Nuovi raid israeliani sul Libano. L’Iran: «30mila dollari a chiunque catturi o uccida un soldato americano»
Mondo«Non ci fermeremo finché i nostri nemici, Stati Uniti e Israele, non saranno completamente sconfitti nella regione e i diritti dell’Iran non saranno riconosciuti», ha dichiarato il Comando generale delle forze armate iraniane false false La tensione resta altissima in Medio Oriente, tra le minacce dell’Iran, lo scontro con il Qatar sulla sorte di alcuni piloti iraniani e i nuovi attacchi israeliani in Libano. «Non ci fermeremo finché i nostri nemici, Stati Uniti e Israele, non saranno completamente sconfitti nella regione e i diritti dell’Iran non saranno riconosciuti», ha dichiarato il Comando generale delle forze armate iraniane. Intanto Teheran accusa Doha di ostacolare gli accertamenti su tre piloti che sostiene siano stati catturati dal Qatar, circostanza smentita dalle autorità qatariote. Sul fronte libanese, l’esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso due comandanti di Hezbollah in due distinti attacchi nel sud del paese. Il Parlamento iraniano si prepara a discutere un provvedimento che potrebbe vietare il transito nello Stretto di Hormuz alle imbarcazioni con carichi ed equipaggiamenti di proprietà di Stati Uniti, Israele e paesi considerati ostili a Teheran. Iran: capo Esercito, non permetteremo ritorno Usa nel Golfo Il comandante in capo dell'Esercito iraniano, generale Amir Hatami, ha avvertito che l'Iran impedirà agli Stati Uniti di tornare nel Golfo Persico, nel Mare di Oman e nello Stretto di Hormuz e di ripristinare le proprie basi in Medio Oriente. "L'espulsione degli Stati Uniti dal Medio Oriente e' ormai diventata una realtà", ha affermato Hatami, sostenendo che le forze americane "non hanno più il permesso" di entrare nel Golfo Persico, nel Mare di Oman e nello Stretto di Hormuz. "Tutti devono sapere che, in nessuna circostanza, le basi americane potranno tornare alla situazione precedente e l'Iran non permetterà mai che ciò accada", ha aggiunto durante un intervento riportato dall'agenzia Tasnim. Il capo dell'Esercito iraniano ha inoltre rivendicato il controllo di Teheran sullo Stretto di Hormuz come una delle condizioni per porre fine alla guerra, definendo la strategica via marittima una "capacità geopolitica concessa da Dio al popolo iraniano". "Il sacro Stretto di Hormuz è una delle condizioni per mettere fine alla guerra: lo preserveremo con tutte le nostre capacità", ha affermato. Secondo Hatami, uno dei "lasciti" di Trump è stato proprio quello di aver "attivato la capacita' dello Stretto di Hormuz" a favore dell'Iran. Comune nord Israele allerta residenti di possibili raid Idf al confine in serata l comune di Kiryat Shmona, al confine nord d'Israele, a ridosso con il Libano, ha preallertato i propri residente dell'eventualità che ''l'Idf lanci questa sera colpi di artiglieria nella zona di confine e, di conseguenza, si sentiranno forti colpi di esplosioni e spari nella zona'' Allerta in Arabia Saudita per possibili attacchi houthi La Protezione civile saudita ha emesso un allarme per ''potenziale pericolo'' nella provincia meridionale di Jazan, al confine con lo Yemen, recentemente bersaglio di attacchi da parte dei ribelli yemeniti. "È stato emesso un allarme dalla Piattaforma nazionale di allerta nella provincia di Jazan per segnalare un potenziale pericolo", ha scritto l'agenzia in un comunicato. Iran a Trump: "I difensori di Hormuz ti spezzeranno le gambe" "I difensori di Hormuz ti spezzeranno le gambe". Lo ha detto il generale Amir Hatami, comandante dell'esercito iraniano, rivolgendosi al presidente statunitense Donald Trump dopo le sue dichiarazioni sullo Stretto di Hormuz, sulla minaccia di trasformare lo Stretto in un territorio statunitense. Secondo quanto riferito dall'emittente Irib, il capo dell'esercito iraniano ha aggiunto che "scherzare con simili affermazioni è un grave errore", dicendo ancora che le forze statunitensi sono state "di fatto cacciate" e non hanno più il permesso di entrare nel Golfo, nel Mar d'Oman o nello Stretto di Hormuz. Hatami ha inoltre affermato che alle basi statunitensi non sarà consentito tornare al loro status precedente, aggiungendo che "l'Iran non lo permetterà mai". Axios, amministrazione Trump ha aperto canale segreto con i pasdaran a maggio Secondo Axios, a metà maggio, i negoziatori statunitensi che cercavano di raggiungere un accordo con l'Iran per porre fine alla guerra non riuscivano a capire se le persone sedute di fronte a loro parlassero effettivamente a nome del potente Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Quindi, i funzionari dell'amministrazione Trump hanno aggirato i negoziatori iraniani ufficiali (il presidente del parlamento Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi) e si sono rivolti direttamente ai vertici dei pasdaran, attraverso Barzani perché - sempre secondo Axios - gode sia della fiducia dei Guardiani della rivoluzione sia degli americani. L'episodio, scrive Barak Ravid, dimostra quanto sia stato difficile per gli Stati Uniti negoziare con un Paese dove non è chiaro chi detenga effettivamente il potere. A giugno Usa e Iran concordarono poi un memorandum d'intesa, che però è presto naufragato. Ghalibaf, l'Iran ha raggiunto vittoria politica e militare su Usa e Israele "Gli Stati Uniti e Israele hanno ripetutamente attaccato l'Iran nella loro vile guerra contro il Paese, ma non hanno raggiunto nessuno dei loro obiettivi a nessun livello": lo ha affermato Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento e capo negoziatore nei colloqui tra Iran e Stati Uniti, sostenendo che "è stato un netto fallimento per loro e una vittoria politica e militare per noi». Secondo Irna, Ghalibaf ha aggiunto che il memorandum d'intesa, firmato tra l'Iran e gli Stati Uniti, è stato "un documento di onore e vittoria, grazie al quale l'Iran ha ottenuto risultati diplomatici" Iran, "30mila dollari a chiunque catturi o uccida un soldato americano" L'Iran mette una taglia sui soldati americani. "Qualunque forza iraniana riuscirà a catturare o uccidere un aggressore americano, riceverà una ricompensa di 30.000 dollari, ha dichirato il comandante dell'esercito iraniano Amir Hatami, citato dall'agenzia Fars Il Parlamento iraniano discuterà oggi il disegno di legge sullo Stretto di Hormuz l Parlamento iraniano discuterà oggi un disegno di legge sulla "garanzia della sicurezza duratura e dello sviluppo dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico", oltre a un altro provvedimento sul "contrasto alle ingerenze straniere". Secondo l'agenzia Irna, il primo disegno di legge contiene un articolo che vieterebbe il transito nello Stretto di Hormuz a "qualsiasi imbarcazione che trasporti equipaggiamenti e carichi di proprietà degli Usa, di Israele e dei Paesi ostili all'Iran". Le linee generali dei due disegni di legge sono state approvate dalla Commissione per la Sicurezza nazionale e la Politica estera del Parlamento. Forze armate Iran, "non ci fermeremo finché Usa e Israele non saranno sconfitti" "Non ci fermeremo finché i nostri nemici, Stati Uniti e Israele, non saranno completamente sconfitti nella regione e i diritti dell'Iran non saranno riconosciuti". Lo ha dichiarato il Comando generale delle forze armate iraniane in un comunicato, citato da Mehr. Deputato iraniano, Trump dovrebbe preoccuparsi della sua sicurezza, non di Hormuz "Il presidente Usa dovrebbe preoccuparsi della propria sicurezza invece di continuare a bluffare sullo Stretto di Hormuz, prima di finire a nascondersi in un furgone per la vendita di cibo", ha scritto su X Ebrahim Azizi, esponente ultraconservatore e presidente della Commissione Sicurezza nazionale e Politica estera del Parlamento iraniano. Le dichiarazioni di Azizi arrivano dopo le recenti parole del presidente Donald Trump, che ha affermato: "Dopo aver finito di sconfiggere l'Iran, dichiareremo lo Stretto di Hormuz territorio degli Stati Uniti". Azizi ha fatto riferimento al "food truck" in relazione a quanto riportato dai media statunitensi, secondo cui Trump, durante la sua visita ad Ankara il mese scorso, sarebbe stato trasferito dall'Air Force One a un aereo più piccolo a bordo di un mezzo per il catering, per il timore di un possibile attacco da parte dell'Iran. Teheran ironizza su Trump, 2nascosto in furgoncino del catering" "Il Presidente degli Stati Uniti dovrebbe preoccuparsi della propria sicurezza piuttosto che dei suoi infiniti bluff sullo Stretto di Hormuz, prima di finire nascosto in un camioncino del cibo". Lo dice il capo della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, ironizzando sulle affermazioni di Donald Trump sullo Stretto di Hormuz. La frecciata segue le recenti dichiarazioni di Trump, secondo cui "dopo aver sconfitto l'Iran" avrebbe presto dichiarato lo Stretto "territorio degli Stati Uniti". Il riferimento di Azizi al camioncino del cibo allude alle notizie diffuse dai media statunitensi secondo cui Trump avrebbe utilizzato un camioncino per il catering per spostarsi dall'Air Force One a un aereo governativo piu' piccolo durante una visita ad Ankara il mese scorso per il vertice Nato, a causa dei timori di un attacco iraniano. Katz, nessun conto resterà aperto, colpiremo con tutta la forza Il ministro della Difesa israeliano Katz minaccia ulteriori attacchi nel contesto dell'escalation in Libano. "Nessun conto in nessun ambito resterà aperto. Colpiremo con tutta la nostra forza coloro che danneggiano i nostri soldati e i nostri cittadini", ha scritto il ministro israeliano sui social. Le dichiarazioni di Katz giungono nel contesto di un'escalation degli attacchi israeliani contro quelli che Israele considera obiettivi di Hezbollah nel Libano meridionale. Almeno 11 persone sono state uccise e 19 ferite negli attacchi israeliani di ieri, tra cui donne e bambini, secondo i media libanesi Libano, Idf attaccano nella notte tre obiettivi Le forze israeliane hanno condotto attacchi nella notte sulla cresta di Ali al-Taher, nel Libano meridionale. Lo riportano i media israeliani, che citano fonti locali. I raid avvengono dopo che le Idf hanno colpito un quartier generale di Hezbollah nella zona di Ansar, nel Libano meridionale, in seguito all'attacco che ha gravemente ferito tre soldati dell'esercito israeliano vicino alla cresta di Ali al-Tahe Iran: giustiziato un uomo per proteste contro governo a gennaio La magistratura iraniana ha annunciato l'esecuzione di un uomo condannato per aver investito diversi agenti di polizia con la sua auto durante le proteste antigovernative di gennaio. "Shahram Sadeghi, condannato a morte per aver compiuto un'azione operativa a sostegno del regime sionista e degli Stati Uniti, è' stato giustiziato questa mattina", si legge sul sito web della magistratura, Mizan Online. Il sito aggiunge che l'uomo aveva investito diversi agenti di polizia con la sua auto l'8 gennaio a Karaj, a ovest di Teheran, ferendone sette. Il movimento di protesta, inizialmente scatenato dall'alto costo della vita, si era rapidamente trasformato in diffuse manifestazioni antigovernative culminate l'8 e il 9 gennaio. Le autorità iraniane hanno riportato oltre 3.000 morti, attribuendo le violenze ad "atti terroristici" orchestrati da Stati Uniti e Israele, mentre le organizzazioni per i diritti umani con sede all'estero sostengono che le forze di sicurezza abbiano aperto il fuoco sui manifestanti. Il numero di esecuzioni in Iran è aumentato dall'inizio della guerra in Medio Oriente, scoppiata il 28 febbraio con gli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran. Un gran numero di esecuzioni è stato collegato alle proteste. Secondo Iran Human Rights, un'ong con sede in Norvegia, e Together Against the Death Penalty (ECPM), con sede a Parigi, le autorità hanno giustiziato almeno 1.639 persone lo scorso anno, un record dal 1989. Secondo Amnesty International, l'Iran e' il secondo paese al mondo per numero di esecuzioni, dopo la Cina. Israele, ucciso alto comandante Hezbollah in raid Libano L'esercito israeliano ha dichiarato di aver ucciso Abu Hassan Alaa, alto comandante dell'unita' "Badder" di Hezbollah, nel sud del Libano. In un post su X, l'esercito ha accusato Alaa di aver contribuito a organizzare attacchi contro i soldati israeliani, incluso il lancio di droni esplosivi contro le truppe nel sud del Libano. Le Idf affermano che Alaa è stato ucciso in risposta alle azioni di Hezbollah contro i soldati israeliani nella "Zona di Sicurezza". Poche ore prima, Israele aveva affermato di aver ucciso il comandante di Hezbollah Ali Samir al-Haj Hassan in un attacco al villaggio meridionale di Ansar. Almeno sette persone, tra cui due donne e tre bambini, sono rimaste uccise nell'attacco. Usa, Hezbollah responsabile della presenza di Israele in Libano Hezbollah è responsabile della presenza israeliana in Libano. Lo dice un portavoce del Dipartimento di Stato americano ad Al Jazeera. Secondo il funzionario Usa Hezbollah è il principale ostacolo alla ripresa economica del Libano e ha affermato che il programma "zona pilota" rimane l'unica via percorribile per la pace. La dichiarazione è giunta dopo che le forze israeliane hanno ucciso 11 persone nel Libano meridionale, negli attacchi più sanguinosi dall'accordo quadro mediato dagli Stati Uniti tra i due Paesi a giugno. Il capo Centcom ringrazia l'equipaggio della Lincoln, "straordinaria dedizione" L'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Comando centrale militare Usa (Centcom), ha concluso un tour di dieci giorni che ha toccato sei Paesi del Golfo e la Uss Abraham Lincoln, la portaerei che sta attuando il blocco navale nello Stretto di Hormuz finita sotto i riflettori a seguito di notizie sul forte malcontento tra il personale statunitense in servizio a bordo e di altre situazioni critiche. Incontrando marinai e Marines della Lincoln, Cooper ha ringraziato l'intero equipaggio "per la straordinaria dedizione e il coraggio dimostrati", si legge una nota del Comanda che copre il Medio Oriente. L'ammiraglio ha visto il personale di grado inferiore e conferito riconoscimenti ai membri più meritevoli. "Il Lincoln Carrier Strike Group è una squadra solida, composta da americani di grande valore che possono andare fieri, a giusta ragione, di quanto hanno realizzato", ha detto Cooper, osservando che "la storia ricorderà questa missione come una delle più intense dal punto di vista operativo e di maggior impatto dell'era moderna". Durante la missione di 10 giorni, Cooper ha incontrato alti funzionari civili e militari in Bahrein, Iraq, Israele, Giordania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, trascorrendo del tempo con le truppe Usa dispiegate nell'area, in cui sono presenti oltre 50.000 militari americani attivi in tutto il Medio Oriente a sostegno di varie missioni. A terra, l'ammiraglio ha infatti premiato i soldati che si sono distinti per prestazioni eccezionali, ha presenziato al rinnovo del contratto di servizio di alcuni militari e ha supervisionato il passaggio di consegne al vertice della Combined Joint Task Force - Operation Inherent Resolve. Di base a San Diego, la Abraham Lincoln è partita per la missione a novembre, giungendo in Medio Oriente a gennaio. Il gruppo d'attacco ha condotto migliaia di voli di combattimento a sostegno dell'operazione 'Epic Fury', di missioni per la sicurezza regionale e del blocco navale statunitense tuttora in atto contro l'Iran. © Riproduzione riservata





