VIDEO| “Un cuore bruciato”, in un libro la storia del piccolo Domenico. La mamma: “Nessuno ha chiesto scusa”
Cronacadi Amelia Cartia ROMA – “Nessuno ci ha chiesto scusa. Sbagliare è umano, noi lo diciamo sempre: se almeno i medici fossero venuti a dirci ‘c’è stato un problema’, sarebbe stato diverso. Ma invece hanno voluto nascondere tutto, insabbiare, negare tutto. Negli ultimi giorni Domenico sembrava un giocattolo, ne parlavano come se non si trattasse di una vita umana”. Alla Camera dei Deputati Patrizia Mercolino, la mamma del piccolo Domenico Caliendo, morto ad appena due anni e mezzo lo scorso 21 febbraio dopo aver ricevuto il trapianto di un cuore inutilizzabile, parla così della testimonianza che ha raccolto nel libro “Un cuore bruciato”, presentato oggi. LEGGI ANCHE: La mamma del piccolo Domenico: “Credo ancora nella sanità italiana, ma nessuna famiglia soffra più come la mia” LEGGI ANCHE: A Nola i funerali del piccolo Domenico, nella cattedrale anche la premier Meloni. Il vescovo: “La perdita di un figlio non ha nome” “Io- continua- racconto nel libro tutta la storia di Domenico. E posso dire, avendolo visto lottare fino all’ultimo giorno, per 60 giorni, che sono convinta che lui abbia resistito così tanto proprio per far emergere tutto. Quello che è successo a noi non significa che tutta la sanità italiana sia scarsa: io spero solo che serva a far migliorare la comunicazione tra i medici e i pazienti, tra i medici e i genitori nel nostro caso. Voglio che serva perché ci sia più attenzione. Lo spero e lo credo”. All’evento sono intervenute la sottosegretaria di Stato ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano, la parlamentare della Lega Simonetta Matone, la vicepresidente del gruppo Forza Italia alla Camera Rita Dalla Chiesa e il Sostituto Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetture Annalisa Imparato. Oltre a loro, il padre del bambino, Antonio, che ha avuto solo la forza di dirsi “molto arrabbiato”. “Continuiamo a vivere perché siamo genitori di altri due bambini– ha spiegato la moglie- ma è ogni giorno più difficile”. “Non si può non pensare- ha detto l’onorevole Rita Dalla Chiesa- alla mamma dell’altro bambino, il bambino di Bolzano a cui apparteneva il cuore che è stato trapiantato, ormai danneggiato e inutilizzabile, su Domenico. Il sacrificio del suo bambino così è stato inutile“. Dal canto suo Matilde Siracusano ammette di essersi sentita “sempre inadeguata” rispetto a un dolore così grande, ma di doversi impegnare nel suo ruolo istituzionale “perché il ricordo di Domenico diventi un servizio, perché non accada mai più”. Ai genitori del bambino, da parte dell’onorevole Simonetta Matone, il plauso per essersi “offerti, con compostezza, a una grande attenzione mediatica che per una volta non è stata morbosa, ma rivolta al bambino”, unendo tutta Italia in un’attesa finita tragicamente. SIRACUSANO: MASSIMO IMPEGNO PERCHÉ NON SI RIPETA LA TRAGEDIA DI DOMENICO “Questa giornata è molto significativa e importante. Noi istituzioni abbiamo il dovere di comprendere e di accertare la verità perché vicende tragiche come quella di Domenico non si verifichino più”, ha commentato Matilde Siracusano, sottosegretario di Stato ai Rapporti con il Parlamento, introducendo la presentazione. “Dalla verità- continua Siracusano- dalle responsabilità in campo, noi possiamo capire come agire per comprendere le falle del sistema. Io sono una mamma, come Patrizia, sono rimasta profondamente colpita da questa vicenda con tutta l’Italia. Apprezzo e ammiro questa forza straordinaria di questa madre che ancora oggi combatte con una tenacia straordinaria per far sì che il ricordo di Domenico sia impresso nella memoria di tutti e perché questa vicenda così tragica possa essere uno strumento di servizio affinché nessun bambino e nessuna famiglia debbano più patire un dolore così grande”. Quali, in concreto, le azioni da compiere perché un evento del genere non si ripeta? “Dobbiamo lavorare- risponde Siracusano- affinché il sistema organizzato sia sempre più efficiente. L’impegno del governo da questo punto di vista è stato massimo sin dall’inizio, attraverso le risorse e le riforme cui il sistema sanitario necessita”.

