Il MessaggeroCentro-destra
Google, l'Ue conferma la multa da 4,1 miliardi
Economiavenerdì 3 luglio 2026, 01:25
Ieri la Corte di giustizia dell'Unione europea ha messo la parola fine a una battaglia legale che continua da otto anni: Google dovrà pagare la multa record di 4,1 miliardi di euro per aver abusato della posizione dominante di Android, il suo sistema operativo per smartphone.
I giudici hanno respinto il ricorso presentato da Google contro la sentenza del Tribunale dell'Unione, confermando così la sanzione imposta dalla Commissione europea nel 2018.
La vicenda
Tutto era iniziato nel 2018, quando la Commissione europea aveva multato Google per 4,34 miliardi di euro, con l'accusa di aver costretto i produttori di telefoni a preinstallare Google Search, Chrome e altre app prodotte dal gruppo americano.
Nel 2022 un tribunale di grado inferiore aveva ridotto la cifra a 4,1 miliardi, ma né Google né l'Ue si erano fermate: la società di Mountain View aveva portato il caso davanti alla Corte di giustizia sperando in un ulteriore ridimensionamento. Non è andata così.
Un portavoce di Google ha fatto sapere che la sentenza non tiene conto degli investimenti fatti dall'azienda per mantenere Android un sistema aperto e interoperabile. Ma la decisione europea potrebbe porre fine al modello stesso di Android: Google aveva garantito l'accesso gratuito al software mobile in cambio di alcune condizioni che i produttori di smartphone e tablet dovevano rispettare. Inoltre potrebbe aprire la strada a nuove azioni legali contro Google da parte dei produttori stessi.
FairSearch, la coalizione di aziende che nel 2013 presentò l'esposto da cui nacque l'indagine della Commissione europea su Android, ha definito la sentenza «una importante vittoria» ottenuta nella corte più alta d'Europa contro le pratiche anticorrenziali di Google nei mercati mobili.
La reazione in Borsa
Ieri a Wall Street le azioni di Alphabet hanno perso quasi il 2%. Con questa sentenza Google ha ormai accumulato quasi 11 miliardi di euro di multe europee nell'ultimo decennio: la battaglia legale che si è conclusa ieri infatti è iniziata nel 2015, l'anno in cui la Commissione europea ha aperto il primo fascicolo antitrust contro Google.
Da allora Bruxelles non ha più smesso di occuparsi dell'azienda di Mountain View: l'anno scorso le ha comminato una multa da 2,95 miliardi di euro per pratiche scorrette nel mercato della pubblicità digitale.
La prima fase
Ma secondo Alex Haffner, partner dello studio legale Fladgate, la sentenza sul caso Android chiude più che un capitolo giudiziario: segna la fine della prima fase dello scontro tra la Commissione e le grandi piattaforme tecnologiche, quella basata sull'uso del diritto della concorrenza.
Il fronte si è già spostato altrove, verso gli strumenti legislativi del Digital Markets Act e del Digital Services Act, che riguardano non solo Google ma anche Apple e Meta. È un cambio di passo che a Washington non è passato inosservato.
Donald Trump ha minacciato dazi del 100% sui beni provenienti da paesi che impongono una tassa sui servizi digitali alle aziende americane, come hanno già fatto Francia e Spagna, mentre l'ambasciatore statunitense presso l'Unione europea Andrew Puzder ha avvertito che Bruxelles rischia di restare fuori dall'economia dell'intelligenza artificiale se continua a colpire le big tech con sanzioni così pesanti.
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