New York Times: "Israele voleva uccidere i due negoziatori iraniani"
MondoNel mirino di Tel Aviv il ministro degli Esteri Araghchi e il presidente del parlamento Ghalibaf, due figure chiave delle trattative. La Casa Bianca ha fatto avvisare Teheran, per la paura che l'operazione mettesse fine al dialogo Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati Israele aveva pianificato l’uccisione dei due negoziatori iraniani, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, proprio nel corso dei delicati colloqui di pace di primavera con Washington. Lo hanno riferito al New York Times alcune fonti statunitensi, secondo cui i timori sarebbero aumentati nel pieno delle trattative per un accordo ponte, sollevando lo spettro che un’azione del genere potesse far fallire i negoziati e innescare un’escalation militare nella regione. Gli Stati Uniti avrebbero chiesto ad alcuni alleati regionali di avvertire Teheran del rischio di un’operazione mirata israeliana contro i due alti funzionari, considerati figure chiave del dialogo diplomatico. In risposta all’allarme, l’Iran avrebbe potenziato significativamente le misure di sicurezza a tutela della propria delegazione. Secondo gli Usa, Araghchi e Ghalibaf potevano essere target legittimi di Israele nel momento di massima tensione e durante i combattimenti, dal momento che lo scopo era anche quello di rovesciare il governo della Repubblica Islamica. Le cose sono cambiate però dopo l’inizio delle trattative. A quel punto ogni tentativo di ucciderli avrebbe messo fine ai colloqui per raggiungere un cessate il fuoco duraturo. Già a marzo, il Wall Street Journal aveva rivelato l’inserimento da parte di Israele di Araghchi e Ghalibaf nella lista di obiettivi. Li aveva poi rimossi in seguito all’avvio dei negoziati tra Usa e Iran, per non comprometterli. Secondo il New York Times la notizia evidenzia una volta di più come i piani militari di Israele e Stati Uniti si siano progressivamente allontanati con il passare delle settimane. “I sospetti dell’amministrazione Trump su un possibile complotto israeliano per uccidere i due principali negoziatori – si legge – dimostrano come gli obiettivi bellici di Stati Uniti e Israele, inizialmente molto simili, si siano rapidamente discostati in modo radicale. E mentre in aprile gli Stati Uniti auspicavano un accordo di pace, Israele si mostrava scettico sulla cessazione delle ostilità”.



