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Dissidente cinese si dà fuoco davanti alla sede dell'Onu a New York. Il racconto dei testimoni
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Giovedì sera un uomo si è dato fuoco davanti alla sede delle Nazioni Unite nel quartiere di Manhattan, a New York. La scena è stata trasmessa in diretta streaming dal dissidente mentre indossava un vestito monastico e imbracciava una bandiera del Tibet.
Voice of Tibet, un'emittente gestita da tibetani in esilio, ha riferito che si tratterebbe di Lobga Rangzen, 42enne, autista Uber che viveva nel Paese da circa vent'anni. Il motivo del gesto sarebbe un tentativo disperato di lanciare un appello a favore dell'indipendenza e dell'unità del Tibet. Secondo un collega, Rangzen «era furioso per le restrizioni imposte dal governo cinese ai suoi connazionali». Ciò spiegherebbe anche i volantini con la scritta “China out of Tibet” ritrovati sul luogo dell'incidente.
La Legge sulla Promozione dell'Unità e del Progresso Etnico
In merito a quanto accaduto si è espresso anche Guo Jiakun, portavoce del Ministero degli Esteri cinese, che ha affermato che il Tibet è parte inalienabile del territorio nazionale fin dall'antichità e che Pechino confida nel fatto che «i Paesi interessati gestiranno la questione in conformità con le leggi nazionali».
La Cina ha assunto il controllo del Tibet nel 1950, in quella che definisce una “liberazione pacifica” dalla servitù feudale. In seguito all'approvazione della nuova legge sul progresso etnico da parte del governo cinese, in tutto il mondo si sono verificate proteste da parte delle comunità tibetane. La legge, infatti, intende crare un'identità nazionale “condivisa” tra i 55 gruppi etnici del Paese, alcuni dei quali si oppongono fortemente alle riforme del Partito.
In passato, si sono verificati altri gesti di auto immolazione per protestare contro le politiche di Pechino, sempre più severe da quando Xi Jinping è diventato Presidente nel 2012. Secondo l'International Campaign for Tibet, tra il 2009 e il 2022 si sono verificati oltre 150 casi di auto immolazione da parte di tibetani, 10 dei quali hanno coinvolto cittadini in esilio.
Inutile l'intervento dei soccorsi
Un portavoce del Dipartimento di Polizia di New York ha dichiarato che gli agenti, giunti sul posto in seguito ad una chiamata di emergenza ricevuta intorno alle 18:30, hanno trovato l'uomo gravemente ustionato. L'uomo è stato successivamente trasportato al Bellevue Hospital, dove i medici ne hanno constatato il decesso.
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Le indagini sono attualmente in corso.
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