
Patrimonio dimezzato per Elon Musk. Tra Tesla e SpaceX perde 684 miliardi di dollari
economia
Elon Musk perde 500 miliardi in un mese, ma punta su una nuova raccolta per The Boring Company
EconomiaLa fortuna di Elon Musk ha vissuto il peggior mese finanziario della sua storia. Il patrimonio del fondatore di Tesla e SpaceX è passato da un picco stimato di circa 1.320 miliardi di dollari a circa 832 miliardi di dollari nel giro di un mese, con una perdita di circa 500 miliardi di dollari, pari a un calo vicino al 37%. Secondo le rilevazioni di Benzinga, il patrimonio di Musk ha registrato una delle più rapide contrazioni mai osservate per un singolo individuo nell’indice dei miliardari. A pesare sono stati soprattutto il forte ridimensionamento della valutazione di SpaceX e i risultati deludenti di Tesla. Nonostante il brusco calo della sua ricchezza personale, Musk sta lavorando su un nuovo fronte finanziario: The Boring Company, la società specializzata nella costruzione di tunnel sotterranei, starebbe infatti trattando un nuovo finanziamento da circa 4 miliardi di dollari. Iscriviti alla Newsletter per rimanere sempre aggiornato sul mondo dei mercati, dell'economia e della consulenza finanziaria. Iscriviti Compilando il presente form acconsento a ricevere le informazioni relative ai servizi di cui alla presente pagina ai sensi dell'informativa sulla privacy. La raccolta di The Boring Company punta a una valutazione di 20 miliardi Secondo le indiscrezioni, The Boring Company sarebbe in trattativa per raccogliere nuovi capitali a una valutazione complessiva di circa 20 miliardi di dollari, un valore più che triplo rispetto ai 5,7 miliardi di dollari attribuiti alla società nel 2022. L’operazione, tuttavia, non sarebbe ancora conclusa e le condizioni potrebbero cambiare. Elon Musk non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’eventuale accordo. La possibile raccolta assume particolare interesse perché arriva in un momento delicato per l’impero finanziario del miliardario americano. Mentre Tesla e SpaceX stanno affrontando pressioni sui mercati, The Boring Company cerca di attirare nuovi investitori puntando sulle prospettive future della mobilità sotterranea. SpaceX e Tesla trascinano al ribasso il patrimonio di Musk Il principale fattore alla base della riduzione della ricchezza di Musk è stato il calo della valutazione di SpaceX. Le azioni della società aerospaziale privata sarebbero diminuite di circa il 41-45% nel periodo considerato, cancellando oltre 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. A contribuire alla pressione sul titolo è stato anche il fallimento del lancio del razzo Starship, che ha aumentato i dubbi degli investitori sui tempi di sviluppo del progetto. Anche Tesla ha avuto un impatto significativo. Il 22 luglio 2026 la casa automobilistica ha comunicato ricavi trimestrali pari a 28,24 miliardi di dollari, ma un utile rettificato di appena 0,33 dollari per azione, inferiore alle attese degli analisti del 38,51%. Il titolo Tesla ha chiuso la settimana del 24 luglio a 313,03 dollari, registrando un calo del 17,81% su base settimanale e del 30,39% dall’inizio dell’anno. The Boring Company resta il progetto meno osservato dell’impero Musk Tra le società legate a Musk, The Boring Company è probabilmente quella che riceve meno attenzione dai mercati. Fondata con l’obiettivo di sviluppare reti di trasporto sotterranee attraverso tunnel ad alta velocità, la società gestisce oggi il Vegas Loop, un sistema di trasporto sotterraneo a Las Vegas, e ha annunciato o proposto progetti in città come Nashville, Dubai, Baltimora, Chicago e Los Angeles. Secondo le ultime stime disponibili, l’azienda avrebbe tra 687 e 707 dipendenti a metà 2026, con ricavi annuali stimati molto variabili, compresi tra circa 25 milioni e 500 milioni di dollari a seconda delle fonti. Proprio la difficoltà nel valutare le reali dimensioni del business rappresenta uno degli elementi più discussi dagli osservatori. Anche nella biografia di Elon Musk scritta da Walter Isaacson, composta da 615 pagine, The Boring Company viene analizzata soltanto in tre pagine. Inoltre, diversi progetti locali annunciati negli Stati Uniti, tra California, Illinois, Texas, Florida e Maryland, sono stati rallentati o abbandonati senza grande attenzione mediatica. A sette anni dalla fondazione, la società avrebbe realizzato circa 2,4 miglia di tunnel operativi, nonostante l’approvazione ottenuta a Las Vegas per un sistema sotterraneo previsto lungo 68 miglia.

Tesla crolla, Musk perde il «tocco magico»
Ascolta la versione audio dell'articolo 4' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact english@ilsole24ore.com Brusco risveglio per Tesla, con il titolo che a Wall Street ha perso oltre il 15% negli ultimi giorni, precipitando molto vicino alla soglia psicologica dei 300 dollari, sotto i mille miliardi di capitalizzazione, azzerando tutto il guadagno degli ultimi dodici mesi. Non solo è lontanissima la vetta degli 8.500 miliardi di dollari di capitalizzazione, formulata dal ceo Elon Musk alla fine dell’anno scorso in occasione della presentazione del personale maxi-piano di remunerazione decennale, ma anche la soglia dei 3.500 miliardi, stimata da molti come il punto di approdo successivo una volta passata la boa dei 1.000 miliardi, appare al momento un ostacolo difficile da raggiungere. Chiedilo al Sole Le domande sono suggerite automaticamente da 24Ore AI sulla base del contenuto visualizzato. Domande di approfondimento generate da 24Ore AI L’ultima trimestrale è stata per molte ragioni deludente, ma le ragioni delle difficoltà sono, ancora una volta, in gran parte slegate dal business automobilistico e riguardano i ritardi nella messa a terra della strategia di espansione nel comparto dei robotaxi e dell’intelligenza artificiale, e investono per certi versi anche la recente Ipo di Spacex. Loading... Dall’orbita al ritorno a terra La convinzione di molti analisti è che la compagnia di lanci spaziali di Elon Musk possa essere stata in questi anni, il carburante di gran parte dell’ipervalutazione di Tesla. Al di là della quota di Spacex in pancia all’azienda automobilistica texana, i business e le strategie aziendali delle due realtà sono separati, ma le attività sono compenetrate: Tesla vende batterie Megapack e Cybertruck a SpaceX, mentre il chatbot di Ai Grok è disponibile in alcuni veicoli Tesla. Ma, soprattutto, fino a prima della Ipo, i multipli di Tesla incorporavano, in parte, anche alcune aspettative «rivoluzionarie» di una parte del mercato (sperando magari in un’integrazione futura, in modo da giustificare gli obiettivi di capitalizzazione monstre). Ora che Spacex è quotata, un’alternativa «pura» sul mercato c’è, e molti flussi si sono spostati in questa direzione. Va da sè, poi, dalla parte opposta, che il recente crollo della stessa Spacex, scivolata sotto il prezzo dell’Ipo, abbia trascinato anche Tesla, cannibalizzandola, anche a causa dei rischi incrociati riguardanti gli sviluppi delle due società. Musk, nella sintesi di molti osservatori, starebbe perdendo il suo «tocco magico» nella capacità di convincere gli investitori sul fatto che la direzione di navigazione del suo impero sia quella corretta. La lenta corsa di Optimus Questo porta al secondo fattore del rallentamento del titolo, vale a dire le prospettive ancora non del tutto convincenti su una rapida adozione dei robotaxi e in generale delle nuove sfide legate all’intelligenza artificiale che il gruppo sta affrontando. Anche lo stesso Elon Musk, a questo proposito, è stato abbastanza elusivo nell’ultima conference call con gli analisti, giustificandosi con un non ottimale stato di salute. Oltre alla difficile espansione dei servizi di robotaxi sul mercato americano, il ritardo riguarda, in particolare, anche lo sviluppo del robot umanoide Optimus. Le stime iniziali avevano previsto oltre 1.000 robot pienamente operativi e produttivi all’interno delle fabbriche Tesla entro la fine dello scorso anno. In realtà l’obiettivo è ancora lontano: Tesla ha confermato di aver dismesso definitivamente le storiche linee di montaggio delle auto Model S e Model X nella fabbrica di Fremont per fare spazio ai macchinari di Optimus, ma la produzione formale sulla nuova linea non è ancora iniziata e l’avvio, previsto nelle prossime settimane sarà, per dirla con le partole dei vertici, «estremamente lento». L’equilibrio dei conti Sono proprio gli impegni sull’Ai che hanno condizionato l’ultima trimestrale di Tesla, che ha registrato un aumento delle consegne e una crescita dei ricavi, accompagnata però da un incremento delle spese, che ha gravato sugli utili. Nel dettaglio, i ricavi totali sono stati nel trimestre pari a 28,24 miliardi di dollari (+26% rispetto allo scorso anno), superando le stime degli analisti ferme a 26,71 miliardi. L’utile per azione è stato invece di 0,33 dollari, sotto del 39% rispetto agli 0,54 dollari stimati dagli analisti. L’utile netto è stato di 1,11 miliardi di dollari, in calo del 5% su base annua, sostenuto parzialmente solo da guadagni contabili una tantum, mentre il margine lordo complessivo è sceso al 16,8% (contro il 19,4% atteso). Il Capex, come previsto e annunciato in più occasioni, è più che raddoppiato, balzando a 5,79 miliardi di dollari (+142%) per finanziare l’acquisto di infrastrutture di calcolo e chip per l’Ai. A causa di questi massicci investimenti, Tesla ha dovuto registrare un deficit di cassa di 1,1 miliardi di dollari, bruciando liquidità. È la prima volta che succede dall’inizio del 2024. Inoltre le spese di ricerca e sviluppo sono salite a 2,37 miliardi di dollari, guidate dall’addestramento dei modelli per il software dei Robotaxi e per il robot Optimus. In sintesi, Tesla sta investendo massicciamente per diventare leader nel settore dei veicoli autonomi e dei robot umanoidi in futuro. Ma il mercato, sebbene avvertito, ha reagito negativamente a una prospettiva di free cash flow negativi nel breve termine, oltre che all’Ebitda margin in calo (penalizzato da minori prezzi medi di vendita delle auto e dal calo degli incentivi).
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