Vatican NewsCentro
Zuppi lascia l’Ucraina: “Ogni sforzo di pace sarà compiuto, è volontà di Papa Leone”
itIl cardinale torna oggi, 16 luglio, a Roma dopo quattro giorni nel Paese in guerra. Dopo le celebrazioni di ieri mattina per la Giornata della Statualità ucraina, il presidente della CEI ha incontrato il ministro degli Esteri Sybiha e altre autorità civili. Al centro la questione del ritorno dei prigionieri e il rimpatrio dei bambini ucraini e la richiesta da parte dei familiari dei detenuti oltre il confine che il porporato possa visitare anche le prigioni in Russia
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
In auto da Kyiv a Leopoli e da Leopoli a Cracovia e infine con un volo di linea, torna a Roma oggi, giovedì 16 luglio, il cardinale Matteo Maria Zuppi a conclusione della sua missione in Ucraina. La seconda missione, dopo quella del 2023, per portare alla martoriata nazione la vicinanza e la preghiera di Papa Leone XIV che “segue con apprensione il conflitto e chiede di difendere l’umanità, prima vittima di ogni guerra”. Quattro giorni, quelli del porporato, tra la regione di Leopoli e la capitale Kyiv e un intenso susseguirsi di incontri, visite, celebrazioni, colloqui, appuntamenti. Gli ultimi ieri pomeriggio - dopo la cerimonia mattutina in Piazza San Michele per la Giornata della Statualità ucraina con il presidente Volodymyr Zelensky e altre autorità civili e religiose –, a cominciare da quello con il ministro degli Affari Esteri dell’Ucraina, Andrii Sybiha.
Il cardinale Zuppi con il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha
Con il ministro degli Esteri
Un lungo colloquio durante il quale sono stati affrontati molteplici temi per cui si è chiesto il sostegno della Santa Sede, a cui il ministro ha espresso gratitudine per “l’incrollabile impegno umanitario”. Impegno che il capo della diplomazia di Kyiv ha domandato a Zuppi possa proseguire, alla luce degli sforzi di pace e della comune “visione di una pace globale e duratura”: “L’Ucraina – dichiara - desidera porre fine a questa guerra più di chiunque altro. Allo stesso tempo, la nostra industria della difesa in rapida crescita e l’esperienza sul campo di battaglia stanno rendendo l’Ucraina un attore sempre più importante per la sicurezza europea”.
Il ministro ha richiamato l’attenzione sulla sorte dei civili ucraini detenuti che, afferma, “rimangono esclusi da efficaci meccanismi di protezione internazionale”. Necessaria, dunque, la promozione di “un percorso umanitario specifico per la loro liberazione”. Sybiha ha inoltre informato Zuppi sulla situazione umanitaria nelle comunità di Oleshky e Hola Prystan, nella regione di Kherson occupata dai soldati russi, dove migliaia di civili necessitano “urgentemente” di un corridoio umanitario. Non è mancato anche un riferimento al recente attacco russo al Monastero delle Lavra di Kyiv-Pechersk, sito Patrimonio Unesco del quale ad agosto si celebra il 975° anniversario. Protezione e restauro di questo sito sono per il governo ucraino una delle priorità.
In Evidenza 14/07/2026 Il cardinale Zuppi in missione in Ucraina: “Finisca presto la guerra” Il presidente della CEI per la seconda volta nel Paese est-europeo: quattro giorni con tappa anche a Kyiv. Prima di recarsi nella capitale, il porporato accompagnato dal nunzio ...
I colloqui istituzionali
I temi del rimpatrio dei prigionieri e dei bambini, della protezione della popolazione e degli aiuti umanitari sono tornati a più riprese anche negli altri colloqui istituzionali, durante i quali Zuppi ha ribadito più volte quello che è cuore e centro della sua missione in Ucraina: “Un solo militare, un solo civile o un solo bambino che può riabbracciare la propria famiglia è un tassello per la pace”, ha detto il cardinale, assicurando: “Ogni sforzo possibile sarà compiuto, è la volontà di Leone XIV. L’impegno umanitario va considerato al di sopra di qualsiasi logica politica o militare. Ed è ciò che sta a cuore alla Chiesa, esperta in umanità”.
Il cardinale durante uno dei suoi incontri a Kyiv
La questione dei prigionieri e dei bambini
A Kyiv – riferisce il quotidiano Avvenire, al seguito della missione – il porporato ha incontrato il capo dell’ufficio del presidente, il generale Kyrylo Budanov, insieme con la sua vice Iryna Vereschuk; il Commissario per i diritti umani, Dmytro Lubinets; il capo dell’intelligence militare; il generale Oleh Ivashchenko, responsabile del Coordinamento dei prigionieri di guerra, un gruppo di familiari di reclusi militari e civili in Russia. Appuntamenti in cui sono state affidate nelle mani del cardinale e del nunzio apostolico, l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas, le richieste da portare a Mosca dove Zuppi è già volato due volte. Anzitutto, il “progetto dello scambio di prigionieri tutti per tutti per il quale chiediamo l’aiuto vaticano”, ha spiegato il generale Ivashchenko. E cioè far tornare a casa i 7 mila militari catturati da Mosca e riconsegnare i 4 mila russi prigionieri in Ucraina. L’altro punto è quello dei “dispersi”, molti dei quali nei territori occupati, il dramma dei civili da rimpatriare e la questione dei bambini ucraini portati oltre il confine per la quale la Santa Sede è ormai attiva da anni. I vari interlocutori hanno espresso “speranza” nella prosecuzione di questa azione; così come – alla luce della visita di Zuppi nella colonia penale Zakhid-1 della regione di Leopoli con il saluto ai prigionieri dell’esercito di Mosca – è stato auspicato che il cardinale possa fare altrettanto in Russia dove soprattutto i parenti dei prigionieri dicono di avere prove di torture e condizioni disumane.
In Evidenza 14/07/2026 Il cardinale Zuppi in missione in Ucraina: “Finisca presto la guerra” Il presidente della CEI per la seconda volta nel Paese est-europeo: quattro giorni con tappa anche a Kyiv. Prima di recarsi nella capitale, il porporato accompagnato dal nunzio ...
Il saluto ai piccoli ucraini in partenza per l'Italia
In mezzo al fitto programma istituzionale anche un momento di grande prossimità per Zuppi con l’incontro, mercoledì sera, nella stazione di Kyiv, con il gruppo di bambini che, grazie a Caritas, trascorreranno le vacanze estive in alcune diocesi italiane. Una iniziativa che rientra nel progetto È più bello insieme nato nel 2022 nei mesi immediatamente successivi all'inizio della guerra e divenuto esperienza stabile di accoglienza e solidarietà in numerose comunità ecclesiali italiane. Il cardinale ha benedetto e salutato i due gruppi, uno di una quarantina di persone della Comunità di Sant’Egidio, e l’altro, già in partenza, con 42 bambini e 8 adulti.
Il cardinale Zuppi saluta i bambini ucraini in partenza per l'Italia
Nel cimitero di Leopoli
Altra tappa significativa per il cardinale Zuppi, ma questa volta a Leopoli, dove ha fatto ritorno giovedì prima del rientro in Italia, è stata quella al cimitero di Lychakiv, il più antico della città dove sono sepolti migliaia di soldati ucraini, tra cui vittime del regime comunista, ricordati con bandiere sopra le lapidi. Il porporato si è fermato lì in preghiera e ha deposto un mazzo di fiori, firmando pure il Libro d’Onore. Poco prima si era recato nella Cattedrale greco-cattolica di San Giorgio, dove ha incontrato il vescovo ausiliare Volodymyr Hrutsa. Infine, il presidente della CEI ha voluto salutare volontari e ospiti del Bosco Centr (in ucraino Центр Боско), centro di formazione professionale gestito dai Salesiani, punto di riferimento sia per l’istruzione dei giovani sia per il sostegno sociale e l’accoglienza, specialmente in contesti di emergenza. E con l’emergenza della guerra, il Centro ha messo in atto diverse iniziative, a cominciare da quelle legate allo sport attraverso il quale si aiutano i ragazzi che hanno subito amputazioni degli arti inferiori. A loro è giunta la vicinanza e l’incoraggiamento del cardinale e, tramite lui, quella del Papa.
Zuppi nel Cimitero di Leopoli
Intensità frame0.87 · Linguaggio d'allarme
neutrostandardmarcatointensoallarme