La spunta Malagò, Mancini ct. Ma la partita resta aperta
SportNon è stata solo l’ennesima replica pomeridiana di una vecchia commedia all’italiana, come accade ogni estate, con protagonisti tragicomici e maschere grottesche. Il film andato in onda in questi giorni sulla nomina del nuovo commissario tecnico della nazionale maschile di calcio è uno scontro di potere tra la Federazione italiana gioco calcio e il governo. In palio c’è la tenuta, già traballante, dell’autonomia dello sport dalla politica. Il finale era intuibile fin dall’inizio: il ct dell’Italia è Roberto Mancini. Se l’avesse spuntata la componente politica sarebbe stato scelto Antonio Conte, anche lui un ex. Hanno prevalso le istituzioni sportive ed ecco Mancini, che dopo la vittoria nell’europeo del 2021 aveva abbandonato la nazionale per l’Arabia saudita. Giovanni Malagò, da poche settimane presidente Figc, si è dimostrato abile. La politica, basti vedere le frecciate di questi giorni tra il presidente federale e il ministro dello sport Andrea Abodi, è costretta a masticare amaro. DA MESI si sapeva che il nuovo ct sarebbe stato uno tra Conte e Mancini. Per questo aveva suscitato scalpore la scelta di Malagò di nominare un direttore tecnico come Paolo Maldini, con il compito di progettare un piano di «otto o dieci anni». Per giunta, il milanista e campione del mondo era accompagnato da un advisor come il brasiliano Leonardo, suo ex compagno di squadra dalla successiva carriera dirigenziale priva di successi sfolgoranti. L’unica certezza era che i due si sarebbero sottratti sia alle pressioni federali che a quelle politiche. INTRAVISTE COME comparse giusto per avere il nome in cartellone le maschere di Guardiola e Ancelotti, ecco che la scelta della strana coppia Maldini-Leonardo era caduta sul terzo uomo: Andrea Pirlo. Come è andata lo sappiamo. Dalla Lega di serie A fino alle principali squadre nessuno ha nulla da eccepire sulle lucrative sponsorizzazioni da parte di società di scommesse, i cui nomi riempiono la cartellonistica da stadio, le pubblicità durante le partite, gli stessi giornali e trasmissioni sportive. Improvvisamente le piattaforme di scommesse sono diventate un peccato non emendabile, soprattutto se di matrice russa, come la Fonbet di cui è testimone Pirlo da quando allenava un club di proprietà russa negli Emirati arabi. Accade mentre il governo Meloni intende cancellare il decreto del primo governo Conte che aveva tentato (invano) di limitare la pubblicità delle piattaforme di betting. Per di più, i club di serie A chiedono che il governo parte degli introiti ricavati dal mercato delle scommesse sportive. E il Comitato olimpico internazionale sta pian piano facendo rientrare la Russia nelle competizioni sportive, e quindi anche in quelle calcistiche. DIMENTICATI gli accordi commerciali di Lega di serie A e club con teocrazie oscurantiste come Arabia saudita e Qatar e utilizzato lo spettro russo per colpire Pirlo hanno puntato al vero obiettivo: Maldini e Leonardo. ED ECCOCI al punto di partenza: Mancini o Conte? Ha vinto, per adesso, la linea Malagò. A Mancini si aggiunge il revenant Claudio Ranieri, dt meno impegnativo, scontroso e decisionista di Maldini. Non ha vinto, per il momento, la Confindustria del pallone, la Lega calcio e i suoi referenti politici. La partita è all’inizio. Oltre ai prossimi campionati europei del 2028 (in Regno unito e Irlanda nel 2028) cui dobbiamo qualificarci e i prossimi mondiali del 2030 (che si terranno in Spagna, Portogallo e Marocco, con tre partite inaugurali speciali in Uruguay, Argentina e Paraguay) la posta in gioco sono gli europei del 2032 che l’Italia dovrebbe ospitare a metà con la Turchia. Sarà, quest’ultimo, l’ennesimo grande evento che coinvolgerà anche le grandi opere attorno agli orribili e fatiscenti stadi che ci portiamo dietro dalla stagione degli appalti d’oro di Italia ’90. Gli stadi sono da tempo nell’agenda politica, con il commissariamento imposto per decreto da Meloni lo scorso anno: permetterà scempi edilizi e ambientale con la scusa di costruire nuovi impianti o ammodernare quelli esistenti.









