Colombia, se questo è un “Paese sicuro”
DirittiSecondo un recente rapporto dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i diritti umani (Ohchr), «la violenza armata» colpisce gravemente una serie di regioni colombiane che, complessivamente, rappresentano poco meno della metà della popolazione del Paese e quasi il 60 per cento del territorio. La Valle del Cauca, il cui capoluogo è la città di Cali, la terza città del Paese, fa parte di quest’ampia fetta insicura del Paese. Fino al 2023 Jhordy Palomino, richiedente asilo in Italia, abitava proprio a Calì. «Ero allenatore di calcio per i ragazzi di zona, e avevo un posto dove facevo il barbiere. Un giorno si presentano delle persone legate a dei gruppi armati della città e iniziano a chiedere dei soldi. Dicono di sapere dove vivo, della mia famiglia e dei miei figli», racconta a IrpiMedia senza riuscire a spiegare meglio da chi siano arrivate le minacce. «Ho provato ad aspettare, ho chiesto aiuto alla polizia ma non hanno fatto nulla, così sono andato via. Questi sono gruppi armati senza nome che controllano la città, rispondono alla guerriglia che sta più fuori. La situazione è peggiorata in tutta la Colombia, e a Cali non è migliore», spiega. «Un elevato livello di sicurezza» Nel 2024, l’Unione europea ha approvato il Patto sulla migrazione e l’asilo e, contestualmente, è tornata a discutere di una lista Ue di Paesi di origine sicuri. Quest’ultimo provvedimento, il primo di questo tipo, è stato approvato lo scorso dicembre ed entrerà in vigore dal prossimo 12 giugno, insieme a tutte le altre norme del Patto.

