Perquisizioni a Finalter, la società del sindaco Sala: indagati Galli e Mezzadri
GiustiziaQuesto articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati La Procura di Milano ha disposto perquisizioni, delegate al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf, nella sede Finalter, la società di cui il sindaco Giuseppe Sala aveva una quota del 20% attraverso un trust mentre l’80% appartiene alla società Cinque G della moglie e della figlia di Pietro Galli, ex consigliere d’amministrazione in Atm e collaboratore di Sala a Expo. Galli – che martedì di è dimesso dal cda di Atm – e l’amministratore delegato della società, il commercialista genovese Giorgio Mezzadri, risultano indagati nell’indagine in cui si ipotizza il reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti. La Finanza si è presentata nella sede della stessa Finalter, nelle loro abitazioni e negli uffici. Gli accertamenti riguardano consulenze per un totale di circa 2 milioni di euro commissionate dal colosso dell’informatica Engineering, che vede Galli nel cda per conto del fondo NB Renaissance. Finalter ha investito 1,2 milioni di euro in un veicolo societario lussemburghese collegato a Engineering, che fornisce servizi al Comune e alle partecipate Mm e A2a e che poi a sua volta ha appunto pagato a Finalter almeno 2 milioni per consulenze. Sala non ha dichiarato il trust nella sua situazione patrimoniale come richiesto per legge ai sindaci. Ha spiegato di non averlo fatto in base a una interpretazione della normativa sulle intestazioni fiduciarie suggerita dal segretario generale del Comune di Milano. Dopo che il Corriere ne ha dato notizia ha annunciato la vendita della quota. Mercoledì ha fatto sapere di aver estinto il trust, come aveva annunciato in Consiglio comunale. Ne deriva la riattribuzione allo stesso Sala delle quote e l’immediata vendita al valore nominale all’altro socio.




