Leone XIV: “Invoco l’intercessione di Maria per la Terra Santa, l’Ucraina e la Russia”
/lastampa/esteriCITTA’ DEL VATICANO «Maria assunta nella gloria del cielo e per tutto il popolo di Dio è segno di speranza e di consolazione per questo oggi desidero invocare la sua materna intercessione a nome di quelle comunità che hanno particolarmente bisogno di essere consolate e di continuare a sperare», afferma il Papa Penso ai fratelli e alle sorelle della terra che per eccellenza anche la terra di Maria. Penso al popolo ucraino e al popolo russo entrambi legati da filiali devozioni alla Santa madre di Dio", ha sottolineato il Pontefice. Ed è ai cristiani che soffrono «discriminazione o addirittura persecuzione» che il Papa si riferisce. «Nell’Assunta contempliamo il nostro destino ultimo. La pienezza di vita che ammiriamo in Maria attende anche noi», dice Leone XIV ai fedeli riuniti in piazza della Libertà a Castel Gandolfo, per recitare l’Angelus. «Oggi celebriamo la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Una festa di grande importanza, sia per la teologia cattolica, sia per la pietà popolare; infatti è una ricorrenza molto sentita in tante comunità, specialmente dove la cattedrale o la chiesa parrocchiale è intitolata alla Madonna Assunta- afferma il Pontefice-. Per contemplare questo mistero della fede, possiamo riferirci ai due modelli iconografici con cui nei secoli gli artisti lo hanno raffigurato. Il primo, il più antico, che è stato l’unico per quasi un millennio, è quello della “dormizione” della Madre di Dio: ella appare coricata su un catafalco, addormentata nella morte; intorno ci sono gli Apostoli che la venerano commossi in preghiera; al centro, in piedi, sta Gesù risorto, che tiene in braccio l’anima di Maria, come una bambina appena nata. È venuto a prenderla per portarla con sé nella gloria di Dio, “in cielo”, come diciamo simbolicamente». Infatti, evidenzia Robert Francis Prevost, «il Signore ha realizzato per la sua Madre quello che ha promesso per tutti i suoi amici: “Quando sarò andato al Padre e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me”». «Questo primo modello mette in risalto la verità centrale: è Cristo morto e risorto che, la vita eterna- evidenzia il Pontefice-. È ciò che generazioni e generazioni di fedeli hanno contemplato pregando davanti alle icone della Dormizione, e che si può ammirare a Roma, nel grande mosaico dell’abside della Basilica di Santa Maria Maggiore». L’iconografia più recente, sviluppatasi in seguito in occidente, «. Qui al centro sta il corpo glorificato della Madonna, in consonanza con quanto si legge nel Libro dell’Apocalisse: “Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle”., rappresentando in alto la Vergine gloriosa e in basso la sua tomba vuota, spesso piena di fiori multicolori, e gli Apostoli con lo sguardo rivolto a lei, in cielo», sottolinea il Papa.Questo secondo modello «. Quella donna che sulla terra ha dato corpo e sangue al Verbo incarnato e lo ha seguito fino all’unione perfetta nel sacrificio d’amore, da Lui è stata attratta per sempre nella gloria». Immortalità Questa iconografia, puntualizza Robert Francis Prevost, «ci permette di contemplare il nostro destino ultimo. La pienezza di vita, che oggi ammiriamo con gioia in Maria, attende anche noi, alla fine dei tempi, quando, come dice San Paolo, Cristo Risorto trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, vestendo ciò che è corruttibile di incorruttibilità e ciò che è mortale di immortalità. Allora, con la nostra carne trasformata dall’amore del Redentore, vivremo in eterno, nella festa senza fine». Quindi «lodiamo il Signore, che ha fatto grandi cose nella sua e nostra Santissima Madre!», invoca il Papa.
