Guardiola ct, il piano di Maldini per rivoluzionare il calcio italiano
/lastampa/sportL’ha dichiarato urbi et orbi proprio in una intervista a Sky Sport, il presidente federale Giovanni Malagò: «Sì, ci sono altri nomi possibili per il ruolo da commissario tecnico». E l’ha dichiarato – particolare non di poco conto – proprio nel giorno, ieri, in cui Sky Sport ha ripetuto e ribadito più o meno senza soluzione di continuità che nel weekend il direttore tecnico della Figc e presidente del Club Italia, Paolo Maldini, ha incontrato Josep Guardiola. C’era anche Leonardo, a Barcellona, venue dell’incontro leggendario, che della Federazione Italiana Giuoco Calcio è consulente. Blitz Manco a dirlo, l’obiettivo del blitz “azzurro” non era meramente quello di condividere una paella, bensì di parlare di calcio. Di calcio italiano. O meglio, per ingolosirlo non gli hanno proposto soltanto di gestire la Nazionale italiana, bensì il calcio italiano tutto. Diventando il personaggio chiave di una operazione che mira a stravolgere completamente il nostro approccio calcistico: le giovanili, la tattica, i principi di gioco, l’organizzazione. Ecco perché Pep – che all’Italia è legato da tempi dell’esperienza al Brescia di Mazzone (dal settembre 2001 al giugno 2003) - s’è detto quantomeno disposto a riflettere su questa proposta. Lasciando però bene intendere che al momento le possibilità di un via libera sono bassine. Guardiola, del resto, proprio pochi giorni fa aveva pubblicamente spiegato il perché e il percome avesse iniziato ad immaginare un periodo finalmente fatto di relax e di priorità invertite rispetto agli ultimi anni, decenni: «Mentalmente non sento la mancanza di nulla. Non penso che tra due settimane o un mese dovrò ricominciare tutto da capo. Sto semplicemente cercando di capire come sarà la mia vita ora - ha sottolineato in una intervista all'azienda di trading di criptovalute Okx –. Cercherò di godermi le cose che non ho mai fatto prima». Le difficoltà E se anche Guardiola dovesse lasciarsi convincere, subentrerebbero allora questioni concrete di sostenibilità. L’opzione Pep sarebbe infatti praticabile solo a patto d’uno sforzo immane da parte di sponsor (in termini economici) e di club di Serie A (in termini di collaborazione). Ancora Malagò: «A chi dice di prendere un “mammasantissima” dico che la prima domanda da farsi è se il profilo sia interessato. La seconda è che richieste o pretese possa avere. E poi se questa cosa è conciliabile coi nostri bilanci». Le alternative: Mancini, Conte, Pioli Ecco perché, dunque, non vengono meno altre piste che si collocano agli antipodi rispetto al jolly Guardiola vuoi in termini di popolarità e indice di gradimento, vuoi in termini di blasone ed esperienza. Per dire, Andrea Pirlo, anche lui già contattato da Maldini e Leonardo: calciatore mitologico, ma allenatore ancora in fase di definizione. A differenza di Guardiola non ha vinto decine di trofei: la sua carriera finora si limita a 1 Supercoppa italiana e 1 Coppa Italia con la Juventus di Ronaldo, che però era reduce da 9 scudetti di fila. Poi, due esoneri (nella serie B italiana con la Samp e in Turchia) e una promozione nella massima serie degli Emirati con lo United Fc di Dubai. Altri nomi caldi, sono quello di Roberto Mancini, che convince particolarmente Malagò (ma pesa il tradimento con fuga inattesa del 2023). E quello di Antonio Conte, spinto dai club di Serie A che però ha dichiarato di non essere mai stato contattato. Outsider: Stefano Pioli.

