I samurai illudono, poi il Brasile cambia marcia
SportPer 45 minuti il Giappone ha accarezzato l’impresa mettendo alle corde il Brasile e chiudendo il primo tempo avanti 1-0. Al momento dell’intervallo la squadra sembrava smarrita, incapace di trovare soluzioni contro un avversario ordinato, aggressivo e perfettamente preparato sul piano tattico. I giapponesi non solo difendevano con grande attenzione, ma riuscivano anche a controllare il ritmo della partita togliendo ai verdeoro gli spazi e impedendo ai loro uomini più tecnici di accendersi. Il Brasile provava a sfondare centralmente, ma ogni iniziativa finiva per infrangersi contro il muro nipponico. La svolta è arrivata negli spogliatoi, dove il tecnico italiano ha ridisegnato il piano gara intervenendo sia dal punto di vista tattico sia mentale. Il messaggio alla squadra è stato chiaro: mantenere la calma. Sul campo invece il Brasile ha cambiato completamente approccio allargando il gioco sulle corsie esterne, aumentando il numero dei cross e riempiendo con più uomini l’area di rigore grazie agli inserimenti dei centrocampisti. Una scelta che ha completamente modificato la partita. Fin dai primi minuti della ripresa i verdeoro hanno preso in mano il possesso del pallone costringendo il Giappone ad abbassarsi sempre di più. Le occasioni da gol, praticamente assenti nel primo tempo, hanno iniziato a susseguirsi con continuità. Lo spartito era sempre lo stesso: sviluppo sulle fasce, traversoni precisi e inserimenti dei centrocampisti pronti a colpire di testa. Dopo un primo tentativo respinto in modo rocambolesco sulla linea, Casemiro ha trovato il meritato pareggio premiando il cambio di strategia deciso da Ancelotti. L’allenatore emiliano ha fatto la differenza anche con le sostituzioni. Dalla panchina è arrivato Martinelli, capace di cambiare ritmo alla manovra e di dare nuova energia all’attacco brasiliano. Il suo ingresso si è rivelato determinante nella costruzione dell’azione che ha portato alla qualificazione agli ottavi di finale. Nel post-gara il commissario tecnico ha raccontato anche il confronto avuto con i suoi calciatori durante l’intervallo. “Ho detto ai ragazzi di non perdere la pazienza perché ero convinto che il gol sarebbe arrivato. La cosa fondamentale era continuare a giocare con equilibrio, senza concedere ripartenze che avrebbero potuto complicare ulteriormente la partita”. Una convinzione che il Brasile ha subito trasformato in realtà. Ancelotti ha poi voluto rendere merito agli avversari sottolineandone la qualità della prestazione: “Il Giappone è una squadra molto ben organizzata, intensa nei contrasti e con giocatori che sanno interpretare bene entrambe le fasi”. Il tecnico ha inoltre chiarito il motivo del cambio tattico: “L’idea iniziale era quella di trovare spazi centralmente, ma la loro organizzazione difensiva ce lo ha impedito. Per questo abbiamo deciso di sfruttare maggiormente le fasce e aumentare il numero dei cross verso l’area”. Infine, uno sguardo al futuro. “Nel calcio bisogna anche saper soffrire, fa parte del percorso. Io, però, non ho mai perso fiducia nella squadra. Siamo sulla strada giusta, anche se c’è ancora tanto da migliorare. Adesso recuperiamo energie e aspettiamo di conoscere il nostro prossimo avversario”. Un successo costruito con pazienza, qualità e capacità di adattamento: caratteristiche che portano la firma di Ancelotti e che consentono al Brasile di proseguire il proprio cammino nel torneo.

