
Il governo italiano ha annunciato l'intenzione di accedere ai fondi del programma Safe ( for Action for Security in Europe), uno strumento europeo destinato a stimolare gli investimenti nel settore della difesa. Durante un'audizione presso le commissioni Affari Esteri e Difesa di Camera e Senato, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha comunicato che l'Italia ha "prenotato" un importo complessivo di 14,9 miliardi di euro.
Sebbene la cifra totale sia stata prenotata, le fonti riportano una distinzione tra l'importo richiesto e quello effettivamente destinato all'impiego immediato. Tajani ha precisato che:
L'annuncio ha generato diverse reazioni all'interno dell'assetto politico e internazionale:
Il ministro Tajani ha definito le polemiche interne come una "tempesta in un bicchiere d'acqua", ribadendo l'impegno del governo a rispettare gli impegni presi.

Il governo prenota i fondi Safe poi si spacca sui 14,9 miliardi. La Lega: “Decida il Parlamento”
Politica
L'Italia chiede i fondi Safe per 14,9 miliardi, la politica si divide
Politica"Abbiamo deciso di utilizzare Safe chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell'anno, formuleremo la nostra proposta, poi dirà l'onorevole Crosetto per come investirli nell'anno successivo". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo nel dibattito nel seguito dell'informativa sugli esiti del Vertice Nato di Ankara resa col ministro della Difesa Guido Crosetto alle Commissioni Affari Esteri e Difesa di Camera e Senato. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha precisato, lasciando l'audizione in parlamento, che il governo ha "prenotato" 14,9 miliardi" delle risorse Safe, e il governo deciderà entro la fine dell'anno cosa utilizzare, lasciando intendere, in linea con le parole del ministro Crosetto, che non è stata presa ancora una decisione su quanto utilizzare dei 14,9 miliardi a disposizione. Il programma Safe "per come è stato impostato è uno strumento di finanziamento della spesa militare, non aggiuntivo di quella prevista a bilancio. Per cui in Italia il Safe è un'alternativa al Bot. È una scelta totalmente tecnica che il ministro farà entro la fine dell'anno: sui 14,9 miliardi di cui parlava prima il ministro Tajani, valuteremo quanto utilizzarne in modo tecnico in alternativa ai BoT e ai CcT, dal punto di vista della convenienza finanziaria". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel seguito dell'audizione davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. "La scelta politica sarà lo scostamento di bilancio" ha aggiunto. Fondi Safe, cosa sono e chi li ha ottenuti L'Italia torna a pensare ai fondi Safe. Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani in audizione alla commissione al Senato sugli esiti del Vertice NATO che si e' tenuto ad Ankara dal 7 all'8 luglio scorsi ha annunciato che l'Italia ha prenotato un prestito da 14,9 miliardi dai 150 messi a disposizione dall'Unione europea (da restituire in 45 anni a tasso agevolato) per potenziare la difesa entro il 2030. L'Italia a fine agosto 2025, aveva presentato domanda per 14,9 miliardi di euro che essendo stata accettata da Palazzo Berlaymont attende solo la firma del contratto esecutivo. Tuttavia, la conclusione del prestito e' bloccata da mesi da un dibattito interno all'esecutivo che nonostante le aperture di Tajani sembra non essersi concluso. Il governo decidera' entro la fine dell'anno se utilizzare l'intero importo o solo una parte. Da Bruxelles pero' la Commissione incalza e ha fretta di chiudere tutti i contratti con i 18 paesi che hanno visto l'approvazione delle richieste di prestito (per la richiesta da oltre 16 miliardi dell'Ungheria e' ancora in atto la valutazione) per stabilire entro l'autunno se le risorse non spese possano essere riallocate entro la scadenza del 31 dicembre, quando la finestra per richiedere il finanziamento si chiudera'. Al momento sono 19 gli stati che hanno presentato domanda di finanziamento con importi molto diversi: si va dai 43 miliardi chiesti dalla Polonia, cui segue la Romania con 16 miliardi, la Francia con 15 miliardi fino ad arrivare a importi piu' piccoli come il miliardo chiesto dalla Spagna. Tra i Paesi che non hanno fatto richiesta risulta per esempio la Germania perche' i solidi conti pubblici e l'elevato rating AAA consentono di indebitarsi sui mercati a tassi piu' convenienti rispetto a quelli applicati sui prestiti europei.

L’Italia si riarma, Tajani: “Prenotati 14,9 miliardi del fondo Safe”
Politicadi Carlotta Di Santo e Alessio Pisanò ROMA – L’Italia punta a riarmarsi. E lo farà sfruttando le risorse del fondo europeo Safe. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Abbiamo prenotato 14,9 miliardi delle risorse Safe– sono state le sue parole- ora abbiamo tempo per decidere quanto utilizzarli, entro la fine di quest’anno. Riteniamo che ne utilizzeremo dai 6 ai 9 miliardi. Quindi 14,9 sono prenotati, quanti ne utilizzeremo lo diremo a fine anno. Come abbiamo anticipato, però, saranno di meno”. CONTE: ZERO EURO SU RINCARI CARBURANTI, MA SU SPESE RIARMO VANNO AVANTI Dura la replica di Giuseppe Conte: “Zero euro sui rincari della benzina e qualche briciola che non riporta il diesel nemmeno sotto i 2 euro. Sul Riarmo però la strada è tracciata e si va avanti. Il Ministro Crosetto annuncia che a settembre ci sarà la scelta politica su uno scostamento di bilancio dello 0,9% del Pil (oltre 21 miliardi) per spese militari aggiuntive. Tajani ha annunciato che utilizzeremo i prestiti europei Safe per le spese militari da 14,9 miliardi (subito dopo ha fatto una piroetta per dire che li abbiamo solo ‘prenotati’ e che… si vedrà)”. “Nonostante i salti acrobatici e gli imbarazzi a pochi mesi dalle elezioni, la direzione è chiara ed è quella del Riarmo firmato da Meloni a Bruxelles e alla Nato in questi anni, che ipoteca il nostro futuro per anni senza che nessuno sia andato a trattare a Bruxelles come abbiamo fatto nel 2020 per avere risorse massicce contro la crisi energetica, dell’industria, del potere d’acquisto. Ci aspettano mesi di impegno, partecipazione e passione per cambiare le cose e voltare pagina. Si può fare”, aggiunge Conte. SAFE, L’UE: SU FONDI ITALIA CHIARISCA, NON C’È TEMPO DA PERDERE La Commissione europea sollecita l’Italia a definire rapidamente la propria posizione sui fondi del programma Safe, sottolineando l’urgenza di completare l’iter per l’attivazione delle risorse. “Non c’è tempo da perdere”, ha dichiarato il portavoce dell’esecutivo Ue, Thomas Regnier, durante l’incontro quotidiano con la stampa, ricordando che Roma ha richiesto e ottenuto l’approvazione per l’intero importo di 14,9 miliardi di euro. L’obiettivo resta quello di procedere “il più rapidamente possibile alla firma dell’accordo di prestito”, necessario per sbloccare i finanziamenti e avviare i progetti. “Nella situazione ideale vogliamo che l’Italia mantenga i 14,9 miliardi annunciati oggi”, ha continuato Regnier, evidenziando il ruolo strategico dell’industria italiana per la sicurezza europea. Il portavoce ha inoltre avvertito che un’eventuale revisione della richiesta italiana aprirebbe uno scenario più complesso, perché le risorse non utilizzate dovrebbero essere riassegnate attraverso una nuova procedura ad altri Stati membri interessati ad accedere ai prestiti del programma Safe. “Per questo serve chiarezza al più presto”, ha concluso.

Italia prenota 14,9 miliardi dei fondi Safe: cosa sono, a cosa servono i soldi
internazionale/esteriTajani ha spiegato che il governo ha "prenotato" 14,9 miliardi di euro e deciderà "entro la fine dell’anno" quanto utilizzare dell'importo complessivo Il governo italiano ha "prenotato" 14,9 miliardi di euro dei fondi Safe e deciderà "entro la fine dell'anno" quanto utilizzare dell'importo complessivo. Una decisione di utilizzare tutti i 14,9 miliardi ancora non è stata presa. Lo ha precisato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell'audizione in commissioni Esteri e Difesa a Roma, Cosa sono i fondi Safe Attraverso lo strumento di azione per la sicurezza dell'Europa (Safe), l'Ue fornisce assistenza finanziaria sotto forma di prestiti per un valore fino a 150 miliardi di euro. L'assistenza ha l'obiettivo di aiutare gli Stati membri dell'Ue ad aumentare rapidamente e in modo significativo gli investimenti nel settore della difesa mediante appalti comuni, si legge sul sito del Consiglio europeo. Il regolamento che istituisce lo strumento Safe è entrato in vigore il 29 maggio 2025. Come funziona Safe Safe è finanziato dall'Unione europea attraverso la sua capacità di prestito, in particolare mediante l'emissione di obbligazioni dell'Ue nell'ambito dell'approccio unificato esistente in materia di finanziamenti. Rappresenta il primo pilastro del piano ReArm Europe/Prontezza per il 2030 presentato dalla Commissione europea nel marzo 2025. Lo strumento finanzia investimenti urgenti e su vasta scala nella base industriale e tecnologica di difesa europea. La ripartizione del bilancio è basata sulla domanda, spiega il Consiglio europeo. Le erogazioni assumono la forma di prestiti a lungo termine a prezzi competitivi, che dovranno essere rimborsati dagli Stati membri dell'Ue beneficiari. In linea di principio, le procedure di appalto comune devono coinvolgere almeno due Paesi partecipanti per poter beneficiare dei prestiti. Tuttavia, Safe consente anche appalti che coinvolgano un solo Stato membro per un periodo di tempo limitato. Ambiti finanziati Safe sostiene gli appalti di prodotti per la difesa appartenenti a due categorie. Categoria 1: munizioni e missili sistemi di artiglieria, comprese capacità di attacco in profondità di precisione capacità di combattimento terrestre e relativi sistemi di supporto, comprese attrezzature per soldati e armi di fanteria droni di piccole dimensioni e relativi sistemi antidrone protezione delle infrastrutture critiche cyber-capacità mobilità militare, compresa la contromobilità Categoria 2: sistemi di difesa aerea e missilistica capacità marittime di superficie e subacquee droni diversi da quelli di piccole dimensioni e relativi sistemi antidrone abilitanti strategici quali, tra gli altri, il trasporto aereo strategico, il rifornimento in volo, i sistemi C4ISTAR nonché le risorse e i servizi spaziali protezione delle risorse spaziali intelligenza artificiale e guerra elettronica In tutte le categorie i contratti di appalto devono garantire che non più del 35% del costo sia dovuto a componenti originari di Paesi terzi, dell'Ucraina o di Paesi che fanno parte dello Spazio economico europeo (See) e dell'Associazione europea di libero scambio (Efta): Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. I progetti che riguardano la categoria 2 devono soddisfare condizioni di ammissibilità più rigorose: per esempio, i contraenti devono avere la capacità di modificare le attrezzature, in caso di necessità, senza restrizioni relative ai Paesi terzi. Cooperazione con l'Ucraina e altri Paesi partner Safe segna un nuovo capitolo nella cooperazione con i Paesi terzi in materia di difesa. Sebbene soltanto gli Stati membri possano ottenere prestiti Safe, l'Ucraina e i Paesi See/Efta possono partecipare agli appalti comuni a parità di condizioni con gli Stati membri dell'Ue. A seguito della conclusione di un accordo bilaterale con l'Ue nel giugno 2026, sarà possibile affidare appalti anche all'industria canadese. Possono partecipare agli appalti comuni anche i seguenti Paesi: - Paesi aderenti, candidati e potenziali candidati all'adesione - Paesi che hanno firmato partenariati in materia di sicurezza e difesa con l'Ue, come Albania, Canada, Corea del Sud, Giappone, India, Macedonia del Nord, Moldova, Norvegia e Regno Unito Altri Paesi terzi possono aderire agli appalti comuni previa conclusione di un partenariato in materia di sicurezza e difesa con l'Ue, spiega il Consiglio europeo.

Difesa e armi, l’Italia prenota 14,9 miliardi. Il governo rilancia sul fondo Safe. Ma la Lega: “Decide il Parlamento”
CronacaRoma, 28 luglio 2026 – Il governo rilancia (e litiga) sui fondi Safe, il prestito europeo a lungo termine per stimolare gli investimenti sulla difesa, uno dei pilastri del piano ReArm Europe. Il dossier agita e spacca la maggioranza, il ministro degli Esteri Antonio Tajani annuncia il ricorso ai quasi quindici miliardi del Safe, ma poi arriva dallo stesso vicepremier una parziale retromarcia e la Lega, poco convinta, tira il freno a mano: deciderà il Parlamento. In serata Tajani bolla le polemiche come "la solita tempesta in un bicchier d’acqua” e si dice convinto che l’Italia “rispetterà i tempi”. Perché l’Ue ha fatto sentire la sua voce invitando caldamente il governo italiano a decidere, aspettare dicembre non è possibile. La storia inizia di primo mattino quando Tajani, davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, prima spiega che il governo ha “deciso di utilizzare Safe, chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno” ma poi, parlando con i giornalisti, aggiusta il tiro: i quasi quindici miliardi sono solo “prenotati” e “quanti ne useremo lo decideremo a fine anno, probabilmente saranno di meno, come ha detto Crosetto forse sei-sette-otto o nove”. In commissione il ministro della Difesa Guido Crosetto corregge subito il tiro, spiegando che ci sono ancora valutazioni da fare, anche su quanti fondi utilizzare. Il Safe, sottolinea Crosetto, non è la panacea di tutti i mali ma si tratta piuttosto di "una scelta totalmente tecnica” che rappresenta “un’alternativa ai Bot e ai Cct”. Le affermazioni di Tajani diventano un caso anche tra le fila dell’opposizione con Italia viva che punge: “Dove vive il nostro ministro degli Esteri? I fondi Safe sono già prenotati, il governo deve decidere se usarli o no. Come al solito Tajani parla, poi viene richiamato all’ordine”. Le tensioni nella maggioranza sono tutt’altro che sopite e, a pochi minuti dalle parole dell’ex premier, i malumori diventano plastici con la dichiarazione del senatore del Carroccio Claudio Borghi che prende atto "con piacere” delle “precisazioni” del vicepremier ma ribadisce che “non c’è nessuna decisione sul loro utilizzo o meno e deciderà il Parlamento sulla base dei dati di opportunità e convenienza”. A rinforzare le parole di Borghi fonti del partito ribadiscono che “l’ultima parola spetta al Parlamento”: la crisi rientra ma sul riarmo si naviga a vista. Il messaggio dell’Europa al governo italiano è netto: "No time to lose”, avverte il portavoce della Commissione europea, mentre il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti invita a fare “un’attenta ponderazione per arrivare alla conclusione più favorevole anche per il bilancio dello Stato” perché il Safe “impone una compartecipazione a progetti altrui” e si potrebbero usare fondi attraverso “l’emissione di titoli di Stato per finalità che non necessariamente passano per una cooperazione”. Nel merito anche il centrosinistra è diviso al suo interno: il Pd è a favore insieme a Iv e Più Europa, mentre la sinistra dissente. Per Nicola Fratoianni (Avs) usare quindici miliardi del fondo Safe "per il riarmo, nuove bombe e missili è una follia” davanti alle condizioni reali del paese e “agli stipendi degli italiani che sono fermi al palo”. Critico anche il leader Cinquestelle Giuseppe Conte: “Zero euro sui rincari della benzina e qualche briciola che non riporta il diesel nemmeno sotto i 2 euro. Sul riarmo però la strada è tracciata e si va avanti”, scrive sui social.
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