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Fakir, legale famiglia: “Non sia polizia a indagare, lo dice Cedu” | “Dovrebbe occuparsene un Corpo autonomo”
CronacaFabio Anselmo assume la difesa della famiglia Fakir e chiede che non sia la polizia a occuparsi delle indagini sulla morte del 42enne, visto che è coinvolta
MORTE FAKIR, IL RICHIAMO ALLA CEDU E IL CASO MAGHERINI
Un organismo autonomo, e non la polizia, dovrebbe occuparsi delle indagini sulla morte di Abderrahim Fakir. La richiesta arriva da Fabio Anselmo, legale della famiglia del 42enne deceduto durante un intervento degli agenti a Bologna, che richiama la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. A lui la famiglia di Fakir ha affidato la sua difesa, dunque la scelta è ricaduta sull’avvocato che in passato si è occupato dei casi di Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi e Riccardo Magherini.
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Annunciando di aver accettato l’incarico, il penalista ha spiegato all’Ansa di augurarsi che la vicenda non ripercorra quanto già accaduto in altri casi di persone morte durante interventi delle forze dell’ordine.
Per questo motivo sostiene che gli accertamenti dovrebbero essere affidati a un organismo autonomo e non alla polizia, cioè allo stesso Corpo cui appartengono gli agenti coinvolti nell’intervento. Secondo il penalista, nei casi di decessi avvenuti durante operazioni delle forze dell’ordine gli accertamenti devono essere svolti da un’autorità realmente indipendente rispetto al Corpo cui appartengono gli operatori coinvolti. L’avvocato ha inoltre reso noto che il professor Vittorio Fineschi, ordinario di Medicina legale all’Università La Sapienza di Roma, sarà nominato consulente tecnico della famiglia.
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La richiesta avanzata da Anselmo richiama un principio consolidato nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. L’articolo 2 della Convenzione europea, che tutela il diritto alla vita, impone infatti agli Stati non solo di accertare le responsabilità quando una persona muore durante un intervento delle forze dell’ordine, ma anche di garantire che le indagini siano davvero indipendenti, tempestive ed efficaci.
Il legale richiama in particolare la sentenza Magherini contro Italia, pronunciata dalla Corte di Strasburgo lo scorso gennaio. In quel caso la Cedu ha ritenuto violato il requisito di indipendenza previsto dall’articolo 2, osservando che le prime attività investigative erano state svolte da appartenenti allo stesso Corpo degli agenti coinvolti nell’intervento.
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Secondo i giudici europei, una simile situazione può incidere sull’apparenza di imparzialità dell’inchiesta e sulla genuinità della raccolta delle testimonianze. È alla luce di questo orientamento che Anselmo chiede un organismo investigativo distinto da quello cui appartengono gli operatori interessati dall’indagine.
LA DENUNCIA SULLA DIFFUSIONE DEI PRECEDENTI
L’avvocato è intervenuto anche sulla diffusione di informazioni relative ai presunti precedenti del 42enne, parlando di una “campagna di denigrazione” ai danni della vittima. Attraverso Anselmo, il fratello e la sorella di Fakir hanno espresso preoccupazione per quella che definiscono una strategia volta a screditare il familiare e la richiesta di “verità e giustizia“.
Il legale ha, infine, annunciato l’intenzione di segnalare alla Procura la possibile divulgazione di dati coperti dal segreto d’ufficio, sostenendo che tali informazioni non avrebbero potuto essere diffuse al di fuori delle attività strettamente investigative.
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