Galeazzo Bignami inchioda Giuseppe Conte: "Faccia come il Covid, chi sbaglia paga"
Politica"La sinistra ha la faccia come il Covid". In un video pubblicato sui social Galeazzo Bignami ha ricostruito uno dei tanti scandali che ha riguardato la disastrosa gestione della pandemia dell'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte. "Il Tribunale di Roma ha condannato lo Stato italiano, cioè tutti noi, a pagare 250 milioni in favore di un'azienda, tra l'altro con una sentenza immediatamente esecutiva, quindi l'azienda potrebbe chiedervi quando vuole, come vuole, ignorando ciò che vuole, perché durante la pandemia il Governo Conte ha stracciato un accordo con questa azienda che si impegnava a dare mascherine - ha spiegato il deputato di FdI -. Tra l'altro, sarà un caso, ma dopo che ha stracciato questo accordo, la struttura di Arcuri è andata a stipulare dei contratti con delle aziende, dei consorzi cinesi, che nessuno aveva mai visto prima e nessuno vedrà mai più dopo, per 1 miliardo e 251 milioni di euro, per 800 milioni di mascherine, la larga parte delle quali sono finite al macero perché erano del tutto inadeguate". "Altre invece sono andate negli ospedali ai sanitari ed erano inadeguate, con delle aziende che non erano nell'elenco delle società ritenute affidabili dal Governo cinese, infatti nessuno le ha viste mai prima e nessuno le ha viste mai dopo, e oltretutto la struttura nel frattempo si era dotata di un bellissimo scudo erariale, penale e anticorruttivo per il quale non sarebbero mai state chiamate a rispondere di ciò che avrebbero fatto, roba che confronto lo scudo di Capitano America che era fatto di gomma a piuma - ha ironizzato Bignami -. Non solo, lo schema è lo stesso che la Commissione Covid sta scoprendo ogni tanto operare, ogni tanto, vale a dire un'azienda vince un affidamento, poi arrivano dei professionisti che chiedono il 10% del valore dell'appalto, è un caso anche che alcuni di questi professionisti lavorassero nello studio in cui a suo tempo lavorava Giuseppe Conte. E se dicono no, come ha fatto questa azienda, partono non solo le revoche, ma anche controlli, verifiche, sanzioni. Il Tribunale di Roma ha detto no, non si può fare e condanna lo Stato, cioè tutti noi".
