Legge elettorale, governo sotto sulle preferenze: Schlein attacca Meloni
politicaCon la bocciatura dell'emendamento sulle preferenze, "ieri è successo che la maggioranza è andata sotto, con il governo sfiduciato dagli stessi deputati della maggioranza, perché hanno punito evidentemente l'arroganza di Giorgia Meloni cercava di imporre una legge elettorale piena di problemi che noi abbiamo definita da subito irricevibile" anche perché il premio di maggioranza previsto "permetterebbe di raggiungere quasi da soli i voti che servono per eleggere il presidente della Repubblica". Lo afferma a Rtl 102.5 la segretaria del Pd Elly Schlein sottolineando che i partiti di maggioranza "quando hanno perso il referendum costituzionale sulla giustizia hanno deciso di fermarsi" sulla riforma che aprirebbe al premierato: e siccome "non vogliono andare incontro a un altro referendum stanno cercando di realizzare il premierato via legge". "Ora Giorgia Meloni dovrebbe trarne le conseguenze di questo gesto, perché si è aperta una crisi di governo" ma "siamo all'assurdo con una maggioranza che cerca di andare avanti fischiettando come se non fosse accaduto niente", ha aggiunto Schlein. "Ieri si è fratturata la maggioranza - incalza la dem -, Meloni si è limitata sui social a dire che serve una riflessione e nel frattempo ha imposto ai suoi di provare andare avanti" ma ora "è inutile andare avanti con questa farsa, perché è mancata la maggioranza, quindi evidentemente il problema Giorgia Meloni ce l'ha tra i suoi alleati che non vogliono davvero andare avanti con questa legge elettorale. Quindi è chiaro che dovrebbero trarne le conseguenze e dovrebbero andare a casa e finalmente consentire che arrivi un'alternativa che possa fare quello che non hanno fatto loro per questi anni". Secondo Schlein, "la verità è che per questi quattro anni questo governo aveva in Parlamento i numeri per fare tutto e sono riusciti a non fare nulla che migliorasse in concreto la vita degli italiani". "Pur di difendere il suo potere", continua Schlein, la premier "era pronta a sacrificare le altre donne, con un emendamento che cancellava completamente la parità di genere". "E' stata punita l'arroganza con cui Giorgia Meloni cercava di imporre legge elettorale piena di problemi con un premio di maggioranza abnorme che propone un antipasto di premierato", dice. Elezioni a settembre dopo la bocciatura di ieri? "Noi saremo pronti con le opposizioni in qualunque momento, perché la vera notizia di ieri che è crollata tutta la narrazione di questo governo che si basava sull'idea di una maggioranza solida e compatta e di divisioni presunte tra le opposizioni". "Ieri la fotografia chiara al Paese è stata al contrario, c'è stata una maggioranza divisa: è bastata la prima prova di un voto segreto, mentre tutte le opposizioni hanno agito unitariamente. Ieri insieme siamo usciti anche fuori, in piazza al presidio che era stato convocato da +Europa e da altre forze politiche, per dire la stessa cosa" e cioè aggiunge Schlein che "serve oggi un'alternativa al Paese, perché dopo 4 anni di questo governo, qui ci troviamo con un'Italia che ha la crescita a zero, abbiamo purtroppo i salari tra i più bassi d'Europa, abbiamo le bolette dell'energia che sono invece le più care d'Europa e hanno portato le tasse, la pressione fiscale al record degli ultimi 12 anni, per non parlare delle liste d'attesa nella sanità che si sono allundate all'infinito". "Quindi davanti a tutto questo, noi vorremmo riportare al centro della discussione i bisogni concreti delle persone, che è quello che questa maggioranza non ci ha concesso, perché in un paese così è incredibile che per Giorgia Meloni nel suo governo la priorità fosse quella di cambiare la legge elettorale perché hanno paura di perdere", conclude Schlein. Ciriani: "Episodio che supereremo, governo va avanti" “Non intendiamo concludere la nostra esperienza di governo. Abbiamo lavorato bene per quattro anni, c'è stato questo episodio di ieri che intendiamo superare". Ad assicurarlo è il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, a Sky Tg24 sulla legge elettorale. Secondo il ministro sarebbero “una ventina di parlamentari di centrodestra" quelli che per "istinto di conservazione" hanno deciso "di fare i propri interessi, non pensare agli interessi generali del governo, del Parlamento, degli italiani". Ora, aggiunge, “la priorità è chiudere la legge che andrà in Senato senza le preferenze ed è un peccato, l'altra Camera può correggere il testo, in Senato non è previsto il voto segreto, ora è importante votare questa legge alla Camera". “Chiudiamo entro domani questa legge che serve al Paese, un passo alla volta, al Senato si può modificare”, ha aggiunto.


