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Israele non ferma l'offensiva in Libano, Katz: "Colpiremo con tutta la forza"
mondoIl ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato nuovi attacchi contro Hezbollah. Le forze militari israeliane hanno fatto sapere di aver ucciso “due terroristi, uno appartenente alla Jihad Islamica nella zona di Khan Yunis e uno di Hamas nella zona di Nuseirat”. Hamas ha chiesto al Board of Peace di "costringere" Israele ad accettare un piano di pace per Gaza: durante l'incontro con Kushner in Egitto, come riporta Axios, avrebbe anche ribadito l'impegno a favore della smilitarizzazione della Striscia ascolta articolo Sceglici su: Google Discover Fonti Preferite
Israele non ferma gli attacchi contro Hezbollah e Hamas. Raid sia in Libano che nella Striscia di Gaza. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha minacciato nuove azioni contro “chiunque colpisca soldati o cittadini israeliani” mentre si intensifica l'escalation nel sud del Libano. L’Idf sostiene di aver colpito due terroristi di Hamas. Intanto l'inviato Usa Jared Kushner ha incontrato in Egitto il capo dell'organizzazione militare palestinese Khalil Al-Hayya, mentre il ministro israeliano Itamar Ben Gvir ha detto che vorrebbe "30-40 uccisioni mirate ogni notte a Gaza". Hamas ha poi chiesto al Board of Peace di "costringere" Israele ad accettare un piano di pace per Gaza e "ad attuare tutti i suoi obblighi previsti dalla prima fase, porre fine a tutte le violazioni, fermare le uccisioni e le incursioni e approvare la tabella di marcia per la seconda fase" del piano di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti. Durante l'incontro con Kushner in Egitto, come riporta Axios, i leader di Hamas avrebbero anche ribadito e confermato il loro impegno a favore del disarmo e della smilitarizzazione della Striscia di Gaza. Il meeting, durato 90 minuti, è stato definito "molto produttivo" e aveva anche l'obiettivo di verificare la volontà di Hamas ad adottare misure concrete verso la smilitarizzazione di Gaza. "Hanno chiesto di riferire al presidente Trump che sono determinati a mantenerlo", ha spiegato una fonte.
L’escalation israeliana in Libano Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha minacciato nuovi attacchi contro Hezbollah e chiunque colpisca soldati o cittadini israeliani, mentre si intensifica l'escalation nel sud del Libano. "Nessun conto, in nessun fronte, resterà aperto. Colpiremo con tutta la forza coloro che danneggiano i nostri soldati e i nostri cittadini", ha scritto Katz su X. Le sue parole arrivano dopo una nuova ondata di attacchi israeliani, il 15 agosto, nel sud del Libano. La grave e improvvisa escalation tra sabato e domenica all'interno della Zona di Sicurezza ha causato undici vittime e tre soldati dell'unità di commando Maglan dell'Idf gravemente feriti. Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato gli attacchi israeliani affermando che rappresentano un "messaggio chiaro" sui negoziati tra i due Paesi previsti per settembre a Roma. Il premier Benjamin Netanyahu, in una rara dichiarazione di Shabbat, ha risposto affermando che "Hezbollah ha violato il cessate il fuoco lanciando un drone esplosivo sulle truppe israeliane" e che "l'esercito ha risposto colpendo il quartier generale di Hezbollah che aveva ordinato l'attacco". "Solo in seguito l'Idf ha appreso che i miliziani avevano deliberatamente fatto entrare dei civili in quel complesso militare", ha proseguito il premier, riferendosi al fatto che nonostante l'obiettivo fosse una roccaforte dell'unità Radwan di Hezbollah, dentro c'erano anche la moglie e i quattro figli del comandante Ali Samir Al-Haj Hassan. Successivamente l'Idf ha fatto sapere che nell'attacco Hassan è stato ucciso: "Si era nascosto nel quartier generale con la famiglia". Leggi anche 8 Paesi accusano Israele di aver ostacolato piano pace per Gaza. LIVE
Ucciso un alto comandante di Hezbollah L'esercito israeliano ha reso noto di aver eliminato a Deir al-Zahrani anche il comandante di alto livello di Hezbollah Ali Muhammad Fakhr al-Din, noto come Abu Hassan Alaa, responsabile dell'area a nord del fiume Litani. Secondo Haaretz, l'amministrazione Usa ha chiesto chiarimenti al governo israeliano per gli attacchi che rischiano di mettere in pericolo i colloqui di pace tra Israele a Libano. La spiegazione fornita sarebbe stata accettata, ha fatto intendere l'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee su X: "I proxy dell'Iran sono pura malvagità. Hezbollah ferisce gravemente i soldati dell'Idf sapendo che Israele reagirà. Hezbollah raduna i bambini per portarli nella zona militare, perché vuole che siano esposti al pericolo. Il primo ministro israeliano conferma ciò che gli Stati Uniti osservano in Libano e a Gaza con Hamas", ha scritto, postando la dichiarazione di Netanyahu. Dal canto suo, l'ambasciatore israeliano negli Usa Yechiel Leiter ha messo in guardia il governo libanese dal ritirarsi dai colloqui con Israele dopo i raid dell'Idf: "Se il Libano utilizza questo incidente come pretesto per ritardare o interrompere i colloqui, consegnerà una vittoria tattica ai nemici della pace. Far deragliare i colloqui è precisamente ciò che Hezbollah sta cercando di ottenere", ha scritto su X. Con la tensione che si è alzata pericolosamente, il Partito di dio filo-Iran ha minacciato una "risposta adeguata" ai colpi di Tsahal, tornando ad esortare le autorità di Beirut "a mettere fine ai negoziati con Israele" che ha definito "umilianti". Leggi anche Libano, bombardamenti israeliani nel sud. Esplosioni in diverse città
Idf ha colpito due “terroristi di Hamas” L’esercito israeliano sta continuando gli attacchi anche sulla striscia di Gaza. L'Idf ha riferito di aver effettuato un raid con un drone contro un “terrorista nel sud della Striscia”. I media palestinesi riportano che l'attacco ha colpito una tenda nella zona di Khan Younis, ferendo almeno sette persone. In una nota le forze d’Israele hanno affermato di aver colpito due terroristi, uno appartenente alla Jihad Islamica nella zona di Khan Yunis e un secondo di Hamas nella zona di Nuseirat. “I terroristi - secondo l’Idf - avevano pianificato degli attacchi e sono stati colpiti con precisi raid aerei per neutralizzare la minaccia. Prima degli attacchi, sono state adottate misure per ridurre al minimo i danni ai civili, tra cui l'uso di munizioni di precisione e la sorveglianza aerea”. Leggi anche Perché a Qusra gli Usa hanno accusato coloni israeliani di terrorismo
Il ministro Ben Gvir: “Vorrei 30-40 uccisioni mirate ogni notte a Gaza” Intanto il ministro israeliano di ultradestra Itamar Ben Gvir, riferendosi alla riduzione delle operazioni israeliane a Gaza, ha chiarito che “non è un segreto che io sia in disaccordo con il primo ministro”. “Io penso che nella Striscia debbano essere effettuate uccisioni mirate, eliminando 30 o 40 persone ogni notte. Non soltanto coloro che rappresentano una minaccia immediata: ci sono persone lì che non meritano di vivere. Non dovrebbero vivere. Non sono nemmeno persone", ha aggiunto durante il podcast di un ex ostaggio, come riportano i media israeliani. Leggi anche Iran USA, ambasciatore americano contro Israele: terroristi
Kushner incontra Hamas in Egitto Mentre Tel Aviv continua con le missioni contro Gaza, in Egitto il genero e inviato del presidente Trump, Jared Kushner, ha incontrato Khalil Al-Hayya, il capo di Hamas insieme ad altri esponenti dell'organizzazione. Lo riporta il giornalista di Axios e Channel 12 Barak Ravid, citando due fonti a conoscenza del dossier. All'incontro hanno partecipato anche l'inviato del Board of Peace per Gaza, Nickolay Mladenov, l'ex premier britannico e consigliere del Board of Peace Tony Blair, il capo dell'intelligence egiziana, Hassan Rashad, il ministro qatariota Ali al-Thawadi e un alto funzionario turco. Durante l'inconto Kushner ha sollecitato Hamas ad attuare l'impegno al disarmo come previsto dalla seconda fase del piano Trump per Gaza, nonché a garantire il trasferimento di tutti i poteri dentro la Striscia di Gaza al governo tecnocratico palestinese, con l'impegno che Hamas non avrà alcun ruolo nella futura amministrazione. Gli esponenti del Board of Peace, che domani incontreranno in Israele Benjamin Netanyahu, intendono chiedere al premier israeliano che l'Idf effettui, in parallelo al graduale disarmo di Hamas, dei ritiri graduali. “Non ci possono essere ambiguità: Hamas deve rinunciare al suo potere di governo e a tutti i suoi mezzi bellici e infrastrutture militari. Gaza non potrà mai più tornare a essere una fonte di terrorismo contro Israele”, ha affermato una delle fonti citate da Ravid. Leggi anche Gaza, Netanyahu boccia piano di Trump: "Ritiro solo con disarmo Hamas"
Otto Paesi condannano il rifiuto di Israele del piano Usa per la pace In una dichiarazione congiunta cinque Paesi arabi, Egitto, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania, insieme a Turchia, Pakistan e Indonesia, hanno condannato il rifiuto da parte di Israele del piano del presidente statunitense Donald Trump per Gaza. I media israeliani hanno riportato che l'accusa a Tel Aviv è quella di voler compromettere l'attuazione del piano e gli "sforzi intrapresi per raggiungere una pace giusta e duratura". Il rifiuto del piano da parte di Israele, annunciato la scorsa settimana dal premier Benyamin Netanyahu, "minaccia direttamente di vanificare gli ingenti sforzi profusi dal presidente degli Stati Uniti Trump per porre fine alla guerra a Gaza e creare le condizioni per una pace duratura", hanno sostenuto gli otto Paesi che chiedono un "impegno costante e attivo da parte degli Stati Uniti per garantire e far rispettare pienamente da parte di Israele gli impegni e gli accordi previsti dal Piano globale e dalla sua tabella di marcia, e per prevenire ulteriori ostacoli alla loro attuazione". Israele deve assumersi, si legge nella dichiarazione, "la piena e diretta responsabilità di tutte le conseguenze derivanti dal suo continuo rifiuto, ostruzione, ritardo o inadempienza, compreso qualsiasi conseguente deterioramento della situazione sul terreno e interruzione della fine della guerra a Gaza". Leggi anche Che conseguenze avrà il no di Netanyahu al piano di Trump per Gaza?
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