L’Inter batte la Juve a Perth 2-1, bianconeri di nuovo traditi da Di Gregorio
/lastampa/sportPERTH. Il derby d’Italia (e d’Australia) lo vince l’Inter, meritatamente: una rete per tempo a firma Dimarco e Diouf. La Juventus quasi lo recupera, con Conceiçao in gol nel finale e con Kolo Muani abbattuto in area da Bovio (ma l’arbitro lascia correre). Lo perde Di Gregorio: colpevole e colpevolissimo sui gol. Che fosse in partenza lo si sapeva, ma a questo punto l’acquisto di un nuovo portiere (Suzuki il prescelto, però tocca ancora convincere il Parma) diventa una vera e propria urgenza. Dimarco castiga Dentro da subito sia Kalulu sia Bastoni, che si danno la mano cordialmente andando definitivamente oltre i fattacci di febbraio a San Siro. Altri dati degni di nota circa le formazioni. Spalletti concede la prima titolarità a Yildiz, che gioca in trequarti con Zhegrova e McKennye a supporto di David. Nell’Inter coppia d’attacco Esposito-Bonny. In porta, fiducia a Pavard, per la prima volta. Il numero uno nerazzurro ha comunque avvio soft: si gioca dall’altra parte. Dopo qualche minuto di possesso palla bianconero, è infatti l’Inter a prendere il sopravvento. Spalletti dopo il ko con l'Inter: "Juve da scudetto? Diventiamo prima una squadra" All’11 Barella sfiora il palo con un destro dalla distanza, al 17’ Mkhitaryan si trova davanti alla porta ma non “castiga”. Come invece fa poco dopo Dimarco: Bonny scatta sulla sinistra (McKennie si fa saltare), palla in mezzo e Dimarco anticipa Douglas Luiz e firma l’1-0. Dire che Di Gregorio è incolpevole, non si può. Siamo al 20’. La Juventus prova a reagire, ma raramente ci riesce. Anzi, al 35’ trema per una conclusione dalla distanza di Mkhitaryan, ma questa volta Di Gregorio è pronto e respinge in qualche modo. Per la prima mezza occasione pericolosa dei bianconeri occorre aspettare il 38’, quando Yildiz aggiusta la palla e calcia da fuori. Fuori. C’è giusto il tempo per un battibecco Dimarco-Zhegrova prima che le squadre vadano negli spogliatoi. Secondo tempo, ecco Alajbegovic e Kolo Muani Nella ripresa si cambia, parecchio. Non tanto su sponda Inter (Carlos Augusto e Zielinski per Dimarco e Calhanoglu) quanto su sponda bianconera, laddove Spalletti decide di gettare nella mischia Koopmeiners, Celik, Alajbegovic, Cabal, Conceiçao e Kolo Muani (fuori Kelly, Yildiz, Zhegrova, Douglas Luiz, David e Kalulu). Mettici le forze fresche degli uni, mettici il calo agonistico degli altri: la Juventus riesce ad alzare un po’ il baricentro e dare la sensazione di poter finalmente far qualcosa… da Juve. Ci pensa Alajbegovic (11’ st) a chiamare in causa Provedel. Anche Conceiçao, a destra, si rende protagonista di qualche guizzo. Proprio quando comincia a maturare la sensazione che la Juventus possa agguantare il pareggio, però, giunge la doccia fredda da parte di un’Inter che stava in controllo e attendeva la prima mezza leggerezza altrui per chiudere il match. Esposito verticalizza per il neo entrato Diouf che insacca con la clamorosa connivenza di Di Gregorio: non trattiene, pasticcia e subisce una rete che fa di nuovo giocoforza deflagrare il tema del suo sostituto. Nel finale, però, la Juventus ha un sussulto d’orgoglio. Conceiçao la butta dentro ed evita che inizino i processi, Kolo Muani quasi rimedia un rigore. Ragion per cui, al di là della sconfitta, non è il caso di iniziare processi in casa Juventus. Semmai, di stringere i tempi per un nuovo portiere.



