“Lavoro, futuro, impegno”. A Padova il Congresso della Uil
In evidenzaE’ iniziato ieri a Padova il XIX Congresso Nazionale della UIL all’insegna dello slogan “Lavoro futuro, impegno presente. Innovazione, persone e diritti nell’era dell’Ia”. Pierpaolo Bombardieri, unico candidato, va verso la riconferma a segretario generale dell’Unione italiana del lavoro. Dopo la sua relazione introduttiva ha preso parola la premier Giorgia Meloni, che non perde occasione per fare propaganda politica al suo populismo di facciata. Giorgia Meloni, in apertura ha detto di essere: “L’unico presidente del Consiglio ad avere partecipato nel corso del suo mandato ai congressi di tutte e tre le principali organizzazioni sindacali, segno che il confronto con le parti sociali sia stato e sia per noi una cifra del lavoro di questo governo”. Poi si è lanciata in un lungo discorso, rivendicando quanto fatto dal suo esecutivo e toccando temi come quello delle cosiddette morti bianche affermando a conclusione del Suo intervento: “Il lavoro è il riconoscimento della dignità di una persona, di chi ogni giorno costruisce il futuro di questa Nazione”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata accolta da un robot umanoide alla fiera di Padova in occasione del XIX Congresso della Uil. Il robot ha salutato la premier dicendo: “Sono qui per aiutare e non per sostituire. È un grande onore darle il benvenuto al XIX Congresso nazionale della Uil. Grazie di essere venuta”. La presidente del Consiglio ha ringraziato il robot per il benvenuto. Poi, Giorgia Meloni ha detto: “Sono d’accordo col segretario Bombardieri quando dice che questo congresso è un grande esercizio di democrazia e di partecipazione. E’ anche per questo un evento che non può lasciare indifferente chi ricopre incarichi istituzionali, particolarmente non può lasciare indifferente chi, avendo alle spalle una lunga storia di militanza politica, conosce il valore profondo per la qualità della nostra democrazia di quello che voi state facendo qui oggi”. Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, nella relazione introduttiva al XIX congresso nazionale del sindacato a Padova, ha detto: “In occasione dell’ultima manovra, abbiamo avanzato ulteriori rivendicazioni al governo Meloni. E risposte ci sono state, non esaustive, ma per noi importanti: sono stati destinati due miliardi per interventi sul lavoro e per la detassazione degli aumenti contrattuali. Siamo stati criticati, in qualche caso sbeffeggiati, ma chiarezza è stata fatta dall’Inps: quei soldi da noi richiesti e stanziati dal Governo hanno coinvolto 3.800.000 persone. Per noi, questo è un risultato apprezzabile, per quelle piazze, per quei lavoratori che stanno sotto i 35.000 euro lordi annui, per i tanti part time, per i lavoratori poveri, per i contratti che sono stati rinnovati. Abbiamo anche ottenuto che fosse utilizzato tutto lo stanziamento fatto da questo Governo per i rinnovi dei contratti del Pubblico impiego. Questo ci permette di dire che, per la prima volta nella storia della contrattazione pubblica, tutte le risorse disponibili sono state utilizzate per i rinnovi, prima della scadenza degli stessi contratti. Abbiamo recuperato tutto quello che si è perso? Sicuramente no, ma riuscire a portare risorse in busta paga, tutte quelle disponibili, non era affatto scontato. E questo risultato lo abbiamo ottenuto”. Poi, il leader della Uil, dal palco del congresso di Padova ha aggiunto: “Le addizionali non possono diventare il bancomat di Regioni e Comuni e a pagare non possono essere sempre dipendenti e pensionati. La questione rischia di sfuggire di mano, anche dal punto di vista sindacale. Al governo dico: mettete un argine a questa deriva, e ai presidenti e ai sindaci dico: se il governo riduce i trasferimenti, scendete in piazza e fate sciopero, non scaricate queste scelte sulle persone che vivono nei vostri territori. Presidente Meloni, noi chiediamo più soldi al governo per salari e pensioni, ma se poi queste risorse dalle nostre tasche finiscono nei bilanci delle Regioni, per noi è arrivato il momento di dire basta. Chiederemo a tutte le Regioni di abbassare le tasse e restituire risorse alle persone. Bisogna abbassare le tasse e siamo pronti a discutere su come fare risparmi ed economie di gestione”. Pierpaolo Bombardieri guida la UIL dal 4 luglio 2020 e si appresta a guidarla anche per i prossimi quattro anni, non essendoci altri candidati espressi dai congressi di base. Sulla propria ricandidatura, da tempo nell’aria, Bombardieri ha sciolto la riserva lo scorso 5 giugno, in occasione al primo congresso fondativo della Uil Fp a Roma: “Il sottoscritto non è interessato né a candidature al Parlamento né a posti da sottosegretario, è bene dirlo. Se la nostra gente valuterà che sono in grado di guidare questa organizzazione, io mi ricandido a fare il lavoro più bello del mondo, perché è quello che mi piace e che mi va di fare”. L’annuncio venne accolto dai presenti con una standing ovation. Il numero uno della Uil nell’ultimo mese ha condotto una campagna molto decisa e nel segno di alcuni concetti più volti ribaditi: l’obiettivo è di fare della Uil “il primo sindacato in questo Paese”; la caratteristica principale di questo sindacato è “l’autonomia”; la sua visione è orientata al pluralismo. “Non accetteremo mai il sindacato unico né due sindacati rappresentanti delle correnti politiche. Noi siamo diversi”. Punti chiave che sono stati anticipati da Bombardieri in conferenza stampa: “Dalla premier ci aspettiamo la continuazione del confronto sui temi in discussione: il lavoro e il recupero della perdita di potere d’acquisto, come difendere i contratti, come definire il salario giusto, come combattere i contratti pirata, alcune delle nostre proposte sono nel decreto 1 Maggio. Ci aspettiamo risposte su questi temi, e su altri che porremo durante il congresso”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è presentata al Congresso forte del giudizio del padrone di casa sul dl 1 Maggio, meritevole, ha più volte commentato Bombardieri, di aver individuato i contratti che applicano il salario dignitoso, ovvero quelli firmati dalle organizzazioni comparativamente maggiormente rappresentative, cioè Cgil, Cisl e Uil, accogliendo le proposte della Uil e non esercitando la delega sul lavoro, e di aver fissato un paletto contro i contratti pirata. Cosa che, ha ribadito in questi due mesi il numero uno della Uil, nessun governo precedente ha finora fatto. Posizione condivisa con la Cisl, nettamente in contrasto, invece, con la Cgil. Con il titolo ‘Lavoro, futuro, impegno, presente’ e un focus dedicato all’Intelligenza artificiale, alla tre giorni del congresso di Padova hanno partecipato, anche i segretari di Cgil e Cisl, Maurizio Landini e Daniela Fumarola. Invitati, i leader dei partiti. Compito del congresso, quello di eleggere il consiglio confederale, che a sua volta elegge seduta stante il segretario generale, il quale propone la nuova segreteria e il tesoriere che vengono immediatamente votati. Via Lucullo si presenta all’assise annuale con oltre 2,3 milioni di iscritti e più di 6.600 sedi territoriali, circa 1.284 congressi provinciali all’attivo. Al XIX congresso nazionale dell’Unione Italiana dei Lavoratori, Bombardieri ha anche detto: “L’intelligenza artificiale cambierà il lavoro e la vita quotidiana in modo paragonabile a ciò che hanno fatto Internet o l’elettricità. Non sostituirà l’umanità, ma cambierà profondamente il modo in cui lavoriamo, decidiamo, impariamo e organizziamo la società. Ecco perché, nel nostro Congresso, abbiamo deciso di dare un ruolo centrale a questo tema. Lo faremo con grandi esperti e con le Università e le Associazioni che oggi lavorano con noi, per preparaci al futuro. L’IA non elimina soltanto lavori manuali ripetitivi, ma colpisce le attività impiegatizie, amministrative, tecniche e professionali. L’IA permetterà un controllo continuo della performance, dei tempi, della produttività. È già presente nelle piattaforme logistiche, con problemi di sorveglianza continua, perdita di autonomia, discriminazioni invisibili o licenziamenti o sanzioni decisi da algoritmi. Non solo; quando, grazie all’IA, aumenterà la produttività, chi ne trarrà benefici? Se non ci poniamo questo problema, il rischio è che i profitti saranno appannaggio solo delle imprese, con salari fermi, meno occupati e più concentrazione di ricchezza. Noi, invece, vogliamo discutere di come redistribuire la ricchezza che si creerà. Se l’IA genera produttività, valore e profitti, una quota di quei benefici deve tornare a lavoratrici e lavoratori in salario, tempo, formazione, sicurezza, stabilità occupazionale e qualità del lavoro. Ridurre l’orario di lavoro a parità di trattamento economico resta il nostro obiettivo prioritario. Dobbiamo, infatti, rappresentare la richiesta che oggi emerge fortissima non solo sui salari, ma sul rapporto fra tempi di vita e tempi di lavoro. Se le macchine producono di più, i lavoratori devono lavorare meno e vivere meglio. Questa grande rivoluzione, peraltro, renderà rapidamente obsolete molte competenze, con milioni di persone che rischiano di non essere riqualificati e con la conseguenza che chi ha meno istruzione resterà escluso. Il nostro approccio e le nostre rivendicazioni, dunque, devono tener conto della difesa dell’occupazione, della gestione delle transizioni, puntando a negoziare riconversioni e formazione e a evitare licenziamenti mascherati da innovazione. L’Intelligenza artificiale può contribuire alla crescita, alla qualità dei servizi, al benessere delle persone, alla riduzione delle disuguaglianze, alla produttività e all’innovazione industriale. Ma questi risultati non sono automatici: dipendono da investimenti, competenze, organizzazione del lavoro, infrastrutture, dati, sicurezza, regole pubbliche e partecipazione delle parti sociali, con il pieno coinvolgimento delle Organizzazioni sindacali. La Uil, al termine del Congresso predisporrà un documento che invieremo alle nostre controparti e al Governo”. Bombardieri ha sottolineato che: “Senza una strategia sociale e industriale, l’IA rischia di aumentare divari territoriali, dipendenze tecnologiche, disuguaglianze professionali, sorveglianza nei luoghi di lavoro, precarizzazione e perdita di controllo pubblico su dati e servizi essenziali e la Uil non propone di frenare l’innovazione, ma di orientarla, condizionarla e contrattarla. Le risorse pubbliche, gli incentivi, gli appalti e le politiche industriali devono sostenere l’IA che crea buona occupazione, rafforza le competenze, migliora i servizi, protegge i dati e rispetta i diritti. Al contrario, non va sostenuta l’IA usata per sostituire lavoro senza tutele, intensificare i ritmi, opacizzare le decisioni o aumentare il controllo sulle persone. L’IA deve essere sicura, trasparente, contrattata, verificabile, socialmente sostenibile e utile alle persone”. Il giorno successivo ci sono stati gli interventi dei segretari generali di Cgil e Cisl, Maurizio Landini e Daniela Fumarola. Sabato è prevista anche la testimonianza di Gino Cecchettin. Bombardieri ha anticipato: “Lanceremo una campagna contro il femminicidio, con buona pace di chi dice che gli omicidi sono tutti uguali”. Al congresso si parla ovviamente di economia, lavoro e sindacato, ma si è scelto di affrontare in modo approfondito il tema dell’Intelligenza artificiale. Il sindacato si propone attore e protagonista in questa rivoluzione. Una visione che ha sempre avuto Giorgio Benvenuto nel fare politica e sindacato. Due gli obiettivi fondamentali su cui la Uil ha lavorato: il tema della contrattazione, con la presentazione di un documento con proposte concrete al governo, e della sicurezza sul lavoro. Ma il tema principale riguarda l’aumento della produttività e la redistribuzione della ricchezza. Naturalmente tra i presenti al XIX congresso si nota la presenza di Giorgio Benvenuto, ex grande leader della Uil e del movimento sindacale italiano. Nicola Fratoianni, deputato di Alleanza verdi e Sinistra, parlando con i cronisti, ha affermato: “La mia presenza al Congresso nazionale della Uil, qui a Padova, è innanzitutto la risposta a un invito del segretario generale di Pierpaolo Bombardieri col quale abbiamo da sempre ottimi rapporti e poi è la presenza di chi è naturalmente attento ed interessato a ciò che si muove nel mondo del lavoro. Per me è naturale essere al Congresso di un grande sindacato italiano: oggi credo che il lavoro, la dignità del lavoro, l’emergenza sociale degli stipendi degli italiani sempre più bloccati mentre l’inflazione corre velocissima siano alcune delle principali questioni di questo Paese. Quindi per noi che proviamo a cambiarlo questo Paese, è naturale essere qua”. Erano attese polemiche con relativo ‘strappo’, invece è arrivata un’affermazione di unità sindacale ribadita, anzi ostentata, da Maurizio Landini, Pierpaolo Bombardieri e Daniela Fumarola che si sono trovati insieme a Padova per il congresso nazionale della Uil, all’indomani della presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i tre leader sindacali hanno condiviso una linea unica e unitaria su cui ha posto il sigillo il numero uno di Corso d’Italia con un discorso senza stoccate né critiche. Landini non si è tolto, come in molti si aspettavano, nessun sassolino dalla scarpa, anzi, ha detto: “Dobbiamo dare un messaggio molto preciso. Ognuno di noi ha le sue idee, ci conosciamo, c’è pluralismo, ma oggi il mio impegno è: se vogliamo dare risposte e ricostruire fiducia verso il mondo del lavoro: serve stare uniti per cambiare la situazione”. Per Daniela Fumarola, che ha sempre ribadito la necessità di ritrovarsi nel metodo e nel merito: “E’ fondamentale confrontarsi ognuno nella propria autonomia. Abbiamo sempre detto che bisogna ritrovarsi su metodo e contenuti e lo abbiamo dimostrato con l’accordo che abbiamo sottoscritto (la piattaforma interconfederale su relazioni industriali, contrattazione e rappresentanza): abbiamo dialogato molto fra di noi, ci siamo confrontati anche in maniera aspra perché ognuno di noi ha le proprie posizioni, ma abbiamo avuto la grandissima responsabilità di portare a sintesi tutti quegli elementi che secondo noi sono fondamentali per il mondo del lavoro e che costituiscono anche un esempio di come bisognerebbe lavorare in questo tempo”. Un ottimo risultato per il padrone di casa che alla vigilia della rielezione a segretario generale dell’Unione italiana del lavoro, può intestarsi il ‘patto di Padova’. Bombardieri ha detto: “Mi sembra che oggi il segnale più forte sia questo: l’unità sindacale. Ricordando che ognuno di noi ha sensibilità diverse, ma che riusciamo a stare insieme e lo facciamo di fronte ai tanti problemi che viviamo tutti i giorni. Apriamo oggi una pagina diversa”. Insieme, i tre leader sindacali si sono presentati a parlare con la stampa presente alla fiera di Padova, insieme si sono fatti fotografare. L’augurio è che rispetto ai tempi che cambiano, si sia ritrovato il dialogo unitario dei tre principali sindacati italiani per affrontare le nuove problematiche del mondo del lavoro. Ci attendiamo e auspichiamo che il “patto di Padova” possa essere il punto di partenza per costruire la democrazia economica e dare attuazione all’art. 46 della Costituzione della Repubblica Italiana. Questa è la vera grande sfida dei sindacati per costruire un patto sociale equo e sostenibile in armonia con i principi di giustizia sociale, di libertà ed uguaglianza dei diritti. Salvatore Rondello

