Nepi: "Sport nella Grande Bellezza. Dal Colosseo all’Arena di Verona, luoghi iconici per ospitare gli eventi"
CronacaRoma, 9 agosto 2026 – Diego Nepi Molineris, ad di Sport e Salute: state portando lo sport dentro le cartoline della ’Grande Bellezza’ italiana, dall’Arena di Verona al Colosseo. Come è nata l’idea? "La nostra visione è che lo sport possa essere praticato in un teatro unico. Abbiamo grandissime fortune: bellezze storiche e architettoniche incredibili, possiamo produrre eventi bellissimi a livello televisivo. La terza cosa straordinaria è la capacità italiana di coinvolgere e ospitare". Una ricchezza in tutti i sensi. "Possiamo valorizzare i diritti d’immagine di esperienze uniche, ma c’è anche una ricchezza sociale: il coinvolgimento sempre maggiore della gente, portando lo sport nelle piazze non devono spostarsi per raggiungere gli impianti. Ogni territorio diventa il luogo per l’evento perfetto dove già c’è una massa critica di persone, l’evento permette di esaltare le tradizioni, la cultura, l’aspirazione e la volontà di ogni città. È un po’ quello che fa QN, coniughiamo l’interesse nazionale e lo concretizziamo in quello locale". Quali sono gli eventi speciali? "Mi ricordo nel 2012 Usain Bolt che ha corso i 100 metri in via Condotti, Roma si paralizzò. Abbiamo portato la nazionale italiana di pallanuoto nel mare di Capri, la scherma al teatro di Taormina e poche settimane fa al Pincio, oppure a Colle Oppio recentemente il curling e un grande evento di skateboard, ma anche un 3x3 sul playground di basket fatto da sei ragazzi di nazionalità diverse, sembrava l’isola che non c’è. Abbiamo tanti luoghi iconici nel nostro paese, se ai paesaggi straordinari unisci gesti sportivi straordinari realizzi una forma di promozione gigantesca, e a quel punto arrivano anche i ricavi economici". In che modo? "Molti partner si vogliono associare a questo che diventa brand. Il passo successivo è la smaterializzazione della biglietteria, una visione di sport aperta e pubblica. Nelle aree che stiamo restituendo alla popolazione con il progetto Illumina ci sono anche il parkour, il calisthenic, l’arrampicata sportiva". Discipline che parlano ai giovani. Chi sceglie gli sport? "Da una parte c’è una pianificazione degli investimenti pubblici, dei contributi, diciamo che siamo un po’ la start-up di sport che stanno emergendo, come per il surf e una serie di discipline legate alla vela e al mare. Agiamo come co-investitori di questi progetti, dall’altra parte ampliamo quella base di sportivi attivi che per noi è molto importante. Diventa un connubio fra sport e salute, sport e turismo, sport e alimentazione, quindi anche cultura. Come quando organizziamo maratone che passano attraverso i musei. Creiamo un ’non luogo’ e ci portiamo lo sport". La pallavolo tra poco giocherà a Piazza del Plebiscito a Napoli. Prossimi obiettivi? "L’idea è portare due campi degli Internazionali di tennis non solo a Piazza del Popolo come è già successo, ma anche nelle periferie di Roma per raccontare qualcosa che poi rimanga come eredità, quella famosa legacy: dopo si potrà giocare dove sono scesi in campo i campioni. Il progetto Illumina raccoglie il concetto dell’infrastruttura di altissimo livello, quindi con le resine degli US Open, il canestro del Madison Square Garden, il miglior calisthenic in termini di design possibile, per dare un prodotto eccellente a tutti. Lo sport è un diritto acquisito dalla Costituzione. Bisogna fare in modo che abbia una grandissima distribuzione e diffusione. Qualche giorno fa abbiamo inaugurato un progetto a Trapani e c’erano tutte le società, dalla pallavolo alla pallamano al rugby, al basket, una giornata di gioia e di festa in un quartiere popolare, dove adesso c’è forse il più bell’impianto del mezzogiorno. Piccolo, ma bellissimo". Come potete misurare il ritorno economico? "Di sicuro il valore viene moltiplicato e non diviso. Nel senso che lo sport nelle piazze non è alternativo a quello degli stadi, va ad ampliare un target. In futuro con i crediti sociali sportivi si potrà anche monetizzare con il cosiddetto ’ritorno sociale dell’investimento’". Mai avuto problemi con le Sovrintendenze? "Abbiamo usato sempre la massima sensibilità nei confronti di qualsiasi realtà monumentale, pianificando tutto con le sovrintendenze nazionali e locali e toccando il minimo indispensabile. Non occupiamo uno spazio, lo valorizziamo. Vedere il bello genera endorfine positive, che fanno stare bene tutti".



