
Un passeggero di 61 anni, l'imprenditore serbo Ljubisa Karović, è sopravvissuto a un grave incidente avvenuto durante un volo della compagnia Ryanair da Salonicco (Grecia) a Memmingen (Germania). Durante il tragitto, uno dei finestrini del Boeing 737-800 si è rotto improvvisamente, causando la quasi espulsione dell'uomo dall'aeromobile.
Ljubisa Karović riporta diverse lesioni fisiche derivanti dall'evento, tra cui:
Sul piano psicologico, il passeggero dichiara di essere mentalmente distrutto e di soffrire di ansia ogni volta che sente il rumore di un aeroplano. L'uomo ha attribuito la propria sopravvivenza alla cintura di sicurezza ancora allacciata e al presunto intervento del destino.\n
Il racconto della moglie dell'uomo, Svetlana, evidenzia come sia intervenuta d'istinto afferrandogli le gambe nel momento in cui metà del suo corpo sporgeva dall'esterno del velivolo. Al salvataggio ha contribuito anche l'intervento di un altro passeggero albanese.
In merito all'accaduto, la compagnia Ryanair ha rilasciato dichiarazioni attraverso il proprio direttore finanziario, sottolineando che:
Attualmente è in corso una battaglia legale per il risarcimento del danno subito dal passeggero.
Argomento non politicamente divisivo.
Questo topic non presenta una frattura narrativa lungo l'asse sinistra/destra. Le notizie di sport, cronaca leggera, scienza, meteo e cultura tendono a essere trattate in modo omogeneo indipendentemente dall'orientamento editoriale della testata.
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Incidente Ryanair, l'uomo quasi risucchiato dal finestrino: "Vivo grazie alla cintura di sicurezza"
esteri
Parla l’uomo risucchiato dal finestrino dell’aereo, Ljubisa Karović: “Dormivo, ora quel rumore non va più via”
Esteri“L’esplosione è ciò che ricordo di più, quel rumore ora è sempre presente quando chiudo gli occhi” ha raccontato il 61enne serbo che porta sul corpo e nella mente ancora i segni di quella terribile e traumatica esperienza. È ancora tormentato dal dolore ma soprattutto dallo shock Ljubisa Karović, il 61enne serbo risucchiato fuori dal finestrino dell’aereo su un volo Ryanair da Salonicco a Memmingen all’inizio di luglio. L’uomo, che si sta riprendendo, ha parlato per la prima volta di quella esperienza terribile e traumatica di cui porta sul corpo ancora i segni, con lividi, dolori e un collare ortopedico che deve mantenere ancora per almeno sei settimane. "L'esplosione è ciò che ricordo di più", ha affermato l'imprenditore serbo in un'intervista al Guardian in cui ripercorre quei pochi secondi di cui ha memoria. Come ha ricordato in precedenza la moglie, che lo ha tenuto bloccato per le gambe riuscendo poi a tirarlo dentro con l’aiuto di altri passeggeri, in quei momenti ha più volte perso conoscenza e in ospedale inizialmente non ricordava quasi nulla. Ljubisa Karović stava dormendo sul suo posto accanto al finestrino quando l’esplosione, forse causata dalla rottura del motore, lo ha svegliato di soprassalto. Una frazione di secondi dopo si è ritrovato con la testa e le spalle fuori dall’aereo a 4.500 metri di altitudine e a una velocità di oltre 600 km/h, rischiando di morire mentre a bordo venivano calate le maschere per l’ossigeno e i passeggeri temevano di stare precipitando. Fondamentale il fatto che tenesse la cintura di sicurezza allacciata e che la moglie e gli altri passeggeri lo abbia subito afferrato per le gambe tirandolo dentro in pochi minuti. Il tutto è durato un minuto e mezzo o due minuti, durante i quali l’uomo è stato a un passo dalla morte. “Non ricordo molto e ho ancora mal di testa e collo, ma sono ancora vivo. Potrebbe essere stata la cintura di sicurezza, il fatto che fossi ancora allacciato. Sono stato fortunato ma forse è il destino. Credo in Dio e lo ringrazio ogni giorno” ha detto il 61enne. Oltre ai lividi e ai dolori, da quando si è svegliato in ospedale, quello scoppio non la ha più abbandonato. “Quel rumore ora è sempre presente quando chiudo gli occhi per dormire" ha confermato infatti il 61enne che si dice non pronto per tornare su un aereo e si è rivolto ora una legale lamentando la mancanza di assistenza a bordo. “Il mio cliente è svenuto due o tre volte, una volta fuori dall'aereo quando è stato parzialmente risucchiato fuori dal finestrino, e due volte all'interno quando, di nuovo, ha perso conoscenza. In nessun momento l'equipaggio di cabina si è offerto di aiutarlo” ha affermato l’avvocato smentendo le dichiarazioni della compagnia che invece ribadisce che “Non appena l'aereo è sceso a una quota di sicurezza, il nostro personale di cabina si è preso cura del signor Karović, assistendolo e spostandolo in un altro posto (accanto alla moglie) e ha predisposto la presenza di un medico a bordo che li avrebbe assistiti fino all'atterraggio in sicurezza a Salonicco. Hanno inoltre predisposto la presenza di assistenza medica all'arrivo a Salonicco".

Parla l’uomo risucchiato dal finestrino sul volo Ryanair: cosa gli succede quando sente il rumore di un aereo. L’appello: «Non fate come me»
ESTERILjubisa Karović dice di ricordare solo l'esplosione. Il salvataggio grazie alle moglie e un passeggero albanese. Le accuse a Ryanair e la risposta della compagnia Ustioni e lividi sul braccio destro, all’ascella e sul petto. Un collare cervicale da portare per settimane e le notti insonni, perché quel momento continua a tornargli in mente. È il bilancio fisico e psicologico di Ljubisa Karović, 61 anni, imprenditore serbo proprietario di una fabbrica di alluminio, che il 10 luglio scorso ha rischiato di essere risucchiato fuori dal finestrino di un Boeing 737 Ryanair. «Sono stato fortunato perché sono ancora vivo e posso raccontarlo», ha dichiarato al Guardian. Cosa è successo sul volo Ryanair Salonicco-Memmingen L’aereo, decollato da Salonicco e diretto a Memmingen, in Germania, è dovuto rientrare poco dopo il decollo a causa di un guasto a un motore, che ha provocato la rottura del finestrino accanto al posto 11C, occupato proprio da Karović. Le indagini sull’accaduto sono ora condotte dagli esperti statunitensi dell’Ntsb, dopo che la Grecia ha ceduto loro la guida dell’inchiesta. Il racconto di Karović: «L’esplosione è ciò che ricordo» Nelle interviste rilasciate alla tv britannica Itv e al quotidiano The Guardian, il passeggero ha ricostruito quei minuti: «L’esplosione è ciò che ricordo. È il rumore prima del caos, il rumore che c’è sempre quando chiudo gli occhi per dormire». Dimesso il 17 luglio dopo una settimana di ricovero, Karović ammette di non ricordare molto: «Potrebbe essere stata la cintura di sicurezza, il fatto che fossi ancora allacciato. Ma forse è il destino. Credo in Dio e lo ringrazio ogni giorno». Quando il finestrino è saltato, l’uomo si è ritrovato con metà corpo fuori dall’aereo per un paio di minuti, mentre il velivolo viaggiava a 600 chilometri orari e oltre 5mila metri di quota. Ora sta recuperando in una villa affittata a Katerini, vicino a Salonicco, e non se la sente di tornare a volare. Il salvataggio: il ruolo della moglie e di un passeggero albanese A raccontare i momenti del salvataggio è la moglie Svetlana, seduta tre file più indietro, al posto 14C: «Sono corsa anch’io. Nessuno dell’equipaggio ha aiutato. Sono stati i passeggeri a darci una mano». Decisivo, secondo la donna, l’intervento di un uomo, probabilmente albanese, che ha prima provato a bloccare il finestrino con una borsa, subito risucchiata fuori, e poi con una valigia, che invece ha retto: «Gli siamo eternamente grati», ha aggiunto Svetlana, sottolineando come quel gesto è stato così potente da far dimenticare senza esitazioni la storica rivalità tra le due comunità. Le accuse a Ryanair e la replica della compagnia sulla gestione dell’emergenza Karović e la moglie, tramite l’avvocato greco Vasilis Tsiaras, anch’egli a bordo del volo, si preparano a una battaglia legale sul risarcimento, parlando di un cliente «vivo per errore». Tsiaras chiarisce di non avere lamentele verso i piloti, che avrebbero gestito bene l’emergenza, ma punta il dito contro l’equipaggio di cabina: «In nessun momento si è offerto di aiutare, sono rimasti paralizzati dalla paura». Ryanair respinge le accuse e difende il lavoro «straordinario» degli assistenti di volo, ricordando che durante la depressurizzazione tutti, passeggeri ed equipaggio, sono tenuti ad allacciare le cinture e indossare le maschere d’ossigeno, e che una volta raggiunta una quota sicura il personale si è preso cura del passeggero fino all’atterraggio a Salonicco, assistito anche da un medico presente a bordo. Karović, che dovrà valutare con i medici un possibile intervento chirurgico al termine delle sei settimane di collare, lancia un appello a tutti i viaggiatori: «Allacciate sempre la cintura di sicurezza. Non voglio che nessuno soffra quello che è successo a me».

Parla l’uomo risucchiato dal finestrino: “Mi ha salvato la cintura, o forse Dio”
CronacaROMA – L’uomo risucchiato dal finestrino. Ljubisa Karovic ricorda l’esplosione. Il fragoroso rumore del finestrino che si frantuma e lo sveglia di soprassalto, al suo posto 11F, sul volo Ryanair del mattino presto dalla Grecia alla Germania. E’ sopravvissuto e ancora non riesce a farsene una ragione, racconta al Guardian. “Il rumore che precede il caos, il rumore che è sempre presente quando chiudo gli occhi per dormire”. Ha ustioni e i lividi violacei sul braccio destro, che si estendono fino all’ascella e al petto. “Sono fortunato. Non ricordo molto e ho ancora mal di testa e collo, ma sono ancora vivo. Potrebbe essere stata la cintura di sicurezza, il fatto che fossi ancora allacciato. Ma forse è il destino. Credo in Dio e lo ringrazio ogni giorno”. “Mi dicono che sono svenuto due volte e poi di nuovo all’interno dell’aereo, e che il mio viso si è gonfiato e deformato per un breve periodo a causa della pressione, del flusso d’aria. Mia moglie me lo ricorda sempre”. Karovic, proprietario di una fabbrica di alluminio con sede in Serbia che da anni esporta merci in tutto il mondo e da sempre un assiduo viaggiatore in aereo, rabbrividisce al solo pensiero di dover viaggiare di nuovo in aereo. “Ritorno alla mente immagini, il rumore dell’esplosione, il caos, ma voglio guarire. E sì, ci dovrebbe essere anche un risarcimento. Non solo email incentrate sulla riprenotazione del volo…”. “Assicuratevi sempre di allacciare la cintura di sicurezza. Non voglio che nessuno subisca quello che è successo a me”.

Ljubisa Karovic, «vivo per errore»: è l’uomo quasi risucchiato fuori dall’aereo Ryanair per il finestrino rotto. «Non riesco a uscire e tutto mi dà fastidio»
Economia/trasporti/aereidi Redazione Economia Il racconto di Ljubisa Karovic, il passeggero serbo di 61 anni: «Mentalmente sono distrutto e ogni volta che sento il rumore di un aereo mi viene l’ansia». Battaglia legale sul risarcimento Ljubisa Karović, il passeggero serbo di 61 anni quasi risucchiato fuori dal volo Ryanair Ha ustioni e lividi un po’ ovunque. Sul braccio destro, all’ascella, al petto. Deve portare per qualche settimana un collare cervicale. Fa fatica a dormire la notte perché quel momento gli viene sempre in mente. «Ma sono stato fortunato perché sono ancora vivo e posso raccontarlo», dice Ljubisa Karović, il passeggero serbo di 61 anni che la mattina del 10 luglio scorso ha rischiato di essere risucchiato fuori dal Boeing 737 di Ryanair dopo il problema a un motore che ha portato alla rottura del finestrino di fianco al posto 11C, dove era seduto lui. Nelle ultime ore il viaggiatore — uno abituato a volare — padre di due figli, salvato dalla moglie (seduta tre file dietro) e da altri passeggeri, ha parlato con la tv britannica Itv e al quotidiano The Guardian. «Non riesco a uscire, tutto mi dà fastidio — spiega —: mentalmente sono distrutto, questo ha avuto un impatto enorme sulla mia vita. Ogni volta che sento il rumore di un aereo, mi viene l’ansia». Del caso si sta occupando il suo avvocato greco, Vasilis Tsiaras — anche lui a bordo di quel volo —, che parla di qualcuno che è «vivo per sbaglio». Un anticipo di una battaglia legale che si annuncia durissima sul fronte dell’indennizzo. L’INCIDENTE Ryanair, finestrino si rompe in volo in Grecia: passeggero trattenuto per non essere risucchiato fuori di Leonard Berberi Il 10 luglio il volo Ryanair Salonicco-Memmingen (Germania) è rientrato poco dopo il decollo quando il Boeing 737 si è ritrovato con un motore fuori uso e un finestrino saltato. Le indagini, guidate dagli esperti americani dell’Ntsb, stanno cercando di capire le cause dell’incidente. Karović, che si sta riprendendo trascorrendo qualche giorno in una villa affittata a Katerini, località costiera vicino a Salonicco, ricorda il rumore assordante. «L’esplosione è ciò che ricordo», racconta l’imprenditore serbo. «E il rumore prima del caos, il rumore che c’è sempre quando chiudo gli occhi per dormire». L’uomo è stato dimesso il 17 luglio, dopo una settimana in ospedale. «Sono fortunato — ammette —. Non ricordo molto e la testa e il collo mi fanno ancora male, ma sono ancora vivo. Potrebbe essere stata la cintura di sicurezza, il fatto che fosse ancora allacciata. Ma forse è il destino. Credo in Dio e lo ringrazio ogni giorno». Quando il finestrino è saltato e lui si è ritrovato con metà corpo fuori, per un paio di minuti, il velivolo viaggiava a 600 chilometri orari e a oltre 5 mila metri di quota. «Sono corsa anch’io. Nessuno dell’equipaggio ha aiutato. Sono stati i passeggeri a darci una mano», aggiunge la moglie Svetlana, seduta al posto 14C — lato corridoio, tre file dietro al marito —. «Un uomo, credo fosse albanese, è stato incredibile. Ha fatto di tutto per tirarlo dentro e poi ha cercato di bloccare il finestrino, prima con una borsa che è stata subito risucchiata fuori e poi con una valigia. E ha funzionato. Gli siamo eternamente grati». La pace ad alta quota, se si pensa alla storica rivalità tra serbi e albanesi. Il malcapitato e la moglie, tramite l’avvocato, contestano a Ryanair diverse mancanze. «Non abbiamo lamentele nei confronti dei piloti, che hanno seguito i protocolli di sicurezza e hanno gestito la situazione molto bene», sostiene Tsiaras. «Ma in nessun momento l’equipaggio di cabina si è offerto di aiutare», attacca. «Sono rimasti paralizzati dalla paura, forse dovuta alla convinzione che, con la drastica perdita di quota, l’aereo stesse per precipitare. Sono stati gli altri passeggeri a organizzarsi e a dare acqua a Ljubisa». SICUREZZA Incidente sul volo Ryanair, la Grecia cede la guida dell’inchiesta sul finestrino agli americani dell’Ntsb di Leonard Berberi La compagnia aerea low cost difende il comportamento degli assistenti di volo. L’equipaggio di cabina ha svolto un «lavoro straordinario», ricordando che durante il processo di depressurizzazione e discesa rapida a quota inferiore, tutti i passeggeri e l’equipaggio di cabina sono tenuti ad allacciare le cinture di sicurezza e indossare le maschere d’ossigeno. «Non appena l’aereo è sceso a una quota sicura, il nostro equipaggio di cabina si è preso cura del passeggero, facendo in modo che un medico a bordo restasse con lui fino all’atterraggio sicuro dell’aereo a Salonicco». «Mi dicono che sono svenuto due volte, e di nuovo dentro l’aereo, e che il mio viso era gonfio e deformato a causa della pressione, del flusso d’aria», prosegue Karović, proprietario di una fabbrica di alluminio. L’uomo non se la sente di volare di nuovo. I medici gli hanno detto che il recupero sarà lento, dovrà tenere il collare cervicale per almeno sei settimane, al termine delle quali stabiliranno se sarà necessario un intervento chirurgico. «Allacciate sempre la cintura di sicurezza — il suo messaggio a tutti —. Non voglio che nessuno viva quello che è successo a me». APPROFONDISCI CON IL PODCAST
Parla l'uomo risucchiato dal finestrino rotto durante un volo: "L'esplosione è l'unica cosa che ricordo"
mondoL'uomo porta ancora i segni fisici dell'accaduto: ustioni e contusioni che dal braccio destro arrivano fino al torace, e un collare cervicale che dovrà indossare per settimane. Nonostante tutto, Karović si è detto consapevole di essere stato fortunato: "Sono fortunato. Non ricordo molto e la testa e il collo mi fanno ancora male, ma sono vivo. Potrebbe essere stata la cintura di sicurezza, il fatto che fossi ancora allacciato. O forse è il destino: credo in Dio e lo ringrazio ogni giorno". A salvarlo, oltre alla cintura di sicurezza, è stata anche la prontezza della moglie Svetlana: seduta tre file più indietro è accorsa insieme ad altri passeggeri per tirarlo dentro la cabina.
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