Fra transizione ecologica e sviluppo industriale, l’analisi di Confindustria: «La decarbonizzazione non può diventare un fattore di perdita di competitività»
Brescia/Economiadi Thomas Bendinelli Il confronto all’Osservatorio congiunturale «Scenari e tendenze». Streparava: «Nel 2026 la bolletta elettrica delle imprese sfiora il miliardo e mezzo» «La decarbonizzazione non può diventare un fattore di perdita di competitività per l’industria europea». Antonio Gozzi parte dall’energia per affrontare uno dei temi chiave per il manifatturiero: come coniugare transizione ecologica e sviluppo industriale. Il vicepresidente di Confindustria, con delega all’Autonomia strategica europea, è intervenuto ieri a Brescia alla 50esima edizione di «Scenari & Tendenze», l’Osservatorio congiunturale promosso da Confindustria Brescia con il sostegno della Camera di Commercio. Per Gozzi l’Europa deve accompagnare la transizione con una vera politica industriale, investimenti nelle infrastrutture energetiche, semplificazione normativa e una revisione dell’ETS (il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO₂), affinché favorisca gli investimenti anziché penalizzare le imprese che continuano a produrre nel continente. «L’autonomia strategica europea passa dalla capacità di preservare e rafforzare la propria base manifatturiera - ha sottolineato -:senza industria non ci sono innovazione, occupazione qualificata né una transizione ecologica realmente sostenibile». Il presidente di Confindustria Brescia Paolo Streparava ha ricordato che «Scenari & Tendenze», nato nel 2008, è stato pensato per offrire alle imprese strumenti di lettura in una fase di cambiamenti continui. Oggi, ha osservato, guerre, tensioni geopolitiche, nuove politiche commerciali e volatilità dei mercati rendono ogni scelta imprenditoriale più complessa. La manifattura bresciana continua a dimostrare capacità di tenuta, ma resta il peso del costo dell’energia: nel 2026 la bolletta complessiva delle imprese industriali bresciane è stimata in circa 1 miliardo e 464 milioni di euro, un livello che continua a incidere sulla competitività. Anche il presidente della Camera di Commercio di Brescia Roberto Saccone ha richiamato l’attenzione sul quadro internazionale, segnato dal rallentamento della crescita mondiale, dalle tensioni energetiche e dalle incertezze geopolitiche. In una fase così instabile, ha spiegato, analisi e scenari affidabili sono strumenti essenziali per orientare investimenti e strategie aziendali. Dopodiché, per Saccone, «Il sistema economico bresciano ha tuttora energie, competenze e creatività per trasformare questa fase complessa in opportunità di sviluppo e competitività, soprattutto se continuerà a investire nella modernizzazione del sistema produttivo e nella formazione delle nuove generazioni».
