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Leone XIV per i 250 anni degli Usa: “Il Paese ha aperto le porte ai migranti, oggi promuova la pace”
cronaca
Leone XIV per i 250 anni dall'Indipendenza Usa: "L'america è cresciuta aprendo le sue porte ai migranti"
internazionale/esteri"Gli immigrati hanno plasmato il futuro degli Stati Uniti". Usa queste parole papa Leone XIV alla vigilia del suo viaggio a Lampedusa di domani nel giorno dell'anniversario dell'Indipendenza degli Stati Uniti. "Il Papa ha fatto una libera scelta, mi pare una scelta che vivrà di vita propria. Ci sono segnali chiari", ha fatto notare l'arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano. Il discorso del Pontefice "In questi ultimi duecentocinquanta anni, per così tanti popoli in tutto il mondo, è stata la ferma determinazione a realizzare la nobile visione dei padri fondatori della nazione a rendere l'America sinonimo di libertà, mentre il Paese apriva le sue porte a successive ondate di immigrati, consentendo a loro e ai loro figli di contribuire a plasmare il futuro della nazione" ha detto in uno dei passaggi del suo discorso in occasione dell'accettazione della Liberty Medal del 'National Constitutional Center' nel collegamento virtuale con Philadelphia. "Fu proprio questo amore per la libertà a ispirare gli Stati Uniti, nelle ore più buie del secolo scorso, al tempo delle due guerre mondiali, a guardare oltre se stessi e, a costo di grandi sacrifici, a difendere la causa della libertà oltre i propri confini", ha osservato nell’intervento. L'America resti fedele alla visione di libertà dei padri fondatori, ha ammonito il Papa. "Come ogni americano sa, tuttavia, - ha osservato Leone - il percorso per costruire una società che incarni quegli alti ideali di libertà e giustizia per tutti non è sempre stato facile e, per molti aspetti, è ancora in corso. Infatti, lo sforzo per realizzare questa visione deve essere intrapreso di nuovo in ogni generazione e di fronte a sfide sempre nuove", ha osservato. "Oggi, mentre guardiamo al futuro, questo anniversario storico ci offre l'opportunità di riflettere ancora una volta sui principi fondanti della nazione, nella speranza che l'America rimanga sempre fedele al sogno che le ha valso il titolo di terra dei liberi e patria dei coraggiosi". "I principi che ispirarono i padri fondatori dell'America, radicati nella verità della persona umana, li unirono in un'unica causa, in un sogno comune. L'unità diede forza a quel sogno, dando origine, con l'aiuto di Dio, agli Stati Uniti d'America. E pluribus unum – da molti, uno. Affinché una nazione possa prosperare, deve essere veramente unita; unita non da obiettivi legati a imprese momentanee, ma da ideali che non svaniscono con il passare del tempo”. "Possano i principi su cui abbiamo riflettuto oggi – una dignità umana condivisa, l'uguaglianza e i diritti sanciti nella Dichiarazione d'Indipendenza – essere sempre fonte di tale unità e luce guida per il presente e per gli anni a venire", l'auspicio. "Come figlio di questa grande nazione, fondata da uomini e donne coraggiosi che sognavano la libertà e una vita migliore per sé stessi e per i propri figli, mi unisco a voi nel chiedere la benedizione di Dio sul futuro dell'America, affinché gli alti ideali sanciti all'inizio della Dichiarazione d'Indipendenza continuino a guidare la prosperità della nazione nell'unità, nella giustizia e nella pace" conclude. Cardinal Reina: "Da Papa Leone risposta ineccepibile a Trump" "Papa Leone sta svolgendo in maniera ineccepibile il suo mandato, il suo ministero, di successore di Pietro, il dolce Cristo in terra, come si chiamava una volta. Ha il compito di far riecheggiare il Vangelo in ogni tempo e in ogni stagione. E Papa Leone ha risposto in maniera ineccepibile al presidente Trump, e cioè il mio dovere è difendere la dignità di ogni persona umana" ha affermato il cardinale vicario per la Diocesi di Roma, Baldassare Reina, ospite di Tg2 Post. "Ricordare il valore della pace, che è stato un po' il suo primo grande monito, accompagnato e sostenuto nel tempo. E questo è quello che deve fare un Papa, questo è quello che sta facendo Papa Leone. Ripeto, gli attacchi del presidente Trump - ha ribadito Reina - mi sembrano assolutamente infondati, rivolti a un'autorità che non è innanzitutto un'autorità politica, ma è innanzitutto un'autorità religiosa. È quello che deve fare un Papa. E quindi io mi auguro che il dialogo con gli Stati Uniti, che indubbiamente è una grandissima democrazia, si possa riprendere anche con l'Italia. Ecco, guardiamo a questo scenario non senza qualche preoccupazione. Però non consentire al Papa di dire quello che ha detto nelle scorse settimane sinceramente è inaccettabile". Quanto all'ipotesi che Trump possa replicare a quanto affermato oggi da Papa Leone."Penso di sì" ha risposto Reina.

Leone XIV invia un messaggio agli Usa prima del 4 luglio: difesa della vita ma anche dei migranti
2026Leone XIV ha rivolto venerdì un messaggio agli Stati Uniti incentrato sui migranti e sulla libertà, due temi che hanno caratterizzato finora il secondo mandato presidenziale di Donald Trump, alla vigilia del 250° anniversario dell'Indipendenza Usa. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Il 4 luglio il Papa, nativo di Chicago, sarà in visita in un'isola simbolo delle migrazioni, Lampedusa, una scelta vista da molti come una coincidenza non casuale per un Pontefice che ha marcato un solco con la Casa Bianca e con il cattolicesimo conservatore statunitense, non da ultimo con la conferma delle scomunica ai tradizionalisti lefebvriani di pochi giorni fa. Cosa ha detto il Papa nel suo messaggio agli Stati Uniti "È stata la ferma determinazione a realizzare la nobile visione dei padri fondatori della nazione a rendere l'America sinonimo di libertà, mentre il Paese apriva le sue porte a successive ondate di immigrati, consentendo a loro e ai loro figli di contribuire a plasmare il futuro della nazione", ha detto Leone XIV in videocollegamento con Filadelfia, per la consegna della Liberty Medal. Per il Pontefice i migranti fanno parte dell'identità nazionale Usa e ne sono un fattore di crescita. "Uomini e donne di diverse origini, religioni e lingue, sono stati in grado", ha detto, "di trovare quel terreno comune e la forza necessaria per perseguire un futuro migliore". Nella stessa direzione sembra andare anche un altro passaggio dell'intervento. "La grandezza morale di una nazione si manifesta, soprattutto, nella sua capacità di sostenere, proteggere e custodire la vita di tutti, specialmente dei più vulnerabili e di coloro il cui valore viene messo in discussione", ha detto il Papa. Maggiore sintonia con il cattolicesimo più tradizionalista invece sul valore della vita, "un dono tanto prezioso" che deve "ispirare leggi che riconoscano e tutelino questo dono dal momento del concepimento fino alla morte naturale", detto a quegli Stati Uniti in cui dal 2022 il diritto all'aborto non è più protetto a livello federale ed è di fatto bandito in diversi Stati. "God bless America", ma Leone XIV sarà a Lampedusa Filadelfia è la citta della Liberty Bell e della dichiarazione d'indipendenza proclamata il 4 luglio 1776. "Come figlio di questa grande nazione, fondata da uomini e donne coraggiosi che sognavano la libertà e una vita migliore per se stessi e per i propri figli, mi unisco a voi nel chiedere la benedizione di Dio sul futuro dell'America, affinché gli alti ideali sanciti all'inizio della Dichiarazione d'Indipendenza continuino a guidare la prosperità della nazione nell'unità, nella giustizia e nella pace", ha detto il Papa nel suo collegamento con il National Constitution Center. Mentre gli Stati Uniti celebreranno in pompa magna il 4 luglio 2026, Robert Francis Prevost sarà a Lampedusa, dove lo attendono tra le "le 8mila e le 15mila persone" e oltre 220 giornalisti, hanno reso noto le autorità civili e religiose locali. La visita che cade a 13 anni da quella di papa Francesco è una "carezza per i migranti" e un messaggio chiaro "contro la remigrazione", ha detto l'arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano, inclusi quanto hanno perso la vita e sono sepolti nel cimitero dell'isola, dove Leone si raccoglierà in preghiera sabato mattina prima di celebrare una grande messa con i fedeli.

Il Quattro luglio del Papa con un messaggio a Trump: «Usa plasmati dai migranti»
VaticanoAlla vigilia del 4 luglio, il giorno in cui gli Stati Uniti celebrano il 250esimo anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza, Leone XIV sceglie di rivolgersi direttamente al suo Paese con un discorso che, pur senza mai citare Donald Trump, appare come un formidabile richiamo ai principi fondativi dell'America e, insieme, una risposta alle profonde divisioni che attraversano oggi la società statunitense. Il primo Pontefice americano della storia non entra nello scontro politico, ma ricorda quali siano, a suo giudizio, le colonne portanti dell'identità nazionale: la dignità della persona, l'uguaglianza, la libertà religiosa, l'unità e l'accoglienza di chi arriva da lontano. Il messaggio arriva durante il collegamento con il National Constitution Center di Philadelphia, dove Leone XIV riceve virtualmente la Medaglia per la Libertà Religiosa, il più prestigioso riconoscimento americano dedicato alla difesa della libertà di coscienza e dei diritti fondamentali. È il primo Papa a esserne insignito. In passato il premio era stato assegnato a figure come Volodymyr Zelensky, Jimmy Lai, John McCain, John Lewis, Ruth Bader Ginsburg, il Dalai Lama, Hillary Clinton e George W. Bush. Il valore politico dell'intervento, tuttavia, non risiede tanto nella cerimonia quanto nel momento in cui viene pronunciato. Alla vigilia della festa nazionale mentre il dibattito pubblico è dominato dalle politiche migratorie, dalle tensioni culturali e dalla crescente polarizzazione, Papa Prevost propone una lettura dell'identità americana che affonda le radici nella sua storia migliore. «La grandezza morale di una nazione - afferma - si manifesta soprattutto nella sua capacità di sostenere, proteggere e valorizzare la vita di tutti, in particolare dei più vulnerabili e di coloro il cui valore viene messo in discussione». È un passaggio che supera il tradizionale riferimento alla difesa della vita nascente e abbraccia ogni persona fragile: chi vive nella povertà, chi è escluso, chi fugge dalla guerra, chi cerca un futuro migliore. Leone XIV esordisce presentandosi come «figlio di questo grande Paese» e ricorda che gli Usa sono diventati un punto di riferimento proprio perché hanno saputo trasformare gli ideali dei Padri fondatori in un progetto aperto. «Per tanti popoli - osserva - l'America è diventata sinonimo di libertà mentre apriva le sue porte a successive ondate di immigrati, consentendo a loro e ai loro figli di contribuire a plasmare il futuro della nazione». È il passaggio che più chiaramente si inserisce nel dibattito politico americano mentre la Casa Bianca continua a fare della sicurezza delle frontiere e delle espulsioni uno dei cardini della propria agenda. Il Pontefice insiste poi sull'unità, un tema che attraversa tutto il suo magistero fin dall'inizio del pontificato. «Affinché una nazione possa prosperare - afferma strappando applausi - deve essere veramente unita; unita non da obiettivi legati a imprese momentanee, ma da ideali che non svaniscono con il passare del tempo». Quegli ideali sono gli stessi scolpiti nella Dichiarazione d'Indipendenza: dignità umana, uguaglianza e diritti inalienabili, indicati come la bussola capace di orientare ancora oggi la vita pubblica americana. Un altro passaggio significativo riguarda la libertà religiosa, definita non solo come diritto individuale ma come motore del dialogo tra le diverse confessioni. Secondo Leone XIV è proprio questa tradizione ad avere consentito agli Stati Uniti di costruire una società capace di confrontarsi sulle grandi questioni morali senza rinunciare al rispetto reciproco. Da qui l'auspicio che il dibattito pubblico torni a essere «caratterizzato dalla moderazione, dal rispetto delle opinioni altrui e dalla costante ricerca di un terreno comune per promuovere la pace e la riconciliazione». Ma il messaggio papale non si esaurisce nelle parole. Acquista un significato più eloquente se letto insieme alla scelta compiuta per il giorno successivo: ha rinunciato a recarsi negli Usa per essere a Lampedusa proprio il 4 luglio, la frontiera del Mediterraneo dove migliaia di migranti continuano a rischiare la vita per raggiungere l'Europa. Così, mentre l'America festeggia la propria indipendenza, il Papa stamattina porta il suo magistero nel luogo che più di ogni altro rappresenta il dramma delle migrazioni. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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