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Mastella-choc in chiesa: «Sto male, pregate per me. Non so se ce la faccio»
Politicagiovedì 2 luglio 2026, 21:39 - Ultimo aggiornamento: 3 luglio, 12:54
Due settimane fa, a qualcuno degli amici più stretti che erano andati a trovarlo alla festa per i 50 anni di impegno in politica l'aveva confidato quasi con le lacrime agli occhi. Ieri mattina lo ha fatto in pubblico, la voce incrinata per l'emozione. «Chiedo a tutti di pregare per me. Anch'io sono malato, spero di farcela». Alza il velo sulla sua malattia, Clemente Mastella.
«Sto male, pregate per me. Non so se ce la faccio»
L'ex ministro e sindaco di Benevento prende la parola in chiesa, nella basilica gremita di fedeli nel giorno della solennità della Madonna delle Grazie. Tradizione vuole che sia il primo cittadino a offrire il cero votivo per la liturgia e per Mastella, che in autunno terminerà il secondo mandato, è l'ultima volta. Così a fine cerimonia il primo cittadino ringrazia «il popolo che mi ha accompagnato in questi anni di governo della mia comunità, trascorsi tenendo presente la fedeltà al compito che mi era stato assegnato». Poi gli occhi si fanno lucidi. «Lei si è rivolto a quelli che sono malati», dice guardando il celebrante, l'arcivescovo Michele Autuoro. Anch'io lo sono». Silenzio. Poi dalle panche si leva un applauso fragoroso, come si vede nel video che è stato diffuso poco dopo sui social da Radio Città Benevento.
Non si contano i messaggi di affetto e vicinanza che in poco tempo raggiungono l'ex Dc sulla sua pagina Facebook. Decisamente superiori nel numero a quelli di pochi (ma immancabili) hater. «Hai resistito a tutto, ce la farai anche stavolta», gli scrivono: «Supererai anche questo ostacolo». Così come molti sono i messaggi di solidarietà dal mondo della politica, il cui palco scenico il sindaco di Benevento calca da mezzo secolo. Più tardi è lui stesso ad aggiungere sui social un ringraziamento per l'ondata di solidarietà che lo travolge. «Consacrai dieci anni fa alla Vergine delle Grazie il mio mandato sindacale», scrive Mastella. «Nell'ultimo miglio di questo mio percorso alla guida della Città la ringrazio. La connessione sentimentale che lega il popolo beneventano e sannita non smette mai di smuovere le corde più intime del mio animo».
Tanti, si diceva, i messaggi di affetto dalla politica, da parte sia degli amici che di avversari. A cominciare dagli esponenti che condivisero con lui un tratto di strada nella Balena bianca e anche dopo. Come Pier Ferdinando Casini, con cui Mastella fondò il Centro cristiano democratico dopo il crollo della Dc: «Amico mio forza e coraggio ne hai da vendere!», scrive l'ex presidente della Camera. E poi Gianfranco Rotondi, il leader di Noi moderati Maurizio Lupi: «Gli auguro di affrontare questa prova con il coraggio e la fiducia che non gli sono mai mancati davanti alle sfide, anche alle più difficili». E poi ancora, il vicepremier Antonio Tajani ricorda il «lungo percorso nelle istituzioni comunitarie a Bruxelles» condiviso con Mastella. «In passato - dice il segretario di Forza Italia - ci siamo anche scontrati per diversità di vedute, ma sempre con rispetto. Sapere della sua malattia mi dispiace molto. Per questo raccolgo il suo appello e mi unisco alla preghiera per la sua salute. Forza, Clemente!».
Chi è Mastella
Settantanove anni compiuti a febbraio, Mastella ha attraversato da protagonista la prima e la seconda Repubblica. Ed è rimasto sull'onda pure nella terza, come dimostra il suo attivismo alle ultime regionali campane a sostegno del Cinquestelle Roberto Fico. Eletto per la prima volta alla Camera nel '76 con la Dc, fu poi riconfermato per otto legislature consecutive in Parlamento (più due in Europa). Nel '94 giurò da ministro del Lavoro del primo governo Berlusconi, dal 2006 al 2008 guidò la Giustizia del Prodi II. E ancora sindaco della sua Ceppaloni, due volte (dall'86 al '92 e dal 2003 al 2008), poi di Benevento, eletto nel 2016 e riconfermato nel 2021. In mezzo tante avventure politiche, dalla nascita del Ccd all'Udeur fino all'ultima avventura di Noi di centro. E poi cambi di schieramento, l'addio (e la conseguente caduta) del secondo esecutivo Prodi, le polemiche, un'inchiesta giudiziaria da cui fu assolto dopo nove anni.
Alla sua festa per le "nozze d'oro" con la politica però, il 20 giugno scorso al Teatro romano di Benevento, c'erano duemila persone. Destra e sinistra, governo e opposizioni: dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi a Casini al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che di Mastella è amico fraterno. A molti, in quell'occasione, era apparso dimagrito. A qualcuno aveva confidato quello che stava succedendo, raccontato i pareri dei medici, condiviso la preoccupazione. Voci che però non avevano sciupato il clima di festa. «Il mio segreto? Ascoltare la gente. Tutti hanno il mio numero di cellulare perché se hanno bisogno sanno come trovarmi», raccontava lui a chi gli chiedeva il segreto della sua lunga carriera. Ora per Mastella c'è un'altra battaglia da combattere. Con la moglie, Sandra Lonardo, al suo fianco come sempre. È suo il messaggio a cui nella sua autobiografia ("Non sarò Clemente") il sindaco racconta di aggrapparsi nei momenti difficili. Lei glielo mandò nel pieno della bufera giudiziaria, e quelle parole valgono oggi più che mai: «Clem, non mollare».
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