Gandolfini: “Consenso informato può proteggere dagli abusi” | “Famiglie agiscano contro l’indottrinamento”
EducazioneMassimo Gandolfini difende il consenso informato per l'educazione sessuale introdotto dal Ddl Valditara: "Previene abusi e derive ideologiche a scuola" Prosegue il dibattito sul consenso informato introdotto dal Ddl Valditara, un provvedimento che prevede una esplicita autorizzazione dei genitori per la partecipazione alle attività extrascolastiche sull’educazione sessuale e affettiva dedicata a studenti di scuola media e superiore. Il neurochirurgo Massimo Gandolfini risponde all’invito alla disobbedienza civile lanciato dai critici del governo, affermando come questo strumento può essere di grande importanza per la prevenzione e la protezione da alcuni indottrinamenti ideologici che, purtroppo, in alcune scuole vengono proposti, con vere e proprie storpiature pseudoscientifiche sul tema dell’identità di genere che contrasterebbe con quella biologica. SCUOLA | 4+2 e istruzione tecnica: dagli insegnamenti all'autonomia, l'agenda da salvare Un rischio che può rappresentare anche un abuso quando le famiglie non sono state correttamente informate sul programma di tali insegnamenti, che nascondono dogmi gender fluid o la partecipazione di drag queen, presentati come “esperti” col pretesto di fare educazione e contrastare le discriminazioni. La libertà di scelta, come sottolinea il medico, è quindi fondamentale per esercitare un diritto democratico e soprattutto per avere chiarezza sui temi trattati prima di decidere. SCUOLA | Non cognitive skills, una sperimentazione per abbandonare il funzionalismo Gandolfini: “Genitori non deleghino alla scuola le proprie responsabilità educative sull’affettività” Massimo Gandolfini su La Verità, oltre a difendere il consenso informato introdotto dal Ddl Valditara sulle attività di educazione sessuale a scuola fa anche un appello a quei genitori definiti “dormienti”, cioè coloro che non si informano in modo adeguato in merito agli insegnamenti proposti da alcuni programmi educativi extrascolastici, con il rischio che ai ragazzi vengano imposte teorie gender fluid e derive ideologiche mascherate da prevenzione della discriminazione e della violenza contro le donne. SCUOLA | Sofia e l'attualità Remarque: se "non c'è niente di nuovo" bisogna raccontare perché L’invito del neurochirurgo è quello di difendere i propri diritti di educatori primari che le famiglie dovrebbero rappresentare, per contrastare la tendenza degli ultimi anni a delegare le proprie responsabilità, specialmente quando si parla di temi delicati ed importanti come l‘affettività e la sessualità. E conclude sottolineando: “Certamente la scuola può aiutare ad approfondire i meccanismi biologici della sessualità, ma la colonna sulla quale si regge la relazione umana si deve basare sulla responsabilità della famiglia“.

