“Non respira, questo ha gli occhi fissi”: il video della bodycam e gli ultimi 4 minuti di vita di Fakir
CronacaBologna, 22 luglio 2026 – Le immagini e le parole della registrazione dalla bodycam di uno dei due poliziotti restituiscono i dettagli e i tempi della tragedia del Pilastro. E raccontano che sono trascorsi circa 4 minuti da quando gli agenti si sono alzati, lasciando Fakir legato mani e piedi, fino ai primi istanti in cui si inizia a capire che la vita di quell’uomo è finita: “Non respira”, “Questo ha gli occhi fissi”, diranno i soccorritori, mentre i poliziotti, attoniti, assisteranno a distanza e in silenzio, gli occhi sgranati, rendendosi conto che un uomo è morto davanti a loro. Chi sono le persone indagate tra agenti di polizia e volontari della Croce Rossa Tutti e sei - i due agenti, 23 e 28 anni (assistiti dall’avvocato Gabriele Bordoni) e i quattro volontari della Croce Rossa (avvocato Mario Simoni) - sono ora sotto la lente della Procura, iscritti con modello 45 bis (la cosiddetta ’norma-scudo’ introdotta dal decreto sicurezza): si procede per omicidio colposo. Un piccolo passo indietro. Domenica mattina i cittadini chiamano la polizia (che arriverà alle 12.15) perché un uomo sta dando in escandescenze: si tratta di Abderrahim Fakir, 42 anni, nato in Marocco, in Italia da quando era bambino. In quei momenti è steso a terra, grida: “Tutto il Pilastro vuole uccidermi”. Chiede aiuto, dice frasi sconnesse. Qualcuno tira fuori il telefonino e inizia a riprendere, qualcun altro gli grida di calmarsi. Ma non si calma, è fuori di sè. I momenti del video in cui si vedono i poliziotti che tengono fermo Abderrahim Fakir Due cittadini coinvolti nella lite con Fakir: un pugno sul cofano dell’auto, poi l’agente accende la bodycam E, per la prima volta, emerge un fatto fino a oggi mai definito: sono due i cittadini coinvolti nella colluttazione, cioè il conducente dell’auto che arriva nel cortile e il passeggero. Quando scendono, Fakir spintona l’autista, dà un pugno sul cofano: i due vanno addosso a Fakir, scoppia la lite. Ed è in questo momento che uno dei due agenti accende la bodycam. Che resterà in funzione fino a una ventina di minuti dopo l’orario presunto del decesso, registrando gli ultimi minuti di vita di Fakir. Fakir morde a una gamba l’agente più giovane, che gli spruzza in faccia lo spray al peperoncino. Si spezza la chiave delle manette Quando i poliziotti scattano per separare i tre, buttano a terra Fakir e provano ad ammanettarlo, a un certo punto lui morde a una gamba l’agente più giovane, che gli spruzza in faccia lo spray al peperoncino. Gli agenti sono in difficoltà, lui si muove e chiede aiuto, e intanto la chiave delle manette si spezza, il poliziotto a cavalcioni sopra di lui gli tiene una mano sotto il viso, cercando di impedire che si faccia male, mentre un cittadino lo tiene fermo per i piedi. Poi, quando riescono a legarlo, si alzano. Uno dei poliziotti taglia la maglietta di Fakir, poi l’intervento di rianimazione Dopo qualche minuto, i sanitari lo mettono supino e si rendono conto che non respira. Il clima cambia immediatamente. Uno dei poliziotti si avvicina e taglia la maglietta di Fakir. Attaccano la macchina, che, valutando i parametri, ’consiglia’ di fare il massaggio cardiaco. La bodycam riprende anche il lungo intervento di Rianimazione - oltre 10 minuti -, come precisa anche la Croce Rossa: “I volontari sono intervenuti con manovre di rianimazione cardiopolmonare e defibrillatore per tentare di salvare l’uomo” dal momento “in cui è stato possibile intervenire fino all’arrivo dell’automedica”. La Procura ha acquisito altri video girati da cittadini e le conversazioni tra gli operatori. Venerdì 24 luglio inizierà l’autopsia, affidata al medico legale Valentina Bugelli di Parma, che si è occupata dei resti dei neonati partoriti da Chiara Petrolini a Traversetolo e di Sofia Stefani, vigilessa uccisa dall’ex comandante Giampiero Gualandi ad Anzola. La affiancheranno Cristina Basso, anatomopatologa esperta di morti improvvise, che ha seguito, tra l’altro, le analisi sul decesso del capitano della Fiorentina Davide Astori, poi Manuela Bonizzoli, specialista in anestesia e rianimazione e cardiologia e il chimico tossicologo Luca Morini, dell’Università di Pavia, che a Bologna ha seguito il caso di Giampaolo Amato, medico condannato all’ergastolo per gli omicidi di moglie e suocera.

