SUPERATO IL LIMITE
Prima PaginaMaraio: “Vannacci è un pericolo per la democrazia: contribuisce a rendere progressivamente accettabili parole e idee che dovrebbero restare fuori dal perimetro politico. Il centrodestra faccia conti” “Ricordiamo tutti la proposta delle classi separate per gli studenti con disabilità, probabilmente una delle uscite più assurde e inaccettabili di Vannacci. Ma non è stata un’eccezione. Sono venute poi le posizioni sui diritti civili, le parole sui femminicidi e una lunga sequenza di provocazioni, ambiguità e ammiccamenti sul fascismo. L’uso della parola ‘rastrellamento’ è soltanto l’ultimo episodio. Presi singolarmente si può provare ogni volta a derubricarli a provocazioni. Messi uno accanto all’altro raccontano invece una linea politica e culturale precisa”. Così Enzo Maraio, segretario nazionale Avanti Psi. “C’è un limite – spiega – oltre il quale la ricerca del consenso attraverso la radicalizzazione del linguaggio e delle posizioni diventa un problema politico e democratico. Quel limite Vannacci lo ha superato da tempo. Quando si mettono in discussione conquiste di civiltà come l’inclusione scolastica e i diritti, quando si banalizzano questioni drammatiche come i femminicidi e quando si continua a giocare con parole, simboli e riferimenti che rimandano al fascismo, non siamo più davanti al folklore di un personaggio”. “Vannacci è diventato – aggiunge – un pericolo per la democrazia perché contribuisce a rendere progressivamente accettabili parole e idee che dovrebbero restare fuori dal perimetro politico. Per questo la questione non riguarda più soltanto Vannacci. Riguarda il centrodestra italiano. Giorgia Meloni, Matteo Salvini, soprattutto gli esponenti di Forza Italia, sono pronti a fare i conti con tutto questo?” “Non servono prese di distanza occasionali dopo l’ennesima uscita. Serve una risposta politica chiara. Perché l’antifascismo, la dignità delle persone e il rispetto dei principi costituzionali non sono patrimonio di una parte: sono le fondamenta della nostra democrazia” conclude.

