
Lo scorso 13 agosto è avvenuta una violenta deflagrazione presso lo stabilimento della Knds Ammo Italy a Colleferro, in provincia di Roma. L'incidente, che ha coinvolto un sito produttivo di munizioni di medio e grosso calibro per la difesa terrestre e navale (destinate anche all'Ucraina), è stato preceduto da un incendio. Nonostante la gravità dell'evento, i 24 dipendenti presenti sono rimasti illesi poiché si trovavano a circa 500 metri dal luogo della deflagrazione.
La Procura di Velletri ha aperto un'inchiesta per disastro colposo nei confronti di ignoti. Le indagini mirano a determinare le cause esatte del boato che ha svuotato un'ala dello stabilimento.
Dalle prime fasi dell'inchiesta sono emerse ipotesi riguardanti possibili legami tra l'esplosione italiana e episodi analoghi avvenuti in Bulgaria tre giorni prima, dove un camion in un'azienda di materiali esplodenti è saltato in aria.
Alcune testate riportano che la Procura starebbe verificando una possibile pista di sabotaggio russo. Tale ipotesi trova riscontro anche nel monitoraggio di canali Telegram riconducibili a RT/Ruptly e nelle richieste di chiarimento avanzate da esponenti politici, come Carlo Calenda (Azione) e Filippo Sensi (Pd).
Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha ufficialmente respinto le ipotesi di interferenza esterna. Secondo il portavoce governativo, non risultano elementi che facciano pensare a un coinvolgimento russo, definendo l'evento come un probabile problema interno.
In sintesi, la situazione attuale vede una divergenza tra:

Ombre russe su Colleferro, la paranoia oltre le indagini
PoliticaL'esplosione a Colleferro ha alimentato teorie complottiste su un coinvolgimento russo, nonostante le indagini non abbiano riscontri concreti. La narrazione è stata strumentalizzata da propaganda e da chi vuole giustificare un massiccio investimento nella difesa ibrida.

Crosetto smentisce la “pista russa” dietro l’esplosione nella fabbrica di munizioni a Colleferro: “Non risulta a nessuno”
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Per l’esplosione a Colleferro la pista del sabotaggio russo
esteri
Mano russa dietro l'esplosione a Colleferro? Crosetto: 'Non risulta'
sitoC'è una mano russa dietro l'esplosione dello scorso 13 agosto nell'azienda ex Simmel Difesa di Colleferro (Roma)? Carlo Calenda di Azione e Filippo Sensi del Pd hanno chiesto chiarimenti al governo. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, frena: "Non risulta a nessuno che si possa trattare di qualcosa di diverso da un problema interno". La procura di Velletri ha aperto un'inchiesta sull'incidente al sito della Knds Ammo Italy, che produce munizioni di medio e grosso calibro per la difesa terrestre e navale. Armamenti che vengono anche inviati in Ucraina. C'è stato prima un incendio, cui è seguita poi un'esplosione nel reparto Pressatura Polveri. Le immagini circolate hanno mostrato una colonna di fumo bianco e dopo un po' una fiammata arancione alta decine di metri, con una pioggia di detriti in fiamme ricaduta a terra mentre un boato ha scosso l'aria intorno allo stabilimento. Tanta paura, ma nessuna vittima, a differenza di quanto accadde nello stesso sito nell'ottobre del 2007, quando un'esplosione causò un morto e 13 feriti. Una consulenza tecnica aiuterà i magistrati ad accertare la dinamica di quello che è successo ed eventuali responsabilità. Il fatto che Knds produca munizioni per l'Ucraina e la propensione di Mosca a compiere attentati 'fuori area' per colpire chi sostiene Kiev ha fatto subito scattare i sospetti sulla pista russa. Da considerare anche che tre giorni prima si era verificato un altro incidente - sempre con incendio ed esplosione - ad una fabbrica di armi della Emco vicino a Belica, in Bulgaria. I primi rilievi sembrano però escludere la pista di un attentato e Crosetto sottolinea: "non c'è bisogno di inventare colpe per chi già ogni giorno, da anni, conduce una pericolosa guerra ibrida". Il Cremlino, è il senso, bersaglia ampiamente e su diversi piani - con attacchi cyber, disinformazione e azioni sul campo - l'Occidente pro-Ucraina, senza dovergli attribuire anche atti che lo vedono estraneo. Ma Calenda chiede che il governo riferisca "immediatamente alla ripresa dell'attività parlamentare. Non possiamo - rimarca - rimanere nell'incertezza su un possibile attacco ibrido russo (le televisioni di Mosca hanno dato ampio risalto a quanto avvenuto) che si configurerebbe come il più grave mai portato a termine sul suolo italiano e uno dei più devastanti a livello europeo". Sulla stessa linea il dem Sensi: "piena fiducia nella magistratura, bisogna vederci chiaro". Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Ipotesi sabotaggio russo per l'esplosione del deposito di munizioni a Colleferro
CronacaLa Procura di Velletri, scrive infatti oggi Repubblica , starebbe indagando su possibili collegamenti con una serie di esplosioni di fabbriche di munizioni in Bulgaria . Sebbene il fascicolo di indagine fosse stato aperto per disastro colposo nei confronti di ignoti, secondo il quotidiano la nuova pista d'indagine non esclude che si sia trattato di un sabotaggio russo. Hanno dato grande risalto alla notizia anche profili e canali Telegram riconducibili a RT/Ruptly , l'organo di propaganda estera del Cremlino bandito nell'Unione europea. Il Coordinamento nazionale No Nato, vicino ai Carc (Comitati di appoggio per la resistenza per il comunismo), già noti per le posizioni filorusse, in un comunicato scrive “incidente” tra virgolette e addita esplicitamente “la complicità e la partecipazione dell’Italia alla Terza guerra mondiale”. Venerdì sia un articolo del quotidiano online ucraino Kyiv Independent sia una dettagliata inchiesta del quotidiano Today riferivano che lo stabilimento avesse prodotto proiettili di artiglieria da 155 mm forniti all’Ucraina tramite partner europei. Il governo, al momento, non accredita la pista russa: "Non risulta a nessuno che si possa trattare di qualcosa di diverso da un problema interno", dichiara all'agenzia Adnkronos il ministro della Difesa Guido Crosetto. Le parole di Crosetto incontrano il favore del sindaco Giulio Calamita: “Credo sia un fatto positivo che, a smentire le voci di un possibile coinvolgimento dietro l'esplosione nella fabbrica di munizioni, sia stato lo stesso ministro della Difesa Crosetto. Per quanto mi riguarda, sono dell'idea che se si fosse trattato di un'azione intenzionale, i danni e le conseguenze sarebbero stati di una diversa portata. Propendo per l'ipotesi accidentale”. Oggi, in un post sui social, il leader di Azione Carlo Calenda, parlando di “possibile attacco ibrido”, ha chiesto al governo di riferire in aula alla ripresa dei lavori parlamentari. Il senatore Pd Filippo Sensi scrive in un post social: "Piena fiducia nella magistratura, bisogna vederci chiaro".

"Pista russa per l'esplosione a Colleferro? Non risulta a nessuno", cosa dice Crosetto
politicaIl governo italiano, almeno per il momento, non sembra dare credito alla pista russa dietro l'esplosione nella fabbrica di munizioni di Colleferro. A quattro giorni dal violento boato che ha scosso la provincia romana alla vigilia di Ferragosto, le indagini sull'origine del disastro proseguono, e c'è già chi lo accosta ad analoghi episodi avvenuti in Bulgaria. Secondo Repubblica, infatti, la procura starebbe verificando possibili collegamenti con un altro sito di munizioni saltato in aria nel Paese balcanico. L'esecutivo, però, respinge questa lettura: "Non risulta a nessuno che si possa trattare di qualcosa di diverso da un problema interno", dichiara all'Adnkronos il ministro della Difesa Guido Crosetto. Le sue parole arrivano proprio nel giorno in cui il leader di Azione, Carlo Calenda, chiede al governo di prendere posizione sulla vicenda: "Il governo dovrà riferire in parlamento immediatamente alla ripresa. Non possiamo rimanere nell'incertezza su un possibile attacco ibrido russo (le televisioni di Mosca hanno dato ampio risalto a quanto avvenuto) che si configurerebbe come il più grave mai portato a termine sul suolo italiano e uno dei più devastanti a livello europeo", ha scritto sui social il leader di Azione. Un allarme che, al momento, l'esecutivo non condivide (di Antonio Atte). Copasir segue vicenda esplosione A quanto apprende l'Adnkronos, il Copasir sta intanto seguendo la situazione legata all’esplosione nella fabbrica di munizioni. Il Comitato è infatti in contatto con le agenzie italiane per gli eventuali aggiornamenti sull’individuazione delle cause. Da parte delle autorità c’è la giusta riservatezza visto che sulla vicenda c’è un’indagine in corso. Sindaco Colleferro: "Bene smentita Crosetto, credo sia stato solo incidente" "Credo sia un fatto positivo che, a smentire le voci di un possibile coinvolgimento dietro l'esplosione nella fabbrica di munizioni, sia stato lo stesso ministro della Difesa Crosetto. Per quanto mi riguarda, sono dell'idea che se si fosse trattato di un'azione intenzionale, i danni e le conseguenze sarebbero stati di una diversa portata. Propendo per l'ipotesi accidentale: è stato un semplice, brutto incidente, come tra l'altro ci è stato comunicato". A parlare all'Adnkronos è Giulio Calamita, sindaco di Colleferro. "E' una indiscrezione, quella della pista russa dietro all'esplosione, che circola già dai primi momenti - spiega il sindaco - e che, se fosse reale, prospetterebbe uno scenario inquietante. Ci auguriamo si tratti di un incidente, che oltretutto non ha avuto conseguenze rilevanti, a parte naturalmente il grande spavento dei cittadini. La preoccupazione è normale, ma le considerazioni ambientali che Arpa Lazio dovrebbe trasmetterci a breve lasciano comunque uno spiraglio di tranquillità, visto il mancato riscontro di elementi inquinanti, contrariamente a quanto affermato da molti. I dati sono allineati e non è stato registrato il benché minimo incremento degli inquinanti dopo l'incidente. A bruciare è stato infatti il nitrogel, un composto di nitroglicerina che non contiene sostanze chimiche né cloro. Non si è sviluppata in alcun modo nemmeno la diossina. Il confronto che avremo con Arpa nei prossimi giorni ci farà capire se servono ulteriori indagini. Sappiamo, intanto, che non sono state riscontrate fonti di pericolo immediato: ce lo hanno fatto capire anche i vigili del fuoco intervenuti sul posto senza maschere né protezione, come le altre forze ordine nei giorni anche successivi. Ai cittadini preoccupati dico, quindi, che tutte le istituzioni e coloro che si devono muovere si sono mossi subito e non ci sono elementi che ci possano preoccupare".

“Mano russa dietro l’esplosione a Colleferro?” I dubbi di Calenda e la risposta di Crosetto
PoliticaRoma, 17 agosto 2026 – C'è una mano russa dietro l'esplosione dello scorso 13 agosto nell'azienda ex Simmel Difesa di Colleferro (Roma)? Carlo Calenda di Azione e Filippo Sensi del Pd hanno chiesto chiarimenti al governo sulla deflagrazione che ha sventrato un’ala dello stabilimento che produce munizioni di medio e grosso calibro per la difesa terrestre e navale ma anche combustibili per razzi aerospaziali. La deflagrazione, secondo quanto emerso, sarebbe stata preceduta da un incendio. La procura di Velletri ha aperto un'inchiesta sull'incidente al sito della Knds Ammo Italy, che produce armamenti inviati anche in Ucraina. Calenda: “Possibile attacco ibrido russo” “Il governo dovrà riferire in Parlamento immediatamente alla ripresa. Non possiamo rimanere nell'incertezza su un possibile attacco ibrido russo (le televisioni di Mosca hanno dato ampio risalto a quanto avvenuto) che si configurerebbe come il più grave mai portato a termine sul suolo italiano e uno dei più devastanti a livello europeo”. Lo scrive sui social Carlo Calenda, leader di Azione, commentando l'esplosione nel deposito di armi di Colleferro. Sulla stessa linea il dem Sensi: “Piena fiducia nella magistratura, bisogna vederci chiaro”. Crosetto: “Non c’è bisogno di inventare colpe” Immediata la risposta del ministro della Difesa, Guido Crosetto: “Non risulta a nessuno che si possa trattare di qualcosa di diverso da un problema interno". I primi rilievi sull’esplosione sembrano escludere la pista di un attentato e Crosetto sottolinea: "Non c'è bisogno di inventare colpe per chi già ogni giorno, da anni, conduce una pericolosa guerra ibrida”. Il Cremlino, è il senso, bersaglia ampiamente e su diversi piani – con attacchi cyber, disinformazione e azioni sul campo – l'Occidente pro-Ucraina, senza dovergli attribuire anche atti che lo vedono estraneo. Ma Calenda chiede che il governo riferisca. Esplosione al reparto pressatura polveri C'è stato prima un incendio, cui è seguita poi un'esplosione nel reparto Pressatura Polveri. Le immagini circolate hanno mostrato una colonna di fumo bianco e dopo un po’ una fiammata arancione alta decine di metri, con una pioggia di detriti in fiamme ricaduta a terra mentre un boato ha scosso l'aria intorno allo stabilimento. Tanta paura, ma nessuna vittima, a differenza di quanto accadde nello stesso sito nell'ottobre del 2007, quando un'esplosione causò un morto e 13 feriti. Una consulenza tecnica aiuterà i magistrati ad accertare la dinamica di quello che è successo ed eventuali responsabilità. Incidente simile 3 giorni prima in Bulgaria Il fatto che Knds produca munizioni per l'Ucraina e la propensione di Mosca a compiere attentati 'fuori area' per colpire chi sostiene Kiev ha fatto subito scattare i sospetti sulla pista russa. Da considerare anche che tre giorni prima si era verificato un altro incidente – sempre con incendio ed esplosione – ad una fabbrica di armi della Emco vicino a Belica, in Bulgaria.
Esplosione a Colleferro, ipotesi sabotaggio russo
2026C'è un filo rosso che potrebbe collegare l'esplosione avvenuta giovedì scorso nella fabbrica di munizioni di Colleferro, alle porte di Roma, con quella che si è verificata tre giorni prima in Bulgaria, dove in un'altra azienda che produce materiali esplodenti un camion è saltato in aria. E quel filo, se verrà accertato che c'è davvero, porta fino in Russia.

Colleferro, Crosetto frena i rumors: "Pista russa? Non risulta"
attualita17 agosto 2026 a a a Sull'esplosione della fabbrica di munizioni a Colleferro, avvenuta lo scorso 13 agosto, circolano in queste ore dei rumors legati alla possibile interferenza e mano russa. A smentire le voci è stato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha detto: "Non risulta a nessuno che si possa trattare di qualcosa di diverso da un problema interno". Le sue parole arrivano dopo che il leader di Azione, Carlo Calenda, ha chiesto al Governo di fare luce sulla vicenda. "Credo sia un fatto positivo che, a smentire le voci di un possibile coinvolgimento dietro l'esplosione nella fabbrica di munizioni, sia stato lo stesso ministro della Difesa Crosetto - ha detto A parlare all'Adnkronos Giulio Calamita, sindaco di Colleferro. - Per quanto mi riguarda, sono dell'idea che se si fosse trattato di un'azione intenzionale, i danni e le conseguenze sarebbero stati di una diversa portata. Propendo per l'ipotesi accidentale: è stato un semplice, brutto incidente, come tra l'altro ci é stato comunicato".

Esplosione a Colleferro, spunta la possibile pista del sabotaggio russo: l’azienda produce armi per Zelensky
CronacaFoto: Ansa Foto / Massimo Percossi (13 agosto 2026) Il 13 agosto I 24 dipendenti si sono salvati perché erano a 500 metri dal luogo della deflagrazione. L'ipotesi di un attentato di Mosca non viene scartata L’esplosione nella fabbrica di armi di Colleferro del 13 agosto, che fortunatamente non ha causato morti, potrebbe non essere stato un fatto fortuito ma causato dai russi. Ad avanzare l’ipotesi oggi è Repubblica. Perchè la fabbrica vicino Roma produce armi per il nostro esercito e anche per quello ucraino. La ricostruzione L’esplosione nel deposito della Knds Ammo Italy a Colleferro è stata festeggiata dai bot russi. E quindi la procura di Velletri indaga anche su possibili collegamenti tra lo scoppio nell’impianto a 50 chilometri da Roma e le fabbriche esplose in Bulgaria. Anche quelle producevano armi. Il caso, ricorda oggi Repubblica, risale al 10 agosto. Tre giorni prima del cratere da 10 metri nel sito romano. Quel giorno è saltato in aria il deposito della Emco a Beliča. Ovvero una delle aziende che fanno munizioni per l’esercito ucraino. L’inchiesta della Procura di Velletri “Un camion ha preso fuoco nei pressi del deposito», ha fatto sapere il ministro dell’Interno bulgaro, Ivan Demerdjiev, per come riporta Repubbòica. Il procuratore capo di Velletri, Carlo Villani, sta coordinando le indagini sull’esplosione alla Knds. Si cercano quindi punti di contatto. A parte il fatto che l’esplosione non ha fatto vittime. Incidente o sabotaggio? L’indagine è per disastro colposo nei confronti di ignoti. Il responsabile dell’azienda e i 12 lavoratori (su 24) che erano nell’impianto ma a 500 metri dai magazzini sono stati sentiti dagli inquirenti. Intanto i Ris hanno fatto un sopralluogo, prelevando campioni di materiali da esaminare in laboratorio. Tra questi la gelatina, che è un esplosivo ad alto potenziale. Hanno mappato l’area con il laser scanner per ricavare una ricostruzione in 3D dell’epicentro dell’esplosione. Si parte da un dato: prima dell’esplosione c’è stato un incendio. Per questo i militari adesso stanno esaminando telecamere e celle telefoniche della zona. Per capire se per caso qualche estraneo sia entrato nella fabbrica. Magari con un telefono in tasca. L’indagine dei militari I militari stanno facendo la mappatura, anche attraverso le telecamere, di cosa è successo. Soprattutto per verificare se qualcuno sia entrato nell’area (cosa vietata) con un telefono in tasca. L’azienda aveva cambiato alcuni fornitori da poco ma il responsabile dell’azienda non ha avanzato sospetti. A Lipsia, dove il 4 agosto sono stati disinnescati tre droni in aeroporto, si segue una pista analoga. I 24 lavoratori si sono salvati perché erano distanti 500 metri dall’esplosione e anche questo è un dettaglio che non viene trascurato dagli inquirenti. C’è la mano di Putin dietro quanto è successo?
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