
Un violento terremoto di magnitudo 7.4 ha colpito la Colombia lunedì 10 agosto alle ore 7:34 (ora locale). L'epicentro è stato registrato nel dipartimento del Chocó, nei pressi della cittadina di San José del Palmar, a una profondità stimata tra gli 82 e i 100 chilometri. Il sisma, definito come il più forte registrato nel Paese dal 1979 o nell'ultimo decennio a seconda delle fonti, è stato avvertito con forte intensità in gran parte del territorio colombiano e nei paesi limitrofi, tra cui Panama, Ecuador e Venezuela.
Il bilancio delle vittime è in costante aggiornamento a causa della complessità delle operazioni di ricerca. Le fonti riportano cifre variabili che oscillano da un minimo di 52 morti fino a stime superiori ai 250 decessi, con centinaia di feriti e migliaia di persone dichiarate disperse (fino a 2.000 o 3.600 a seconda dei bollettini).
Le aree più colpite includono:
Il governo colombiano ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per coordinare i soccorsi. Sono stati mobilitati mezzi pesanti come gru ed escavatori per liberare le persone intrappolate sotto le macerie.
Il sisma ha causato gravi danni strutturali, con il crollo di numerosi edifici, scuole e ospedali. In particolare, a Cali è stata segnalata la fuoriuscita di persone intrappolate nell'ala pediatrica dell'ospedale universitario. Altri impatti rilevati includono:
Sul piano internazionale, gli Stati Uniti hanno annunciato l'impegno di 15,5 milioni di dollari in aiuti per la gestione del disastro.

In Colombia De la Esprella militarizza l’emergenza. La solidarietà arriva dal basso
InternazionaleIn Colombia De la Esprella militarizza l’emergenza. La solidarietà arriva dal basso «Novantasei secondi di paura» I racconti del violento sisma che ha colpito il paese sudamericano. Scuole e ospedali in ginocchio. 179 vittime accertate e 3600 persone disperse

Terremoto in Colombia: CESVI pronto a intervenire
Comunicati StampaCESVI sta monitorando con attenzione l’evolversi dell’emergenza in Colombia, colpita ieri mattina da un violento terremoto di magnitudo 7,4 con epicentro nei pressi di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó. «In queste prime ore la priorità assoluta è salvare le persone ancora intrappolate e garantire assistenza ai feriti – dichiara Stefano Piziali, direttore generale di CESVI – Sappiamo per esperienza che gli effetti di un terremoto non finiscono quando terminano le operazioni di soccorso. Nelle settimane e nei mesi successivi donne, bambini e famiglie che hanno perso la casa, i propri cari e i punti di riferimento quotidiani potranno trovarsi in condizioni di estrema vulnerabilità. Per questo stiamo seguendo attentamente l’evoluzione dei bisogni. CESVI sta valutando un intervento negli ambiti in cui ha una forte esperienza nel Paese e in America Latina: la protezione dell’infanzia e delle donne e il supporto psicosociale alle comunità colpite». Il bilancio, ancora provvisorio e in continuo aggiornamento, conta più di 130 vittime e centinaia di feriti, mentre proseguono le operazioni di ricerca e soccorso delle persone rimaste intrappolate sotto le macerie. Il Governo colombiano ha dichiarato lo stato di calamità nazionale e sono in corso le operazioni di emergenza coordinate dalle autorità del Paese. Gravi danni sono stati registrati in diverse città, tra cui Cali, Quibdó, Pereira e Manizales. Particolarmente drammatica la situazione a Cali, dove il terremoto ha provocato il crollo di parte dell’Ospedale Universitario del Valle, interessando anche l’ala pediatrica e di terapia intensiva. Secondo le informazioni disponibili, alcune persone risultano ancora intrappolate e l’intera struttura è stata evacuata. CESVI è presente nel Paese in prossimità del confine con il Venezuela, dove assiste le famiglie in fuga dalla grave crisi economica e politica venezuelana. L’esperienza maturata sul campo mostra come, dopo la fase immediata dei soccorsi, sia fondamentale non lasciare sole le persone più vulnerabili. La perdita della casa, dei familiari, della scuola e della quotidianità, insieme alla paura provocata dalle scosse e alla permanenza in sistemazioni temporanee, può avere conseguenze profonde soprattutto sui bambini. CESVI sta valutando l’attivazione di un intervento mirato di protezione e supporto psicosociale rivolto in particolare a bambini e donne. L’articolo originale può essere letto qui

La Colombia fa i conti con un terremoto devastante
notizieLa Colombia sta ancora contando i suoi morti. Il paese si è svegliato l’11 agosto in stato di emergenza, dopo che un terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito la parte occidentale del paese. La scossa è durata per quattro minuti ed è stata avvertita anche a Panamá e in Ecuador. Le scosse di assestamento del sisma finora hanno causato più di duecento morti e oltre cinquecento feriti, con decine di edifici crollati. Ma questi numeri sono considerati provvisori e sono destinati ad aumentare. Molte vittime si concentrano nella città di Pereira, una regione dove si produce caffè. Anche Cali, il capoluogo del dipartimento di Valle del Cauca e la terza città più popolosa del paese, è stata gravemente colpita. Sono ancora in corso le operazioni di soccorso tra le macerie. L’epicentro è stato registrato nella cittadina di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó. Le città più colpite sono Quibdó, Manizales e Armenia. Gli aeroporti sono stati chiusi e i servizi sono stati interrotti. A Cali, che si stava preparando a festeggiare il famoso festival di musica del Pacifico Petronio Álvarez, i soccorritori continuano a scavare tra le macerie alla ricerca dei sopravvissuti. Nel frattempo nella regione la scossa ha rievocato il trauma di un altro terremoto, quello che devastò il paese nel gennaio del 1999 e causò più di mille vittime. Secondo le stime del Servizio geologico colombiano (Sgc) il sisma ha avuto una profondità di 90 chilometri ed è stato il più forte mai registrato nel paese “nel ventunesimo secolo”. I sindaci di Cali, Pereira e Manizales hanno dichiarato il coprifuoco, una restrizione totale della circolazione e delle attività negli spazi pubblici e nelle strade per prevenire disordini e i saccheggi. “Diverse vie di accesso alla zona, sia da sud che da nord, sono state bloccate da frane provocate dal terremoto, mettendo a rischio l’arrivo degli aiuti umanitari provenienti da altre città del paese come Bogotá”, scrive il quotidiano messicano La Jornada.

Terremoto Colombia, sindaco di Cali colpito da sasso in testa
MondoQuesto articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Il sindaco di Cali, Alejandro Eder, è stato aggredito mentre partecipava alla gestione dell’emergenza nelle strade della città dopo il terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito diverse regioni della Colombia. Ne danno notizia i media locali, tra cui Semana. Il primo cittadino si trovava con un gruppo di persone quando sono iniziate le contestazioni. La scorta lo ha allontanato dalla zona, ma proprio in quel momento gli è stato lanciato un sasso che lo ha colpito alla testa. Le autorità stanno analizzando i filmati delle telecamere di sicurezza della zona per identificare con certezza i responsabili. Nel frattempo, a Cali è stato indetto il coprifuoco dalle 20:00 di lunedì alle 6:00 di martedì e la città è stata militarizzata per il rischio dei saccheggi, a seguito dei diversi danni causati dalla scossa: crolli di infrastrutture in diverse zone della città (soprattutto ospedali), tra cui la Clínica de Colores, il Desa, la Galería Alameda, edifici lungo Roosevelt Avenue e di fronte al palazzetto dell’hockey Miguel Calero. “Abbiamo allarmi e minacce di saccheggi in vari punti della città. In questo momento, la nostra priorità è proteggere i cittadini e garantire che i soccorritori possano continuare le operazioni di salvataggio dopo il sisma”, ha dichiarato Eder su X. Il primo cittadino ha ribadito la necessità di non ostacolare i soccorsi: “Cittadini di Cali: queste prime 48 ore sono critiche. Abbiamo bisogno che i soccorritori possano lavorare e che possiamo raggiungere le persone che sono ancora intrappolate”.

Terremoto magnitudo 7.4 in Colombia: almeno 74 morti e 20 edifici crollati - Il video
MondoUn terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito la Colombia alle 7.34 del mattino, ora locale, con epicentro nei pressi di San José del Palmar, nel dipartimento occidentale del Chocó, ma è stato avvertito in numerose regioni del Paese. A Cali il sindaco Alejandro Eder ha riferito di almeno venti edifici crollati e di persone rimaste intrappolate. Al momento ci sarebbero almeno 74 vittime oltre a centinaia di feriti e dispersi. Nel frattempo l'ambasciatore d'Italia a Bogotà, Giancarlo Curcio assicura: "Stiamo lavorando in stretto contatto con la Farnesina per seguire la situazione: al momento non sono segnalati connazionali in situazione di pericolo nelle zone più colpite dal terremoto". Il Servizio geologico colombiano ha aggiornato a 7,4 la magnitudo del terremoto, inizialmente stimata in 6,7, indicando l’epicentro a 96 chilometri sotto il suolo. Proprio la profondità del sisma ha fatto sì che le scosse fossero percepite anche a grande distanza dall'epicentro: il terremoto è stato infatti avvertito, tra le altre città, a Bogotá, Cali, Manizales e Armenia. Il primo bilancio delle vittime arriva dall'Ufficio per la gestione dei rischi del Chocó, il dipartimento maggiormente colpito. A Quibdó, capoluogo della regione, sono stati segnalati gravi danni ad alcuni edifici. La situazione appare critica anche a Cali. Il sindaco Alejandro Eder ha comunicato che, secondo le prime stime, almeno venti palazzi sono crollati e che alcune persone sarebbero rimaste intrappolate. Danni sono stati segnalati anche a Manizales, dove, come a Cali, sono caduti calcinacci e cornicioni. Le comunicazioni con entrambe le città hanno subito interruzioni. Secondo quanto riporta l'emittente colombiana Blu radio, ci sarebbero anche bambini tra le persone intrappolate sotto le macerie dell'ospedale universitario di Cali. Con il passare delle ore cresce anche il timore per possibili scosse di assestamento. "Abbiamo appena vissuto un grave evento sismico, ora ci preoccupano le repliche", ha dichiarato a Blu Radio la governatrice del Chocó, Nubia Carolina Cordoba. La governatrice ha confermato la presenza di feriti e danni in diverse località, sottolineando che sono ancora in corso le verifiche per stabilire la reale entità delle conseguenze del terremoto.

La Colombia trema, il terremoto di magnitudo 7.4 causa decine di morti
MondoUna scossa fortissima è stata registrata nella regione di Choco, a 200 chilometri da Bogotà. Si stanno ancora contando le vittime e i danni strutturali. Il presidente De La Espriella si è rivolto ai cittadini: «Non siete soli. Lo stato è presente e sta agendo» false false Lunedì 10 agosto, alle 7:34 locali – 14:34 in Italia –, la Colombia è stata colpita dal terremoto più violento degli ultimi dieci anni. La prima scossa, la più forte, ha registrato una magnitudo di 7.4, ed è stata seguita da altre due scosse di assestamento, di magnitudo 2.8 e 4.8. L’epicentro del terremoto è stato localizzato vicino a San José del Palmar, un centro di 4.800 abitanti nella regione del Chocó, e a 100 chilometri di profondità. Per fare un termine di paragone, il terremoto di giungo in Venezuela è stato molto più superficiale, a soli 10 chilometri di profondità. Questo non ha però impedito alla scossa di essere altrettanto devastante. Il bilancio, ancora provvisorio, riporta almeno 80 morti. I danni si estendono a gran parte del Paese, e la scossa è stata avvertita anche nei confinanti Ecuador, Venezuela e Panama. Tra le città più colpite figurano Quibdó e Pereira, dove si contano almeno 18 morti e diversi dispersi sotto le macerie. Nella Valle del Cauca si registrano altre 27 vittime, tra cui tre bambini. A Manizales, il sindaco ha confermato almeno due vittime, circa trenta abitazioni crollate e diverse chiese danneggiate, allestendo già tre rifugi per gli sfollati. Le autorità stanno iniziando a valutare la gravità dei danni strutturali provocati dalla scossa. A Cali, una delle città più grandi del Paese, situata a circa 170 chilometri dall’epicentro, si registrano diversi crolli. Tra gli edifici interessati c'è anche una nota clinica ospedaliera con numerosi pazienti all’interno. Le forze dell’ordine e i soccorritori sono tuttora al lavoro per coordinare i soccorsi e fare una stima precisa della situazione. A Pereira è crollato il tetto dell’aeroporto, subito chiuso in via precauzionale in attesa di ripristinare le condizioni di sicurezza. L’Autorità per l'aviazione civile ha comunicato la chiusura temporanea di sei scali della zona (Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago e Buenaventura) a causa dei danni riportati. Sui social, il sindaco di Cali, Alejandro Eder, ha informato la popolazione che in città si contano almeno venti strutture crollate con persone intrappolate, assicurando l'impegno dei soccorsi: «Stiamo già affrontando questa emergenza con tutte le forze locali e ho chiesto anche il supporto dei sindaci di Bogotá e Medellín». Il neo-presidente Abelardo De La Espriella (in carica da venerdì scorso, 7 agosto), imprenditore con simpatie trumpiane, ha comunicato di stare seguendo da vicino l'evoluzione dei fatti. Sui social ha confermato di essersi messo personalmente a capo delle operazioni: «Ho assunto direttamente la guida delle operazioni di emergenza a San José del Palmar. Ho disposto l’istituzione di un Centro di comando unificato per coordinare gli interventi sui danni e l’assistenza alle persone colpite». Ha poi aggiunto: «Ho chiesto un resoconto dettagliato della situazione e delle necessità più urgenti; sarò inoltre personalmente a Pereira per stare accanto alle persone colpite e verificare la risposta del Governo». Infine ha concluso rivolgendo un messaggio d'incoraggiamento alla popolazione: «Non siete soli. Lo Stato è presente e sta agendo». Dall’Onu, il vice portavoce Farhan Haq ha espresso vicinanza alle vittime, confermando la disponibilità a mobilitare risorse per «fornire l'aiuto necessario». Anche gli Stati Uniti, tramite il Segretario di Stato Marco Rubio, hanno offerto il proprio supporto. Anche dalle istituzioni italiane sono arrivate le prime dichiarazioni di solidarietà. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha scritto su X: «L’Italia si stringe al popolo colombiano, alle famiglie colpite e a quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso e assistenza». Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha comunicato su X che la Farnesina sta monitorando costantemente la situazione. Ha aggiunto: «Al momento non risultano italiani coinvolti, ma restiamo in continuo contatto anche con le autorità locali per seguire gli sviluppi». © Riproduzione riservata

“Aiutateci, serve sangue”, il dramma dei bimbi di Cali nell’ospedale crollato
Esteri
Terremoto in Colombia, 254 morti. 3.600 dispersi. Circa 1000 feriti. Donna estratta viva dopo 30 ore
/lastampa/esteriI geologi: “Altre scosse di assestamento nei prossimi giorni” "In alcuni casi, se le scosse sono molto vicine tra loro nello spazio e nel tempo, un terremoto può innescarne un altro. È quello che è accaduto, per esempio, in Venezuela, dove si sono verificate due scosse di magnitudo 7.5 e 7.2 a circa 40 secondi di distanza l'una dall'altra e in aree spazialmente vicine", aggiunge. E dopo il terremoto, in Colombia cosa può accadere? "In Colombia probabilmente - osserva il geologo - ci saranno altre scosse di assestamento nei prossimi giorni. Speriamo che la scossa principale sia stata quella del 10 agosto e che non ce ne siano altre di magnitudo importante. L'auspicio è che lo sciame sismico vada progressivamente a perdere energia". In Italia le zone maggiormente a rischio sismico, ricorda, "comprendono l'area dei Campi Flegrei e l'Appennino, con zone come L'Aquila, Amatrice e Norcia; la fascia a maggiore pericolosità prosegue attraverso l'Appennino e interessa diverse aree fino alla Calabria e alla Sicilia, in particolare le zone di Messina, Ragusa, Catania e Siracusa". I terremoti "non si possono prevedere, ma nelle zone sismiche si possono prevenire le conseguenze. Bisogna costruire case ed edifici, oppure ristrutturare quelli esistenti, seguendo criteri antisismici. Questo vale anche per gli edifici storici.

Il miracolo di Diana: estratta viva dopo 30 ore sotto le macerie del terremoto in Colombia
MondoUna donna è stata salvata a Cali dopo essere rimasta sepolta per 30 ore sotto le macerie del terremoto in Colombia. Il sindaco Alejandro Eder aveva promesso che ogni sforzo sarebbe stato fatto per salvare la donna, rimasta intrappolata tra il cemento armato e i mattoni di una struttura crollata. E il suo salvataggio è stato reso noto proprio dal sindaco. Diana salvata dalle macerie del terremoto dopo 30 ore "Grazie a Dio, e grazie a tutti i soccorritori e ai volontari Diana è stata salvata", ha scritto il sindaco sui social a corredo di un video che documenta il salvataggio. L'estrazione, seguita in diretta dalle tv, è stata accolta da un lungo applauso dei presenti. Sul posto c'era anche la mamma della donna, che ha seguito con apprensione i soccorsi fin dall'inizio. Gracias a Dios, a todos los organismos y voluntarios, Diana ya fue rescatada!!! 🙏🏻🙏🏻🙏🏻 #CaliYElValleSomosTodos pic.twitter.com/v2VGUafJBZ — Alejandro Eder (@alejoeder) August 11, 2026 L'ecatombe Intanto è salito a 240 il bilancio delle vittime del terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito la Colombia con epicentro nel dipartimento di Chocò. Ci sono anche oltre mille feriti. Oltre 5mila edifici sono crollati a seguito della scossa. Si tratta però di numeri tragicamente provvisori, tenuto conto che circa quattromila persone risultano ancora disperse. Le perdite economiche provocate dal sisma sono stimate tra 100 milioni di dollari e un miliardo. Gli Stati Uniti hanno già annunciato un primo stanziamento di aiuti per 15,5 milioni di dollari. Ma ora la priorità resta coordinare i soccorsi.

Terremoto in Colombia, la proposta del presidente del Senato ai parlamentari: «Donate un mese di stipendio»
ESTERIL'appello per far fronte ai danni provocati dalla forte scossa di magnitudo 7.4 che ha colpito il Paese il 10 agosto Sarebbero più di 132 morti, centinaia di feriti e circa 1.500 abitazioni a essere state danneggiate in Colombia in quello che la Bbc descrive come il più grande terremoto che il Paese abbia visto negli ultimi anni. È proprio difronte alla gravità della situazione che il presidente del senato, Honorio Henríquez, ha chiesto ai membri del congresso di donare il loro stipendio del mese per aiutare le famiglie colpite dal terremoto. La proposta del presidente del Senato Henríquez ha lanciato l’appello su X, invitando tutti i parlamentari ad aderire all’iniziativa sottolineando che, in un momento così difficile, «la Colombia ha bisogno che restiamo uniti». La proposta punta a raccogliere risorse da destinare alle persone che hanno perso la casa o subito danni a causa del terremoto. Il presidente del Senato ha anche annunciato la creazione di una commissione bicamerale che avrà il compito di seguire da vicino la gestione dell’emergenza. Il gruppo dovrà monitorare gli interventi delle istituzioni e accompagnare la risposta istituzionale ai danni causati dal terremoto. Il terremoto di magnitudo 7.4 La scossa, di magnitudo 7,4, ha avuto il suo epicentro nella provincia di Chocó ed è stata avvertita in un’area molto vasta della Colombia occidentale. In diverse località gli edifici sono stati danneggiati e alcune strutture sono crollate, mentre i soccorritori hanno continuato a cercare eventuali persone rimaste intrappolate. Il terremoto arriva a meno di due mesi dalle forti scosse che avevano colpito il nord del Venezuela, provocando migliaia di vittime. Per la Colombia, inoltre, si tratta del primo grande evento di emergenza affrontato dal nuovo presidente Abelardo de la Espriella, entrato in carica soltanto venerdì e che ha già dichiarato lo stato di calamità nazionale.

Il tragico bilancio del terremoto che ha colpito la Colombia occidentale
PoliticaAlmeno 132 persone sono morte e più di 570 sono rimaste ferite nel terremoto di magnitudo 7,4 che lunedì mattina ha colpito la Colombia occidentale. Il governo ha dichiarato lo stato di disastro nazionale, mentre le squadre di soccorso continuano a cercare persone intrappolate sotto gli edifici crollati. Il bilancio potrebbe aumentare. La scossa è stata registrata alle 7:34, ora locale, con epicentro nei pressi di San José del Palmar, un comune di circa cinquemila abitanti nel dipartimento di Chocó. La profondità è stata stimata in circa cento chilometri. Secondo il Servizio geologico colombiano è stato il terremoto più forte registrato nel paese nel XXI secolo. Il sisma è stato avvertito in gran parte della Colombia, compresa la capitale Bogotá, e nei vicini Venezuela, Ecuador e Panama. A Bogotá sono state segnalate crepe in alcuni edifici, ma non risultano crolli né danni gravi alle infrastrutture. Il sistema statunitense di allerta per gli tsunami ha escluso minacce per le coste. Le conseguenze più gravi sono state registrate a Pereira, capoluogo del dipartimento di Risaralda e uno dei principali centri della regione colombiana del caffè. Il sindaco Mauricio Salazar ha riferito di almeno 66 morti nella città e di decine di persone ancora sotto le macerie. Diversi edifici sono crollati, compreso uno nella centrale Plaza Bolívar, e le ricerche sono proseguite durante la notte. Anche Cali, la terza città più popolosa del paese, ha subito danni estesi. Numerosi edifici sono crollati e le autorità hanno indicato 188 persone disperse. Una parte dell’Ospedale universitario del Valle ha ceduto, rendendo necessario il trasferimento dei pazienti e la sospensione di visite e interventi programmati. Altre strutture sanitarie sono state evacuate e le autorità locali hanno chiesto donazioni di sangue. Il sindaco di Cali, Alejandro Eder, ha imposto un coprifuoco fino alla mattina di martedì per permettere ai soccorritori di lavorare e per rispondere alle segnalazioni di possibili saccheggi. Misure analoghe sono state adottate ad Armenia e Manizales. Il presidente Abelardo de la Espriella, entrato in carica venerdì, ha assunto direttamente il coordinamento dell’emergenza e ha istituito un centro di comando unificato. Inoltre ha annunciato l’invio di mille agenti aggiuntivi a Cali, precisando che la priorità del governo resta il recupero delle persone intrappolate. Danni e vittime sono stati segnalati anche a Manizales, Quibdó, Medellín e in diversi comuni dei dipartimenti di Chocó e Valle del Cauca. A Manizales è crollata una delle torri laterali della cattedrale neogotica. A Quibdó le comunicazioni sono state interrotte in varie zone e le prime valutazioni hanno segnalato danni a ospedali, abitazioni e altre infrastrutture. A San José del Palmar, il centro più vicino all’epicentro, il sindaco León Fabio Marín Moncada ha detto che non risultano morti o feriti, ma le strade di accesso sono state danneggiate. La posizione isolata del comune e le difficoltà nelle comunicazioni con alcune parti del Chocó stanno rallentando la verifica delle conseguenze del terremoto nelle aree rurali. Nel complesso sono state danneggiate o distrutte più di 1.500 abitazioni. Decine di edifici sono crollati e sono stati colpiti ospedali, scuole, centri comunitari, strade e reti per la distribuzione di acqua ed elettricità. Le operazioni sono state sospese in sette aeroporti della Colombia occidentale per consentire le verifiche strutturali. Il terremoto si è verificato in una zona ad alta attività sismica. La Colombia si trova lungo la cintura di fuoco del Pacifico e registra ogni mese migliaia di scosse, quasi tutte di intensità limitata. Nel 1999 un terremoto di magnitudo 6,2 colpì la stessa regione del caffè e causò più di mille morti, soprattutto nelle aree di Armenia e Pereira. Entro la fine di lunedì erano state registrate 21 repliche. Il Servizio geologico colombiano ha avvertito che altre scosse sono probabili. La notevole profondità del terremoto ha contribuito a farlo avvertire su un territorio molto ampio. Secondo la sismologa Suzan van der Lee, la magnitudo, la posizione nell’entroterra e il movimento orizzontale della faglia possono avere aggravato gli effetti nelle valli più popolate. Il sisma è avvenuto meno di due mesi dopo i due terremoti che hanno devastato il Venezuela settentrionale, provocando più di 6.300 morti. Secondo i sismologi citati nei materiali disponibili, non ci sono elementi che indichino un collegamento tra gli eventi venezuelani e quello colombiano. Gli Stati Uniti hanno stanziato 15,5 milioni di dollari per alloggi di emergenza, cibo, protezione della popolazione e valutazione dei danni. L’Unione Europea ha messo a disposizione le immagini del sistema satellitare Copernicus per sostenere le operazioni, mentre El Salvador ha offerto personale e attrezzature per la ricerca dei dispersi. Anche altri governi latinoamericani hanno promesso assistenza.
Sisma Colombia, donna estratta viva da macerie dopo 30 ore
mondo
Terremoto in Colombia, riaprono sei aeroporti su sette
sitoL'Aeronautica Civile della Colombia ha confermato la riapertura di sei dei sette aeroporti del Paese, colpito dal sisma di magnitudo 7.4 lo scorso 10 agosto. Gli scali di Cali e Quibdó operano regolarmente, mentre Armenia, Buenaventura e Manizales hanno ripreso i voli commerciali con specifiche limitazioni operative. In merito ai progressi, la ministra dei Trasporti Elsa Noguera ha commentato: "Buenaventura riattiva i suoi voli commerciali! Con l'Aerocivil ristabiliamo l'operatività commerciale nel suo aeroporto. Andiamo avanti!". Rimane invece sospesa l'attività passeggeri all'aeroporto Matecaña di Pereira, limitato ai soli voli di Stato e umanitari a causa di lesioni sulla pista e danni alla torre di controllo, situazione analoga anche nello scalo di Cartago. È temporaneamente chiuso anche l'aeroporto di Popayán, bloccato dalle ceneri del vulcano Puracé e non dal terremoto. Le autorità aeronautiche hanno assicurato la piena operatività dei sistemi di comunicazione e la stabilità dello spazio aereo nazionale, invitando i viaggiatori a contattare le compagnie aeree per verificare i propri itinerari. Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Terremoto di magnitudo 7.4 scuote la Colombia: crolli e soccorsi nel cuore del Paese
TerremotoTerremoto in Colombia, un ischitano tra i sopravvissuti: «Salvo perché la mia camera d'hotel era al piano terra»
Napoli/Cronacadi Claudio Iacono Il racconto di Francesco Di Meglio che era con un gruppo di altri italiani quando la scossa magnitudo 7.4 ha colpito il Paese C’è anche un ischitano tra i sopravvissuti al terribile terremoto che il 10 agosto ha colpito la Colombia . La spaventosa scossa è stata di magnitudo 7.4 , con epicentro nei pressi della città di San Jose de Palmar , nella parte est del Paese. A circa 70km di distanza verso l’interno, nella città di Salento, l’impatto della scossa è stato fortissimo. Francesco Di Meglio alle 7 e 34 aveva da poco terminato di fare colazione in un piccolo albergo a gestione familiare, insieme agli altri 9 componenti del gruppo del quale faceva parte. Di lì a poco, infatti, sarebbero partiti per una escursione nella valle di Cocora, all’interno di un parco nazionale colombiano, patrimonio dell’Unesco. Due minuti di scossa e la paura «Ero tornato in camera da poco – ci racconta Francesco – per prepararmi a uscire, quando la terra ha cominciato a tremare. Per fortuna la mia camera era al piano terra ed immediatamente sono uscito per mettermi in salvo e a uscire in strada. La scossa è durata circa due minuti, a stento si riusciva a stare in piedi, pian piano è crollato tutto». Fortunatamente tra gli edifici crollati non c’è stato anche l’hotel dove soggiornava il gruppo, che ha retto bene al terremoto e ha consentito a tutti di trascorrere la notte con meno apprensione. Nel tardo pomeriggio di oggi, Francesco e suoi compagni di viaggio, tutti illesi, sono partiti in bus verso la zona di Medellin, ritenuta più sicura in questo momento, anche se non è ancora chiaro se e come rientreranno in Italia.
Terremoto in Colombia: oggi 240 morti e oltre 3.600 dispersi
Estero
Colombia, a Pereira residenti e soccorritorri setacciano le macerie
Estero
Terremoto in Colombia, Giappone, Campi Flegrei: c’è un legame? I Paesi più a rischio
cronacaQuello in Colombia è l'ultimo di una serie di terremoti che negli ultimi mesi si stanno verificando nel mondo, dal Giappone al Venezuela fino all'Italia, ai Campi Flegrei. Ma tra queste forti scosse c'è un legame? C'è un legame tra i terremoti degli ultimi mesi? "Ogni terremoto ha una storia a sé. Giappone, Venezuela, Colombia, Campi Flegrei e Messina sono eventi troppo diversi e lontani tra loro perché si possa dimostrare un collegamento. La probabilità è prossima allo zero". Così all’Adnkronos Andrea Billi, geologo dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Cnr, commenta il forte sisma in Colombia. "La terra trema - spiega Billi - perché le placche rigide della crosta terrestre, cioè la parte più esterna della Terra, si muovono. La crosta terrestre ha uno spessore che va da alcuni chilometri a diverse decine di chilometri. Possiamo immaginare queste placche come delle 'zattere' che si spostano su rocce che, a temperature molto elevate e su tempi lunghi, possono comportarsi come materiali fluidi. I movimenti delle placche sono dell’ordine di millimetri o centimetri all’anno. Queste zattere interagiscono tra loro e proprio da queste interazioni possono scaturire i terremoti, che tendono a verificarsi nelle stesse aree dove si sono già verificati in passato". Le zone più a rischio Secondo l’esperto, "le zone più a rischio sono il Giappone, la Colombia e l’area dei Caraibi, dove infatti i terremoti si verificano con maggiore frequenza; poi ci sono aree con caratteristiche diverse, come i Campi Flegrei, dove però il fenomeno è legato al vulcanismo". "All’interno del sistema vulcanico - sottolinea Billi - ci sono fluidi, come vapore acqueo, anidride carbonica e fluidi magmatici, che risalgono dalla camera magmatica. Nel caso dei Campi Flegrei, la camera magmatica si trova a circa 6 chilometri dalla superficie terrestre". "In alcuni casi, se le scosse sono molto vicine tra loro nello spazio e nel tempo, un terremoto può innescarne un altro. È quello che è accaduto, per esempio, in Venezuela, dove si sono verificate due scosse di magnitudo 7.5 e 7.2 a circa 40 secondi di distanza l’una dall’altra e in aree spazialmente vicine", aggiunge. E dopo il terremoto, in Colombia cosa può accadere? "In Colombia probabilmente - osserva il geologo - ci saranno altre scosse di assestamento nei prossimi giorni. Speriamo che la scossa principale sia stata quella del 10 agosto e che non ce ne siano altre di magnitudo importante. L’auspicio è che lo sciame sismico vada progressivamente a perdere energia". In Italia le zone maggiormente a rischio sismico, ricorda, "comprendono l’area dei Campi Flegrei e l’Appennino, con zone come L’Aquila, Amatrice e Norcia; la fascia a maggiore pericolosità prosegue attraverso l’Appennino e interessa diverse aree fino alla Calabria e alla Sicilia, in particolare le zone di Messina, Ragusa, Catania e Siracusa". I terremoti "non si possono prevedere, ma nelle zone sismiche si possono prevenire le conseguenze. Bisogna costruire case ed edifici, oppure ristrutturare quelli esistenti, seguendo criteri antisismici. Questo vale anche per gli edifici storici. Ha un costo elevato, ma è l’unico modo che abbiamo per difenderci e ridurre il rischio", conclude Billi.

Colombia, scossa di magnitudo 7.4 a Chocó a 107km di profondità: "oltre 200 morti", crollati 20 edifici e ospedali - VIDEO
EsteriUna violenta scossa di magnitudo 7.4 ha colpito la Colombia per poi essere avvertita anche nei Paesi del Sud America circostanti, fino a Panama e all'Ecuador. Il terremoto è stato registrato alle 7.34 ora locale di oggi, lunedì 10 Agosto, e l'epicentro - secondo quanto reso noto dal Servicio Geologico Colombiano (SGC) - è stato registrato nel dipartimento di Chocó, precisamente a 5 chilometri ad est dalla cittadina di San José del Palmar, a 240 chilometri a ovest della capitale Bogotá. Con una profondità stimata di oltre 90 chilometri, le onde sismiche sono state talmente forti da raggiungere città limitrofe come Popayán, Manizales, Armenia, Pereira e Medellín. Al momento il bilancio di morti e feriti è ancora in fase di valutazione, ma secondo le stime sono oltre 200 le vittime. Secondo quanto riferito da Julio Fierro Morales, direttore dell'SGC, si tratta della scossa più forte che la Colombia abbia mai registrato dal 1979: il sisma è durato circa 4 minuti. Colombia, scossa di magnitudo 7.4 a Chocó a 107km di profondità: "oltre 200 morti", crollati 20 edifici e ospedali - VIDEO Non è ancora chiara la stima dei danni materiali: testimonianze video circolate finora sui social documentano edifici intaccati, muri crollati, crepe anche sulla Cattedrale Basilica di Nostra Signora del Rosario a Manizales. Almeno sei gli aeroporti che hanno subìto danni e che resteranno interdetti: quelli di Pereira, Manizales, Quibdo, Armenia, Cartago e Buenaventura. Crolli anche a Cali mentre fonti locali riferiscono di infrastrutture danneggiate nella città di Pereira. Secondo le ultime dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Cali, Alejandro Eder, almeno 20 sarebbero gli edifici crollati in città con persone rimaste sotto le macerie. Sui social il neo eletto presidente colombiano Abelardo De la Espriella ha comunicato di aver istituito un Centro di Comando Unificato "per coordinare l'assistenza alle persone colpite. (...) Mi recherò inoltre personalmente a Pereira per stare vicino alle persone colpite e verificare la risposta del Governo. Non siete soli. Lo Stato è presente e sta intervenendo".

Colombia, terremoto di magnitudo 7,4: stato di calamità nazionale, più di cento vittime, chiusi 7 aeroporti
2026Un violento terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito lunedì l’ovest della Colombia ed è stato avvertito anche nel vicino Ecuador. Secondo un bilancio dell'emittente statunitense Cnn, basato su rapporti preliminari forniti da governatori e sindaci delle zone colpite, sono invece almeno 111 le persone morte a causa del terremoto. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Il governo colombiano ha approvato la dichiarazione di disastro di carattere nazionale per far fronte all'emergenza. Un primo bilancio ufficiale riferisce anche di "1.575 abitazioni colpite, 37 abitazioni completamente distrutte, 61 edifici crollati, 18 centri di salute colpiti, 52 centri educativi e 17 centri comunitari colpiti, 18 strade danneggiate". Sette aeroporti, quelli di Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago Cali e Buenaventura sono chiusi "per motivi di sicurezza". "Le operazioni aeree in questi terminal rimangono sospese fino alla valutazione dei danni strutturali nell'infrastruttura", riferisce un comunicato ufficiale emesso dall**'Aeronautica Civile colombiana**. Il neo-presidente di estrema destra della Colombia, Abelardo de la Espriella, insediatosi tre giorni fa, il 7 agosto, si rivolge alle vittime del potente terremoto che ha colpito il Paese: "Non siete soli". In un videomessaggio che sembra essere stato registrato da un aereo, de la Espriella promette di accantonare la sua agenda per "concentrarsi sulla catastrofe naturale che sta devastando il nostro popolo colombiano, già duramente provato". Anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è stretta al Paese colpito e, come già avvenuto per il Venezuela, offre al suo popolo il servizio satellitare europeo per aiutare le operazioni di soccorso. Lo annuncia su X: "Stasera, il cuore dell'Europa è con il popolo della Colombia dopo il terribile terremoto nella regione del Chocó. Abbiamo già mobilitato Copernicus, il nostro servizio satellitare, per aiutare nelle operazioni di soccorso. E siamo pronti a fornire ulteriore supporto. Estamos con ustedes". A Quibdó sono stati registrati danni significativi a numerosi edifici, secondo le prime informazioni diffuse dall’Ufficio per la gestione dei rischi del Chocó, la regione maggiormente colpita dal sisma. L’epicentro è stato localizzato a San José del Palmar, una località di circa 4.800 abitanti nella regione del Chocó, circa 400 chilometri a ovest di Bogotá, secondo il Servizio geologico degli Stati Uniti (USGS) e il suo omologo colombiano. Secondo l’USGS, il sisma si è verificato a una profondità di 107 chilometri. A Cali, il sindaco Alejandro Eder ha dichiarato che almeno 20 edifici sarebbero crollati. Secondo quanto riportato dai media locali, alcuni bambini potrebbero trovarsi sotto le macerie dell’ospedale universitario della città. La governatrice del Chocó, Nubia Córdoba, ha dichiarato sui social media che nel capoluogo regionale Quibdó, una città di circa 130.000 abitanti, si registrano "feriti e gravi danni agli edifici". Non ha fornito ulteriori dettagli. Le autorità stanno tuttavia effettuando le prime verifiche nelle aree maggiormente interessate e non escludono che possano emergere ulteriori conseguenze nelle prossime ore. Il terremoto è stato registrato alle 7,30 circa ora locale e avvertito in numerose regioni della Colombia, tra cui Bogotá, Cali, Manizales e Armenia. La scossa arriva dopo due terremoti consecutivi di magnitudo 7,2 e 7,5 registrati in Venezuela alla fine di giugno. Quei sismi hanno distrutto centinaia di edifici e provocato la morte di oltre cinquemila persone.

Terremoto Colombia oggi di 7.4, almeno 52 morti e 10 feriti. Edifici crollati, sospesi i voli in 5 aeroporti. «Bimbi sotto le macerie»
MondoApericena - Newsletter Il punto sui temi di attualità, ogni lunedì Iscriviti e ricevi le notizie via email Un terremoto di magnitudo superiore a 7 ha colpito la Colombia, con epicentro nei pressi di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, nel nord-ovest del Paese. Il sisma, registrato a una profondità di 82 chilometri, è stato avvertito con forte intensità in gran parte del territorio colombiano. Il sindaco di Cali, Alejandro Eder, ha appena informato che secondo le prime stime ci sono almeno 20 edifici crollati in città con alcune persone intrappolate. Si aggrava il bilancio delle vittime per il forte terremoto in Colombia. Secondo i media locali sarebbero saliti a 52 i decessi, confermati nelle ultime ore dai funzionari dei comuni interessati e dai governatori dei dipartimenti. La prefettura di Valle del Cauca ha segnalato 27 decessi, escludendo Cali. La prefettura di Choco ne ha segnalati altri quattro. Il sindaco di Pereira ha riportato 18 morti nella sua citta, mentre il sindaco di Manizales ne ha segnalati tre. I danni La profondità dell'evento ha contribuito a far percepire le scosse a distanza dall'epicentro, facendo tremare edifici e abitazioni in diverse località. Le autorità hanno invitato la popolazione a mantenere la calma e a seguire le indicazioni degli organismi di emergenza. Il Chocó è una delle aree della Colombia maggiormente esposte al rischio sismico, trovandosi in una regione caratterizzata da una significativa attività tettonica. I soccorsi Il terremoto ha scosso il paese per diversi minuti e ha generato panico tra la popolazione. La magnitudo Il sito dell'Ingv indica che la magnitudo è di 7.7 e l'epicentro è avvenuto non distante da Medellin. Le vittime Sono segnalati feriti e gravi danni agli edifici a Quibdó, capoluogo del dipartimento colombiano di Chocó, dopo il forte terremoto che questa mattina ha colpito il Paese. Le prime immagini diffuse dai media locali mostrano edifici danneggiati, parti di strutture crollate e calcinacci sulle strade in diverse località. Le autorità stanno effettuando le verifiche per accertare l'entità dei danni e il numero delle persone coinvolte. Il terremoto è stato registrato alle 7,34 ora locale e avvertito in numerose regioni della Colombia, tra cui Bogotá, Cali, Manizales e Armenia. Comunicazioni interrotte Calcinacci per le strade, alcuni edifici fortemente danneggiati, cornicioni crollati nel centro di Manizales e di Cali, due tra le località più colpite dal terremoto in Colombia occidentale. Al momento non si hanno notizie di morti, feriti o persone disperse ma le comunicazioni sono interrotte da e per queste città. Le nuove scosse Cresce in Colombia la paura per nuove scosse di assestamento dopo il sisma di magnitudo 6,7 che ha colpito il Paese questa mattina. «Abbiamo appena vissuto un grave evento sismico, ora ci preoccupano le repliche», ha dichiarato la governatrice del Chocó, Nubia Carolina Cordoba, a Blu Radio, confermando un primo e parziale bilancio dell'evento, con feriti e danni agli edifici a Quibdó, capoluogo del dipartimento, e sottolineando la necessità di verificarne l'entità. La governatrice ha spiegato che, nonostante l'epicentro sia stato individuato nel comune di San José del Palmar, il sisma ha provocato danni in diverse località dove sono state segnalate persone ferite. Il terremoto è stato registrato alle 7,34 ora locale e avvertito in numerose regioni della Colombia, tra cui Bogotá, Cali, Manizales e Armenia. Le cause La catena montuosa delle Ande è, in generale, una zona ad alta sismicità. La Colombia, in particolare, è esposta a un elevatissimo rischio sismico, essendo uno dei pochi Paesi al mondo in cui convergono tre placche tettoniche: la terraferma si trova sulla placca sudamericana, le isole di Gorgona e Malpelo poggiano sulla placca di Nazca, e le isole di San Andrés e Providencia sulla placca caraibica. Il Paese registra una media di 50.000 terremoti al mese, sebbene la maggior parte di essi sia impercettibile all'uomo. Molte delle principali città della Colombia si trovano nella catena montuosa delle Ande o nelle due grandi valli che la dividono in tre catene, attraversate dai fiumi Cauca e Magdalena. L'epicentro del terremoto di oggi si trovava nella Cordigliera Occidentale, tra il fiume Cauca e l'Oceano Pacifico. Proprio in quest'area si sono verificati alcuni dei terremoti più devastanti: nel 1999, un sisma di magnitudo 6.2 colpì la città di Armenia, quasi alla stessa latitudine ma nella Cordigliera Centrale, causando ingenti danni e quasi 1.000 vittime. Nel 1983, Popayán, nella Cordigliera Occidentale e più a sud, fu colpita da un terremoto che provocò 287 morti. I voli sospesi Gli aeroporti di Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago e Buenaventura in Colomiba sono chiusi «per motivi di sicurezza». «Le operazioni aeree in questi terminal rimangono sospese fino alla valutazione dei danni strutturali nell'infrastruttura», riferisce un comunicato ufficiale emesso dall'Aeronautica Civile colombiana dopo il terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito il centro del Paese. La nota della Farnesina La Farnesina segue, in raccordo con la missione diplomatica in Colombia, l'evolversi della situazione nel Paese dopo il violento terremoto che ha generato numerose vittime e gravi danni agli edifici. Lo rende noto la Farnesina su X, aggiungendo ch il ministro degli Esteri Antonio Tajani è «informato» e «al momento non risultano italiani coinvolti». I danni Una torre della cattedrale di Manizales, in Colombia, è crollata a seguito del terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito il Paese questa mattina. Il sisma ha provocato anche il crollo della cupola e il distacco della figura di Cristo installata sul campanile centrale. Altre parti della struttura avrebbero inoltre riportato danni, mentre sulle porzioni rimaste in piedi della cattedrale sono visibili profonde crepe. Le immagini diffuse sui social e rilanciate dai media locali mostrano i gravi danni riportati dalla Basilica metropolitana di Nostra Signora del Rosario, uno dei principali simboli architettonici della città. La chiesa è considerata uno degli edifici più emblematici del centro storico di Manizales ed è riconosciuta come patrimonio architettonico e culturale della Colombia. Nel 1984 è stata dichiarata Monumento nazionale. La costruzione dell'attuale cattedrale iniziò nel 1928, dopo che un incendio aveva distrutto la precedente chiesa nel 1926. Nel 1951 il tempio fu elevato al rango di basilica minore da papa Pio XII.
Colombia, a Pereira residenti e soccorritorri setacciano le macerie
Esteri
Terremoto in Colombia, il dramma dell'ospedale di Calì: dieci bambini sotto le macerie
cronacaUn potente terremoto ha colpito la Colombia ed è stato avvertito distintamente nelle principali città come Bogotà e Cali, causando un numero imprecisato di feriti e danni agli edifici nell’ovest del Paese, secondo quanto riferito dalle autorità. Il sisma, iniziato alle 7:34 ora locale (13:34 italiane), ha avuto una magnitudo di 7.4 secondo i servizi geologici colombiano e statunitense. L’epicentro si trovava a una profondità di circa 100 chilometri, vicino a San Josè del Palmar, Chocò. Il governatore di questo dipartimento impoverito ha riferito a X che si sono registrati «feriti» e «gravi danni agli edifici». Un video mostra un edificio crollato a Quibdò, capoluogo del Chocò. I media locali mostrano case crollate in città come Pereira e Manizales, nella regione turistica dell’Asse del Caffè. «Non c'è elettricità nè copertura telefonica. E’ stato molto forte, estremamente forte», ha detto Martha Estrada, 66 anni, che ha avvertito il terremoto nella regione. «Sono caduti oggetti da casa». Anche Alejandro Eder, sindaco di Cali, la terza città più grande della Colombia, ha segnalato «gravi danni» che vengono monitorati con i droni. Particolarmente grave la situazione all'Ospedale di Calì, dove almeno 10 bambini dovrebbero trovarsi sotto le macerie. Il sisma sta creando parecchi disagi anche ai collegamenti: i sei principali aeroporti nazionali sono temporaneamente chiusi Il presidente Abelardo de la Espriella ha annunciato che si recherà nella Regione del Caffè per valutare la situazione. «Sarò personalmente a Pereira per dare supporto alle persone colpite e verificare la risposta del governo», ha dichiarato De la Espriella, che ha assunto la presidenza venerdì. Il terremoto è stato avvertito anche nei paesi limitrofi. E’ stato percepito nella capitale ecuadoriana, Quito, e in diverse province di Panama, dove alcuni ospedali sono stati evacuati, così come in alcune regioni del Venezuela. Il 24 giugno, una doppia scossa di terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 ha causato oltre 6.000 morti e ingenti danni in Venezuela. L’Agenzia per la gestione delle emergenze ha escluso l’allerta tsunami. Le autorità panamensi stanno valutando i danni nella regione di confine del Darien, nella giungla. Il ministro degli Esteri israeliano ha offerto assistenza alla Colombia in seguito alla ripresa delle relazioni diplomatiche dopo l’ascesa al potere del leader di estrema destra De la Espriella. A Bogotà, gli edifici sono stati evacuat. Diverse persone in pigiama si sono riversate nelle strade al suono delle sirene. «Il terremoto è stato estremamente forte», ha dichiarato Valeria Polo, una content creator di 29 anni del centro città. Il sindaco Carlos Galan ha dichiarato a Blu Radio che sono state segnalate solo crepe superficiali in alcune case ed edifici.
Terremoto in Colombia, l'ambasciatore italiano rassicura: "Non ci sono connazionali in pericolo"
2026"Al momento non vengono registrati connazionali in situazioni pericolo". A dirlo è l'ambasciatore italiano in Colombia, ancora alle prese con le devastanti conseguenze del terremoto che ieri ha colpito il Paese con una scossa di magnitudo 7.4. A Calì si fa fatica a camminare: il fumo dei palazzi crollati invade ancora le strade della città, tra le più colpite dal sisma. Le vittime, al momento, sono più di 200, migliaia i feriti, quasi 3000 i dispersi, ma il bilancio si aggrava con il passare delle ore. Nessun italiano, tuttavia, sarebbe in pericolo: "Vi sono connazionali nelle zone del sisma, ma siamo in contatto con loro e stiamo facendo tutto il possibile per fare in modo che possano rientrare in capitale oppure proseguire il loro viaggio".
Terremoto in Colombia, dichiarato lo stato di emergenza. Almeno 111 morti e 87 feriti
Ascolta la versione audio dell'articolo 3' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact english@ilsole24ore.com Il neo presidente colombiano, Abelardo de la Espriella, ha dichiarato lo stato di emergenza nel Paese sudamericano dopo la forte scossa di terremoto, di magnitudine 7,4, che ha colpito il Paese e che ha provocato, secondo l’ultimo bilancio fornito dallo stesso capo dello Stato, almeno 111 morti e 87 feriti. 40 persone hanno perso la vita nell’area metropolitana di Pereira, secondo quanto riferito dal sindaco Mauricio Salazar. Gravi danni sono stati registrati anche a Cali, capoluogo del dipartimento di Valle del Cauca, dove almeno 25 strutture sono crollate con persone rimaste intrappolate sotto le macerie. «Ho chiesto aiuto a Bogotà e Medellín affinché inviino squadre di soccorritori», ha scritto su X il sindaco Alejandro Eder, invitando i cittadini a «mantenere la calma e uscire dagli edifici» in presenza di grosse crepe. La governatrice del Valle del Cauca, Dilian Francisca Toro, ha confermato almeno 25 vittime nel dipartimento, senza includere nel bilancio la città di Cali. Chiedilo al Sole Le domande sono suggerite automaticamente da 24Ore AI sulla base del contenuto visualizzato. Domande di approfondimento generate da 24Ore AI L’EPICENTRO Loading... Le immagini diffuse dai media locali mostrano edifici danneggiati, parti di strutture crollate e calcinacci sulle strade in diverse località. Le autorità stanno effettuando le verifiche per accertare l’entità dei danni e il numero delle persone coinvolte. Il terremoto è stato registrato alle 7,34 ora locale e avvertito in numerose regioni della Colombia. Loading... Terremoto in Colombia, si cercano i dispersi sotto le macerie a Cali Il sindaco di Cali, Alejandro Eder, ha informato che secondo le prime stime ci sono almeno 20 edifici crollati in città con alcune persone intrappolate. Calcinacci per le strade, alcuni edifici fortemente danneggiati, cornicioni crollati anche nel centro di Manizales. Il sisma avrebbe fatto crollare anche l’ospedale di Cali, e tra le persone intrappolate ci sarebbero anche dei bambini. Il sindaco di Bogotá, Carlos Fernando Galán, ha appena riferito che al momento non si registrano danni significativi in città, sebbene siano state segnalate diverse crepe in alcuni edifici. Nel frattempo, i vigili del fuoco della capitale colombiana hanno fatto sapere che stanno effettuando ispezioni quartiere per quartiere. Crollano diversi piani di un ospedale a Cali. Un medico: «Aiutateci a estrarli dalla macerie» «Tutte le persone che possano venire ad aiutare che vengano all’Ospedale Universitario del Valle. Ho molti pazienti intrappolati in terapia intensiva, abbiamo bisogno di estrarli, l’ospedale è crollato». Questo il disperato appello pubblicato sui social dal chirurgo Juan Gallego pochi minuti dopo il terremoto. Le immagini pubblicate su Instagram danno conto degli ingenti danni alla struttura ospedaliera, una delle più note cliniche private del centro di Cali.

Colombia, a Pereira residenti e soccorritorri setacciano le macerie
tv-newsColombia, a Pereira residenti e soccorritorri setacciano le macerie 11 agosto 2026 Pereira (Colombia), 11 ago. (askanews) - Residenti e soccorritori rimuovono e setacciano le macerie degli edifici rasi al suolo a Pereira, nella Colombia occidentale, dopo che lunedì 10 agosto un terremoto di magnitudo 7.4 ha colpito il Paese, causando la morte di almeno 224 persone (il bilancio precedente era di 169 vittime), riferiscono le autorità colombiane; i feriti sarebbero oltre 1.300, secondo Afp. Secondo il Servizio Geologico colombiano il sisma di lunedì è stato il "terremoto di maggiore magnitudo registrato in Colombia nell'ultimo decennio" ed è stato seguito da due scosse di assestamento di magnitudo 2.8 e 4.8.

Terremoto in Colombia, è corsa contro il tempo. Si scava tra le macerie: donna estratta viva dopo 30 ore. “Si temono mille morti”
direttaIn Colombia è corsa contro il tempo per trovare persone vive sotto le macerie: nelle città di Pereira, Cali e Manizales, le squadre di soccorso, coadiuvate anche da cittadini comuni, stanno facendo di tutto per smuoverei detriti e salvare vite. È noto che le 72 ore successive alla scossa sono quelle cruciali per trovare sopravvissuti alla tragedia. A Cali, una donna, rimasta sepolta per 30 ore sotto le macerie, è stata tratta in salvo. “Non riposeremo fino a riuscirci”, aveva promesso il sindaco sui social riferendosi agli sforzi per riuscire a estrarre la giovane. Il post era corredato da una foto in cui vedeva il volto di Diana - questo il nome della sopravvissuta - attraverso una spaccatura aperta tra il cemento armato e i mattoni della struttura crollata. La sua estrazione è stata comunicata con gioia dallo stesso sindaco Alejandro Eder. Ore prima i soccorritori avevano liberato una madre e il figlio neonato, che erano rimasti intrappolati dal crollo di in un edificio di cinque piani. Un barlume di speranza in mezzo a una tragedia dai contorni sempre più drammatici. All’indomani del terribile terremoto che ha sconvolto la zona andina del Paese, il bilancio delle vittime accertate sale infatti di ora in ora: in serata sono quasi 250, molte centinaia i feriti. Un numero tragicamente ancora provvisorio, tenuto conto che circa quattromila persone risultano ancora disperse. Mentre non cessa la paura - un centinaio sono state le scosse di assestamento - familiari e amici continuano a cercare affannosamente, con l’aiuto dei media e dei social network, i propri cari di cui non hanno più notizie. E cresce l’angoscia che il conto finale possa avvicinarsi alla stima di mille morti elaborata nelle scorse ora dal sistema Pager del Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs). Secondo la stessa agenzia, le perdite economiche provocate dal sisma di ieri mattina sono valutate tra cento milioni di dollari e un miliardo di dollari. Gli Stati Uniti hanno già annunciato un primo stanziamento di aiuti per 15,5 milioni di dollari. Ma ora la priorità è coordinare i soccorsi: il neopresidente Abelardo de la Espriella ha deciso di lasciare Cali, dove ha trascorso la notte, per recarsi nella Regione del Caffè, così è chiamata l’area più colpita dal sisma. “Sono in viaggio verso quella zona per continuare a guidare la risposta all’emergenza e unire le forze per affrontare i danni causati dal terremoto di ieri. Il mio impegno è verso ognuna delle famiglie colpite. Rimaniamo sul territorio, al lavoro per la nostra gente”, ha annunciato su X. Quindi, a Pereira, occhiali scuri, cappellino da baseball in testa, circondato da militari, ha prima ringraziato i soccorritori. Poi ha annunciato un piano di aiuti immediati per chi ha perso tutto nel sisma, del tutto consapevole della gravità della situazione. Sono tantissimi, infatti, oltre 1.500 gli edifici lesionati, e centinaia quelli crollati. Gravemente danneggiate anche le comunicazioni: il ministero delle Tecnologie e dell’informazione ha riferito che la rete di telefonia mobile registra un livello di inoperatività del 46,1% nei sette dipartimenti più colpiti dal terremoto. Ben 3.403 delle 7.379 stazioni base analizzate risultano fuori servizio. La situazione è talmente grave che il governo sta pensando di creare un ente specializzato per avviare la ricostruzione. Le immagini dei crolli, della gente in preda al panico che corre in cerca di riparo durante la scossa, da ore fanno il giro del mondo provocando profonda emozione al livello globale. Il Papa stesso, si è detto “profondamente addolorato” per il tragico terremoto, “che ha causato morti e numerosi feriti, nonché gravi danni materiali, anche a molte chiese”. Il presidente cinese, Xi Jinping ha espresso le sue “più sentite condoglianze alle vittime”. Anche il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, si è detto “addolorato” per il terremoto. “Le Nazioni Unite sono in stretto contatto con le autorità colombiane e stanno sostenendo la risposta coordinata dal governo, come richiesto”, ha detto un portavoce del Palazzo di vetro. Infine, la pop star Shakira, probabilmente la colombiana più famosa al mondo, ha espresso grande vicinanza alla sua gente. “In momenti come questi - ha scritto su X - noi colombiani sappiamo come unirci e sostenerci a vicenda. Tutta lamia forza e il mio amore sono per la mia patria. Abbracciamoci forte”.

Colombia, a Pereira residenti e soccorritorri setacciano le macerie
Tv News - askanewsPereira (Colombia), 11 ago. (askanews) - Residenti e soccorritori rimuovono e setacciano le macerie degli edifici rasi al suolo a Pereira, nella Colombia occidentale, dopo che lunedì 10 agosto un terremoto di magnitudo 7.4 ha colpito il Paese, causando la morte di almeno 224 persone (il bilancio precedente era di 169 vittime), riferiscono le autorità colombiane; i feriti sarebbero oltre 1.300, secondo Afp. Secondo il Servizio Geologico colombiano il sisma di lunedì è stato il "terremoto di maggiore magnitudo registrato in Colombia nell'ultimo decennio" ed è stato seguito da due scosse di assestamento di magnitudo 2.8 e 4.8.

Terremoto in Colombia, evacuati gli edifici a Bogotà
VideoUn forte terremoto ha colpito la Colombia, facendo tremare gli edifici di Bogotà e provocando l’evacuazione di numerose strutture nella capitale. Gli abitanti si sono riversati nelle strade dopo la scossa, avvertita anche a Quito, in Ecuador. L’epicentro è stato localizzato nello Stato di Chocó, a circa 96 chilometri di profondità.
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