Il tribunale spinge +Europa verso l’assemblea. Magi smorza: “Era già prevista”
newsIl Tribunale di Roma ha accolto il ricorso ex articolo 700 presentato dall’avvocato Serafina Funaro per conto della maggioranza dell’organo assembleare di +Europa, aprendo la strada all’elezione di una nuova presidenza dell’assemblea, con buona pace di Riccardo Magi. La spaccatura interna al partito riflette un chiaro equilibrio numerico all’interno dell’organo deliberativo: la componente che fa riferimento al deputato Benedetto Della Vedova e a Matteo Hallisey conta su 54 preferenze, contro le 40 del segretario Magi. Si tratta di dinamiche rilevanti per gli assetti organizzativi del movimento, dato che all’assemblea spettano compiti cruciali come l’approvazione del bilancio, l’indirizzo politico e la convocazione del congresso. A seguito delle dimissioni dell’ex presidente Agnese Balducci, la guida dell’organo era passata ad interim all’avvocato Michele Di Lorenzo: l’obiettivo della maggioranza assembleare è ora la convocazione in tempi brevi di un congresso anticipato, passaggio sollecitato anche per definire i passaggi contabili entro la scadenza del 30 ottobre, dopo la mancata approvazione del bilancio registrata lo scorso 29 maggio. “La decisione del Tribunale restituisce all’Assemblea la piena possibilità di esercitare le proprie prerogative e di ripartire con il processo democratico interno”, hanno dichiarato Benedetto Della Vedova e Matteo Hallisey, che da tempo chiedevano un cambiamento nella guida. Ma Magi prova a ridimensionare la decisione del tribunale: “Ben venga l’elezione di un nuovo presidente dell’Assemblea che si sarebbe comunque tenuta tra pochi mesi. Il nuovo o la nuova presidente avrà la responsabilità di condurre l’organo assembleare di Più Europa nel rispetto del nostro Statuto e delle decisioni dell’ultimo Congresso”. Il segretario nella sua nota ha richiamato una recente sentenza del Tribunale di Roma che ha respinto integralmente i ricorsi contro il Congresso del febbraio 2025, aggiungendo, con una velata frecciata, che “chi solo oggi si fa paladino della legalità statutaria del partito o di quella stabilita con le sentenze dovrebbe fare attenzione a considerarle tutte e non solo quelle che più gli aggradano così come dovrebbe rispettare le deliberazioni di tutti gli organi del partito: dell’Assemblea e, a maggior ragione del Congresso”. Quindi, ha perfino rincarato la dose, ribadendo che “c’'è chi lavora nel partito e per il partito ogni giorno e chi invece punta a spaccarlo per regalarne pezzi a questo o quell’altro offerente”. Quindi Magi, per dimostrare di avere ancora il polso del partito, ha ricordato che “la linea di questa dirigenza è sempre stata cristallina: provare a costruire l’alternativa che può vincere sulle destre di Meloni, Salvini e Vannacci. Un primo polo europeista e progressista, non un terzo polo complice della vittoria degli antieuropei e dei sovranisti”.
