Caro affitti, a Torino è emergenza: il costo delle case (+9,4%) cresce 5 volte più dei salari
Torino/Economiadi Matteo Curreri L’Osservatorio del Comune: «Troppi alloggi sfitti, sono 70 mila» Trovare una casa in affitto a Torino è sempre più difficile. I canoni continuano a salire, migliaia di famiglie restano in attesa di un alloggio popolare e, allo stesso tempo, decine di migliaia di appartamenti rimangono vuoti. È la fotografia scattata dall’Osservatorio sulla condizione abitativa, presentato venerdì 3 luglio in commissione comunale, che racconta una città in cui domanda e offerta faticano sempre più a incontrarsi. Nel 2025 i canoni di locazione sono aumentati in media del 9,4% (5 volte di più dei salari negli ultimi anni), con punte del 28% nelle aree periferiche e del 12% nelle zone semicentrali, mentre nel centro città si registra una flessione dell’8%. Sul territorio comunale si stimano circa 69 mila alloggi vuoti, mentre le domande valide per ottenere una casa popolare hanno raggiunto quota 12 mila. Dietro questo squilibrio c’è un mercato in cui la domanda continua a crescere più rapidamente dell’offerta, mentre una parte consistente del patrimonio abitativo resta inutilizzata. Il disagio abitativo emerge con forza anche dai dati dell’edilizia residenziale pubblica. A Torino gli alloggi sociali sono 17.646, ma 1.606 risultano vuoti perché necessitano di lavori di manutenzione. I nuclei inseriti nella fascia di massima emergenza abitativa sono 1.006, mentre nel 2025 le domande di emergenza abitativa e le segnalazioni dei servizi sociali e dell’Asl sono state 781, con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente. Le assegnazioni restano limitate: 288 nel 2025 e 200 nei primi cinque mesi del 2026. «Sono fenomeni diversi che si intrecciano», osserva Cesare Furbatto, titolare di Furbatto Immobili. «Molti proprietari hanno avuto esperienze negative con gli inquilini e preferiscono tenere l’immobile vuoto piuttosto che rischiare problemi. Così si crea una massa di appartamenti che restano sfitti nonostante ci sia un enorme bisogno di case». Secondo Furbatto, la crescite degli affitti è invece legata soprattutto all’aumento della domanda. «Torino è diventata una città più attrattiva per studenti. La domanda cresce più dell’offerta e questo inevitabilmente spinge gli affitti verso l’alto». A farne le spese sono soprattutto le famiglie. «Oggi la difficoltà principale è trovare un alloggio e trovarlo a un canone sostenibile». Una lettura che l’assessore al Welfare Jacopo Rosatelli condivide solo in parte. «Ci sono proprietari che hanno questi timori e vanno ascoltati — spiega — ma c’è chi lascia gli alloggi vuoti per altre ragioni. Per questo invitiamo a rivolgersi all’Agenzia Sociale Lo.C.A.Re, che offre garanzie sia ai proprietari sia agli inquilini». Per l’assessore, il problema è più ampio: «Salari bassi, pensioni basse e precarietà del lavoroS rendono sempre più difficile sostenere il costo della casa». Tra gli strumenti su cui il Comune punta c’è il canone concordato, che rappresenta oggi il 37% dei contratti di locazione: «Il proprietario beneficia di agevolazioni fiscali e riduce il rischio di morosità. È uno strumento che conviene a entrambe le parti e che vogliamo continuare a rafforzare».
