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Il pacco bomba a Monaco, caccia a una donna "abilissima a travestirsi da uomo". Ricerche in Europa (Italia inclusa)
MondoDonna, trent'anni circa, ucraina. Con un'abilità particolare: camuffarsi e sembrare un uomo. Questo l'identikit della principale sospettata dell'esplosione che lunedì ha ferito tre persone, tra cui l'oligarca ucraino Vadym Ermolaev, nel Principato di Monaco. Da allora è introvabile e le ricerche sono state estese a tutta Europa. Tra le ipotesi, formulate dalla stampa francese, anche quella della fuga in Italia. Su richiesta delle autorità giudiziarie del Principato, si sono mobilitate le forze di polizia europee.
L'identikit
L'immagine della donna che corre - con un giaccone nero, un cappello scuro tipo bob, e dei jeans chiari - è apparsa su diversi media francesi, poi rilanciata sul web e sui social.
Gli inquirenti sono arrivati alla sospettata grazie a un testimone. Si sa che è ucraina, ma residente in Germania. Le viene attribuita una spiccata abilità nel "camuffarsi in modo da sembrare un uomo".
Nei giorni precedenti l'attentato e la mattina stessa prima di passare all'azione, avrebbe fatto diversi sopralluoghi davanti alla casa di Ermolaev, della compagna Anna Nasobina e del figlio tredicenne della coppia. Questa la ricostruzione: poco prima delle 21 di lunedì la donna ha individuato la famiglia ucraina nel quartiere attorno alla place des Moulins e ha cominciato a seguirla, comparendo nei video di diverse telecamere. Quando gli Ermolaev si avvicinano alla loro abitazione, la donna li supera per precederli e si ferma circa 10 metri davanti a loro. Si dirige verso la casa, sale i tre gradini davanti al portone d'ingresso e lascia in terra il pacco bomba. Poi, molto velocemente, lascia la zona, fermandosi soltanto per verificare che la famiglia entri nella palazzina. Per primo, supera il portone il tredicenne figlio di Ermolaev, che resta ferito lievemente. Ma è nel momento in cui Anna Nasobina passa vicino all'ordigno, che l'attentatrice fa scattare il comando a distanza che provoca l'esplosione. E' infatti la donna, ancora oggi, la più gravemente ferita, in prognosi riservata e con le gambe amputate. Le indagini sono tuttora in corso anche per chiarire movente e dinamica dell'attentato.
Il bersaglio
Il bersaglio dell'attentato è Vadym Ermolaev. Oligarca ucraino, vive ormai stabilmente a Monaco. Il suo nome è legato al gruppo Alef, attivo nella produzione industriale, nella metallurgia, nello sviluppo immobiliare, nella logistica e nel commercio.
Il milionario è soggetto a sanzioni dal dicembre 2023 per volere del presidente ucraino Zelensky. Secondo diversi media che citano i servizi di sicurezza ucraini, queste sanzioni derivano dalla decisione del multimilionario di continuare le sue attività di commercio di alcolici in Crimea, territorio sotto occupazione russa.
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