitter WhatsApp Email Certo, così è facile stare al governo. È facile rivendicare quello che va bene, anche se è poco, con tanto di banda mediatica dei tg e dei giornali schierati e scaricare sull’opposizione tutto quello che va male. Sono quasi quattro anni (per la precisione milletrecentosettantaquattro giorni, mica uno) che Giorgia Meloni è al governo e ancora si comporta come se, pur governando, stesse all’opposizione. Lo ha fatto sempre, dall’economia ai temi del lavoro, dalla politica estera alla sanità: sempre colpa di quelli che c’erano prima perché, come è noto a tutti, in questo Paese la sinistra ha governato ininterrottamente dal dopoguerra fino al 2022. Ora però c’è un salto di qualità. L’uso propagandistico della cronaca a fini di partito costituisce un passo avanti nello scontro politico. Lo rende più aspro, feroce, spregiudicato. Non solo, l’aggressività espressa in queste settimane avvelena lo spirito pubblico e in questa operazione di delegittimazione viene colpita al cuore la dialettica politica democratica. Si introduce il virus della falsificazione che aggredisce il corpo fragile della nostra democrazia. Ancora: viene dismesso il senso di responsabilità, lo spirito di servizio, il ruolo istituzionale super partes che dovrebbe caratterizzare chi, da vero statista, ricopre ruoli centrali nell’organizzazione dello Stato. In questo modo avviene un pericoloso scivolamento della democrazia verso una premierocrazia in cui il titolare non solo decide su tutto, ma assolve o condanna con arbitrio. La giornata di ieri ci ha riservato l’ennesima puntata di questo nuovo modo di (non) assumere la responsabilità di governo. La presidente del consiglio e il ministro dell’Interno sono volati a Chiomonte per verificare di persona i danni provocati dagli “incappucciati” che domenica scorsa hanno devastato un cantiere della Tav e ferito decine e decine di poliziotti intervenuti per fermarli. Da lì i due importanti esponenti di governo hanno mandato un nuovo avviso ai magistrati: si faccia il massimo perché lo Stato non può tollerare questi violenti. Ora, può anche andare bene che Meloni e Piantedosi facciano il loro bel sopralluogo, mica vogliamo negargli una passerella. Ma non va affatto bene che scarichino sulla magistratura i loro fallimenti. Non va affatto bene che una presidente del consiglio che governa da quattro anni e cinque decreti sicurezza e un ministro dell’Interno che è il responsabile principale della tenuta dell’ordine pubblico facciano la loro comparsata tra le macerie come fossero due passanti. Chi avrebbe dovuto fermare quei violenti prima che si incappucciassero e facessero fuoco e fiamme? Chi avrebbe dovuto, tramite i servizi, sapere prima quello che si stava preparando e impedire che accadesse? Chi sarebbe dovuto intervenire per garantire il pacifico svolgimento di una manifestazione di dissenso nei confronti di un’opera così divisiva? Dov’era il ministro dell’Interno mentre quei violenti riuscivano a sfuggire al contrasto degli agenti? E chi avrebbe dovuto fare tutte queste cose anche a Bologna prima che un gruppetto di violenti bruciasse auto e distruggesse le vetrine? Lo avrebbe dovuto fare Elly Schlein? O Giuseppe Conte? O Nicola Fratoianni? O Angelo Bonelli? Oppure davvero, questi signori che governano opponendosi, pensano che sia tutta colpa del sindaco Matteo Lepore che ha semplicemente fatto il suo dovere civico convocando una manifestazione pacifica e democratica? Non si può mistificare la realtà. Da che mondo è mondo chi è al governo si assume gli onori e gli oneri. E l’onere di governare, quindi di sapere intervenire anche per garantire la libertà dei cittadini, non si può esercitare solo nel taglio dei nastri. Dunque: Giorgia Meloni, i suoi ministri e i suoi fedeli di partito – quelli che dagli schermi dei tg intonano ogni giorno l’Ave Giorgia – la smettano di accusare la sinistra che sul tema della violenza e del terrorismo può dare lezione a chiunque, come sa chi ha studiato un po’ di storia recente. E si assumano le loro responsabilità. Come diceva una cara amica quando ci si lamentava per un incarico che diventava troppo oneroso: hai voluto la bicicletta? Beh, allora pedala. Avete voluto il governo? Beh, allora governate. E smettetela di fare l’opposizione all’opposizione.

