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Legge Elettorale, atteso il voto finale, le opposizioni attaccano: “Maggioranza si fermi, sfiducia al Governo, crisi aperta”
PoliticaÈ atteso nella mattinata di oggi il voto finale della Camera sulla riforma della legge elettorale, dopo il via libera ai primi articoli del provvedimento e il confronto acceso che ha caratterizzato le ultime sedute dell'Aula. La maggioranza punta a chiudere l'iter senza ulteriori intoppi dopo la bocciatura, martedì, dell'emendamento sulle preferenze. Le opposizioni parlano invece di una maggioranza divisa e di una crisi politica ormai evidente, chiedendo al Governo di fermarsi.
Legge Elettorale, atteso il voto finale, le opposizioni attaccano: “Maggioranza si fermi, sfiducia al Governo, crisi aperta”
Prosegue il percorso parlamentare della riforma della legge elettorale. Nella giornata di ieri la Camera dei deputati ha approvato l'articolo 1 del provvedimento con 208 voti favorevoli, 143 contrari e 3 astenuti, mentre l'articolo 2 ha ottenuto il via libera con 213 sì, 144 no e 3 astensioni.
L'Aula ha inoltre approvato all'unanimità il subemendamento presentato dalle forze di maggioranza che estende il diritto di voto ai fuorisede, uno dei punti condivisi del testo in discussione.
La giornata decisiva arriva però dopo quanto accaduto martedì, quando la maggioranza è andata sotto di un voto sul delicato tema delle preferenze. L'emendamento, presentato da Fratelli d'Italia, Noi Moderati e Udc, che prevedeva un sistema misto di capilista bloccati e preferenze, è stato respinto a scrutinio segreto con 188 voti contrari e 187 favorevoli, aprendo immediatamente il caso dei possibili franchi tiratori all'interno del centrodestra.
Secondo indiscrezioni parlamentari, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarebbe intenzionata a evitare nuovi incidenti nel prosieguo dell'iter della riforma, pur restando forte, all'interno di Fratelli d'Italia, la tentazione di ripresentare al Senato l'emendamento sui capilista bloccati e sulle tre preferenze, dove il voto avverrebbe a scrutinio palese. Al tempo stesso, all'interno della coalizione prevalrebbe la linea della prudenza, con l'obiettivo di stemperare le tensioni e portare comunque a compimento l'approvazione della legge senza ulteriori strappi.
Sul fronte delle opposizioni, l'attacco politico resta durissimo. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, intervenendo a In Onda su La7, ha dichiarato: "Ieri (martedì, ndr) in Aula si è aperta una crisi di governo - ha detto la segretaria dem - si trattava di un emendamento fortemente voluto dal presidente del Consiglio, presentato dal suo partito su cui addirittura il governo in Aula si è rimesso ai pareri dei relatori. E' stata una sfiducia vera nei confronti della Meloni la quale si è limitata sui social a dire che serve una riflessione e ora va avanti fischiettando come se nulla fosse. Si dovrebbero fermare su questa legge elettorale e andare a casa per poter avere un nuovo governo che torni ad occuparsi dei problemi delle persone, non solo dei propri, come sta facendo questo esecutivo, che ci ha già detto che in Senato ci riproverà". Quindi ha aggiunto: "è possibile che tengano ancora il Parlamento di questo Paese ostaggio della loro ossessione per il potere...".
La leader dem ha poi rincarato la dose sostenendo: "Il momento per il governo è pessimo, perché anche oggi (Ieri, ndr) si è sfaldata la maggioranza, come si è sfaldata martedì, quando ha sfiduciato Giorgia Meloni sull'emendamento Bignami e la premier ha perso l'arroganza con cui stava cercando di imporre una legge elettorale, a otto mesi dal voto, con un premio abnorme e distorsivo".
Schlein ha infine accusato il Governo di voler accelerare sull'approvazione della riforma: "legge elettorale che vogliono fare in tutta fretta, perchè hanno paura di perdere e perchè sanno che abbiamo messo insieme un'alleanza competitiva", concludendo che, invece di affrontare i "problemi degli italiani", "il governo pensa a litigare o a rincorrere Vannacci...".
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