Torna a casa con la fidanzata, gli sparano a un braccio. Il padre della ragazza avrebbe precedenti per ricettazione
NordestMIRANO (VENEZIA) Stava rientrando con la fidanzata quando due uomini che lo stavano aspettando proprio davanti al cancello di casa gli hanno sparato contro. Il proiettile gli ha attraversato il braccio destro, lasciando un foro di entrata e un foro di uscita. Dopo il colpo, mentre i due aggressori fuggivano, la donna ha chiamato i soccorsi. I sanitari sono arrivati sul posto insieme ai carabinieri che ora stanno procedendo con le indagini scandagliando tutte le telecamere della zona. L’uomo ha passato la notte all’ospedale di Mirano ed è tornato a casa nella mattinata di ieri. Non è in pericolo di vita ed è stato lui stesso a confermarlo: «Sto bene, ho firmato io per andarmene dall’ospedale, volevo tornare a casa». Il fatto è successo all’una e trenta del mattino di martedì in via Desman, quando uno sparo esploso nel cuore della notte è riuscito a svegliare un’intera via di residenti. La vittima è un uomo di venticinque anni di origini albanesi, da qualche tempo residente nella casa singola dei genitori della fidanzata, italiana. Il nucleo vive in quella via da almeno trent’anni. I due giovani invece non da molto dormono insieme nella roulotte che è parcheggiata nell’ampio giardino. Intorno a loro, rifiuti accatastati ovunque. La vicenda è stata parzialmente ricostruita dai carabinieri: i due giovani stavano tornando a casa dopo una serata passata insieme quando il loro passaggio – proprio davanti al cancello di casa – sarebbe stato bloccato da due uomini. Tra i quattro si sarebbe immediatamente accesa una discussione su argomenti che sono ancora del tutto da chiarire. I toni si sarebbero scaldati in pochi istanti, con uno dei due aggressori (anche loro molto probabilmente provenienti dall’Albania) che alla fine ha deciso di sparare al braccio del venticinquenne. Prima è stata chiamata l’ambulanza e poi, allertati proprio dal Suem, sono arrivati sul posto i carabinieri. Al momento del loro arrivo però già non c’era più traccia dei due aggressori, sfuggiti nel labirinto di vie vicine, immerse nel buio. L’uomo è stato portato in ospedale e ci è rimasto fino al giorno seguente, firmando lui stesso le carte per la dimissione. Il movente del fatto è da comprendere e, ancor più grave, gli aggressori sono attualmente ancora in fuga. Gli inquirenti non solo stanno ascoltando il diretto interessato e la famiglia che lo ospita, ma stanno anche via via acquisendo sempre più frame delle telecamere di sorveglianza. Una di loro potrebbe aver ripreso la fuga dei due aggressori, inquadrando anche i loro volti. Nonostante la giovane vittima non si trovi in pericolo di vita, tra le accuse che potrebbero cominciare a concretizzarsi all’orizzonte c’è anche quella di tentato omicidio. Una volta rintracciati i responsabili, l’obiettivo dei carabinieri sarà quello di ricostruire nei minimi dettagli i rapporti tra la vittima e i suoi due aggressori. Si dovrà chiarire perché i due l’abbiano aspettato fuori di casa e in che modo la discussione sia degenerata arrivando fino al colpo di pistola che poteva anche costargli la vita. LA CASA «I cani di tutta la via hanno cominciato ad abbaiare», hanno spiegato i vicini di casa. «Però non pensavamo che fosse successo un fatto tanto grave. Quando è tornato il silenzio la questione si è chiusa. Poi abbiamo saputo di quello che era capitato dalla radio, questa mattina (ieri, ndr)». Al momento dello sparo invece a casa della vittima c’erano tutti, compreso il padre della giovane fidanzata. «Stavo dormendo, non so cosa sia successo, saranno stati degli extracomunitari», ha ipotizzato l’uomo. «Spero che almeno si siano chiariti, non credo che ricapiterà», ha concluso l’uomo, lasciando intendere che il giovane potesse avere delle questioni in sospeso da risolvere con qualcuno che alla fine è diventato tanto violento. Che l’intera famiglia possa essere collegata a traffici ignoti è un elemento noto a quasi tutti i vicini di casa. L’abitazione è circondata da un ampio giardino e all’interno ci sono oggetti abbandonati accatastati l’uno sull’altro. Certe parti dell’abitazione assomigliano ad un cantiere, altre ad una discarica a cielo aperto. «Arrivano a casa con dei rifiuti e li seppelliscono o bruciano, la puzza diventa spesso insopportabile. Sembra anche che siano coinvolti nella vendita di auto, un’ipotesi. I rapporti con la clientela alle volte sono tesi, capita di sentire che bisticcino. Il padre della giovane è un esperto in materia», conclude una dei residenti facendo riferimento al fatto che il padre della giovane sarebbe salito agli onori della cronaca con diverse accuse, tra cui quella di ricettazione.
