Fine della democrazia, lo scrolling infinito verso un nuovo regime
contenuti originali«Guardatevi attorno. Non avete la vaga impressione di vivere un momento di dissociazione collettiva? Vediamo che tutto sta crollando, eppure andiamo avanti come se niente fosse. Questa non è una crisi della democrazia ma lo smottamento verso un nuovo regime. Scrolling infinito, dopamina sotto controllo. Quando dubiterete di voi stessi, ricordatelo: questo secolo non vi impedisce di pensare, vi tiene occupati finché non saprete più come fare. Il XXI secolo non vi governerà, vi programmerà»_ Il codice ha preso il posto della rappresentanza consegnata ad istituzioni che esprimano un volere, una sovranità di una pluralità di individui. L’individuazione oggi è già in buona misura aldilà della sovranità popolare circoscritta nell’arena di forze (partiti) in un perimetro (parlamento e costituzione). Prendo il passaggio estrapolandolo da un contesto che è distante dai miei convincimenti. Ma bene rende il problema. Nel suo saggio Resistere ai tempi oscuri (Einaudi, 2026 ), Asma Mhalla parla di una «cyberdistopia»: «Ciò che chiamiamo realtà è già un’interfaccia». Secondo questa interpretazione, il punto non è (solo) tecnologico. È politico. Nel Leviatano, Thomas Hobbes immagina il sovrano come un gigante riempito di migliaia di corpi umani minuscoli: il potere del «mostro» nasce da un patto collettivo. Ci raccogliamo nel perimetro di un’entità sovrana cui affidiamo — cedendola — la forza individuale di ciascuno, ricevendone in cambio sicurezza, ordine, protezione. Il frontespizio di quell’opera, data alle stampe nel 1651, raffigura il modello su cui si reggono ancora gli Stati in grado di tutelarci dall’autodistruzione. Il sistema funziona finché quello Stato detiene il monopolio della forza — e il controllo della struttura. Quando un’altra potenza comparabile entra in campo, il patto vacilla. Le BigTech rappresenterebbero quella «potenza comparabile». Non competono con gli Stati sul piano dello scontro diretto geopolitico. Competono sul terreno delle infrastrutture cognitive e spostano le grandi decisioni «fuori» dalla sfera democratica. Non è una novità assoluta, ed è stato questo il lascito del materialismo storico ad una critica dell’ideologia sopravvissuta al crollo del muro. Fin qui però si era ancora creduto di poter in qualche modo addomesticare la bestia. Mentre oggi non lo sostiene più nessuno. Nessuno che conti qualcosa.


