Regno Unito, Andrew Burnham è il nuovo premier. Con Trump la prima telefonata a leader straniero. E nomina (a sorpresa) Healey ministro dell'Economia
Esteridi Redazione Online Ed Miliband nominato ministro degli Esteri, Healey va al Tesoro, mentre Shabana Mahmood rimarrà all'Interno Oggi è stato l'ultimo giorno di Keir Starmer come primo ministro del Regno Unito e primo giorno per Andy Burnham, ex sindaco di Manchester e da venerdì nuovo leader del partito laburista britannico con il 95 per cento dei consensi dei parlamentari del suo partito. Alle 12 (ora italiana) Starmer ha pronunciato il suo ultimo discorso al numero 10 di Downing Street, iniziando con un «Grazie». Ha poi aggiunto: «Il mio lavoro è finito, i cambiamenti che abbiamo apportato sono di tutti, me ne vado con un sorriso orgoglioso di tutto ciò che abbiamo raggiunto». E parlando di Burnham, a cui cede il testimone, dice: «Auguro a Burnham ogni bene possibile». Nel suo discorso Starmer ha dichiarato: «In sei anni e mezzo ho risollevato il nostro partito da una sconfitta storica nel 2019, l'ho trasformato rendendolo idoneo ad affrontare il Paese e ho ottenuto una schiacciante vittoria alle elezioni generali del 2024». Il premier uscente ha di certo il merito di aver riportato al potere i Labour dopo 14 anni di governi conservatori. Starmer ha colto l'occasione per sottolineare anche l'importanza di rimanere accanto all'Ucraina: «È vitale ricordare la grandezza della Gran Bretagna dappertutto. Mentre pensiamo a come risolvere i nostri problemi, c'è qualcosa di più importante che ci dà la fiducia, ovvero che possiamo cambiare il nostro paese per il meglio. Possiamo fare in modo che in Gran Bretagna tutti i ragazzi possano migliorarsi e possiamo tenere persone diverse sotto la nostra bandiera se non soccombiamo alle divisioni». Ha infine ringraziato la moglie Victoria, la sua famiglia, il suo team e tutto il partito: «La politica sarà sempre uno sport di squadra, ringrazio il popolo britannico per l'opportunità che mi ha dato di servirlo», ha concluso, definendo questa opportunità «il più grande onore della mia vita». Dopo il discorso Starmer si è recato da Re Carlo III, a Buckingham Palace, per rassegnare le sue dimissioni, che il sovrano ha accettato. Ora è il momento di Burnham, che al momento si trova a colloquio con il sovrano prima di pronunciare il discorso di insediamento. La cerimonia, detta tradizionalmente del «bacio della mano» al sovrano, non prevede più da tempo questo atto di omaggio. Per il 77enne re Carlo si tratta del quarto insediamento di un primo ministro in appena 4 anni di regno. Il nuovo premier britannico ha poi ricevuto anche una telefonata dal presidente americano Donald Trump. Lo ha riferito la Casa Bianca, senza fornire ulteriori dettagli. Si è trattato di una delle prime telefonate di Burnham da quando si è insediato al numero 10 di Downing Street. Colloqui telefonico anche con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. «Apprezzo molto il fatto che il sostegno all'Ucraina e al nostro popolo rimarrà saldo», ha scritto Zelensky sui social, ringraziando Burnham per le «parole di rispetto» rivolte agli ucraini e per le condoglianze espresse alle famiglie delle vittime degli ultimi attacchi russi. Zelensky ha sottolineato che Ucraina e Regno Unito hanno costruito «la partnership più forte nella storia delle relazioni» tra i due Paesi, aggiungendo che Kiev e Londra continueranno a lavorare per rafforzarla «ulteriormente». Durante il colloquio, i due leader hanno concordato di discutere in un prossimo incontro la futura cooperazione bilaterale, compreso il lavoro nell'ambito della Coalizione anti-missili balistici. «Grazie, Andy. Grazie, Gran Bretagna», ha concluso Zelensky. Dopo l'insediamento Burnham, va a sorpresa a John Healey, ex titolare della Difesa dimessosi dal governo di Keir Starmer in polemica con le mancate risorse imputate all'ex premier sulle spese militari, la poltrona più importante del nuovo governo britannico di Andy Burnham: quella di cancelliere dello Scacchiere e responsabile dell'Economia. Per coprire il ruolo di ministro degli Esteri è stato invece chiamato il progressista Ed Miliband (già ministro dell'Energia nel governo Starmer e già leader del Labour all'opposizione fra il 2010 e il 2015). Inoltre Shabana Mahmood, arrivata a Downing Street insieme a Miliband, rimarrà ministra dell'Interno. E Louise Haigh, che si era dimessa nel 2024, tornerà a far parte del Gabinetto in qualità di ministra dell'Ufficio di Gabinetto e cancelliera del Ducato di Lancaster. La sterlina intanto ha già registrato un rialzo rispetto alle principali valute e si attende con attenzione la composizione del nuovo governo, che verrà annunciata nel pomeriggio, soprattutto la nomina del nuovo Cancelliere dello Scacchiere. Articolo in aggiornamento...
