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Fondi Safe, Picierno: «Non c’è tempo. Se non li prendiamo i soldi vanno ad altri»
Roma/Politicadi Maria Teresa Meli
L'europarlamentare (Spazio pubblico): «Il governo annuncia tante cose, ogni giorno, ma a fine giornata torna a casa sempre a mani vuote»
Pina Picierno, il governo ha annunciato che userà i fondi Safe.
«Abbiamo ben oltrepassato le soglie del ridicolo. Il governo annuncia tante cose, ogni giorno, ma a fine giornata torna a casa sempre a mani vuote».
La Lega si è inalberata.
«È l’esempio più grande della spirale nella quale è precipitato il bipopulismo. Si annuncia, si vede l’effetto che fa, spunta il populista di turno e si torna punto e a capo. Costringere l’Italia a questo continuo cuci e scuci può andar bene per la trama di una telenovela, ma non per il governo del Paese».
Per Crosetto è una decisione tecnica.
«Serve serietà. Se Crosetto intende che è una decisione neutra, sbaglia di grosso. Aderire a quegli strumenti significa discuterne procedure, obiettivi, finalità. Non è solo una questione di tecnica finanziaria, ma di partecipare ai processi di cambiamento e alle decisioni. Mi chiedo fino a quando sia concesso straparlare di difesa europea e nel momento in cui finalmente si compie il primo passo la truppa fa dietrofront agli ordini del caporal Vannacci».
Conte è contrario.
«Certamente. Ogni coalizione ha il caporale che merita. La destra ha Vannacci, il Campo largo Lavrov, che di centrosinistra non ha più neanche la nostalgia, ha Conte. Sono parigrado, pure l’esercito che servono è lo stesso. Il quartier generale è al Cremlino».
Il suo ex partito, il Pd, non ha una posizione ufficiale.
«Ad aspettarla temo si faccia notte. Ci saranno prese di posizioni individuali, qualche documento qui, qualche appello lì, ma la sostanza non cambia. Hanno sempre detto che il problema era il riarmo nazionale e che bisognava puntare alla difesa europea. Dove sono adesso, di grazia».
La Commissione Ue dice che i tempi sono stretti…
«Se Tajani ha immaginato anche per un solo momento che la Ue e la sua difesa possano aspettare che la destra italiana risolva i suoi problemi di leadership e di egemonia, ha sbagliato a occuparsi di politica estera. I tempi sono stretti non perché l’Europa è cattiva, ma perché investire in sicurezza e difesa comune è un’urgenza, e perché, nel caso l’Italia non li volesse, quei soldi dovranno essere riassegnati ad altri Paesi che saranno ben felici di usarli».
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