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Eruzione Etna, aeroporto di Catania chiuso fino alle 02:00 di Ferragosto: 630 dirottamenti, un volo su tre cancellato
CronacaContinua l'eruzione dell'Etna e, conseguentemente, la chiusura dell'aeroporto di Catania-Fontanarossa. La riapertura è stata posticipata da stamattina alla notte di Ferragosto, verso le 02:00. In questi giorni di inattività forzata, ci sono stati 630 dirottamenti e un volo su tre è stato cancellato. I viaggiatori sono inoltre infuriati per via dei rincari sui trasporti alternativi all'aereo.
Eruzione Etna, aeroporto di Catania chiuso fino alle 02:00 di Ferragosto: 630 dirottamenti, un volo su tre cancellato
L’aeroporto di Catania-Fontanarossa continua a fare i conti con l’emergenza legata alla cenere dell’Etna, nel pieno delle partenze estive. La ripresa regolare delle attività resta incerta e l’ultima proroga della chiusura operativa scade alle 2 di notte di domani, cioè a Ferragosto.
Il quadro tracciato dalla Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, restituisce la dimensione di una crisi definita come la più grave degli ultimi vent’anni per lo scalo etneo: in otto giorni, tra cancellazioni, dirottamenti e trasferimenti forzati verso altri aeroporti, migliaia di viaggiatori sono stati coinvolti nei disagi, anche se non esiste ancora un dato complessivo definitivo sui passeggeri interessati.
Tra il 6 e il 12 agosto, a Fontanarossa erano programmati 1.974 voli. Secondo quanto comunicato dalla Sac, il 36% è stato cancellato a causa della cenere vulcanica e delle conseguenti limitazioni operative, mentre circa 630 voli sono stati dirottati. Una parte importante del traffico è stata assorbita dagli aeroporti di Palermo, Trapani, Comiso e, in misura più contenuta, da Lamezia Terme. La società di gestione ha anche richiamato il coordinamento con gli altri scali siciliani per affrontare l’emergenza.
Se rispetto ai giorni precedenti la situazione dentro l’aeroporto appare meno caotica, i problemi non sono finiti. Nella giornata di oggi, venerdì 14 agosto, nello scalo catanese sono ancora presenti circa 300 passeggeri accampati in aeroporto. A pesare è soprattutto l’incertezza sui tempi. Dopo più di una settimana di disagi, la possibilità di un ritorno alla normalità dipende ancora dall’evoluzione dell’attività del vulcano. Tra le testimonianze riportate c’è quella di Appiah Yaw, impiegato a Coventry, in Inghilterra, arrivato in Sicilia per un soggiorno di tre giorni e rimasto bloccato dall’8 agosto. Racconta di dormire in aeroporto da sette notti e di vedere il proprio volo cancellato di volta in volta.
Oltre ai voli annullati o deviati, si aggiunge il problema dei trasferimenti interni per raggiungere gli aeroporti alternativi. Chi prova a partire da altri scali deve fare i conti con collegamenti complicati, mezzi affollati e costi molto elevati. Una famiglia italo-francese diretta a Lione riferisce di avere trovato da Palermo tre biglietti aerei a 4.400 euro, una cifra ritenuta insostenibile, tanto da valutare un itinerario alternativo via Milano in treno. Anche questa opzione, però, si scontra con la disponibilità ridotta, visto che molti convogli risultano esauriti. L’attore Filippo Laganà, tra i passeggeri coinvolti nei dirottamenti, segnala che un transfer privato verso Palermo può arrivare a costare 700 euro. Nel frattempo, anche treni e bus vengono descritti come insufficienti e spesso già pieni.
Per cercare di alleggerire la pressione sui trasporti, la Regione ha chiesto alle società che gestiscono il servizio ferroviario e quello su gomma di aumentare i collegamenti. Sul fronte dei treni, lungo la direttrice Palermo-Messina-Catania, Trenitalia ha aggiunto finora sei treni speciali. Sono stati inoltre previsti altri due collegamenti straordinari. Resta però il nodo dei tempi di percorrenza: uno dei collegamenti parte da Catania Centrale alle 12.45, ferma a Messina e arriva a Palermo alle 18.15. Un viaggio di 5 ore e 30 minuti, a cui va poi sommato lo spostamento fino all’aeroporto Falcone e Borsellino.
Accanto ai disagi logistici, cresce la polemica per il caro prezzi. Dopo le segnalazioni arrivate in questi giorni, il Codacons ha annunciato un esposto all’Antitrust. Secondo l’associazione dei consumatori, per noleggiare un’auto e raggiungere Comiso partendo da Fontanarossa si può arrivare a spendere fino al 287% in più. Una contestazione che si aggiunge alle lamentele su taxi, transfer privati e tariffe dei voli disponibili dagli altri aeroporti.
L’emergenza colpisce uno dei momenti più delicati dell’estate, con lo scalo di Catania al centro dei movimenti di Ferragosto. Le scene più critiche sembrano in parte ridotte, ma per molti viaggiatori resta un’odissea fatta di attese, cambi di programma e spese impreviste. Per ora, il ritorno alla piena operatività di Fontanarossa continua a slittare. E a decidere i tempi non sono ancora le compagnie o l’organizzazione dei trasporti, ma l’evoluzione della nube di cenere dell’Etna.
Intensità frame0.43 · Toni marcati
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