Zanda: «Ranucci? Un passo indietro da Report è auspicabile per lui e per la Rai»
Roma/Politicadi Carlotta De Leo L'ex capogruppo dem al Senato: fatti gravi che vanno chiariti per il bene della trasmissione di inchiesta «Il passo indietro di Ranucci dalla conduzione di Report è auspicabile, non solo nell'interesse del giornalista, ma anche della Rai». Se nel Partito democratico le posizioni sul caso Ranucci sono diverse, è chiarissimo invece il pensiero di Luigi Zanda, l’ex capogruppo dem al Senato, su una «vicenda grave che sta occupando le prime pagine dei giornali da giorni». Un passo indietro, quindi? «Mi pare necessario per tutelare sia Ranucci e che l'azienda Rai da tutto quello che è accaduto e sta ancora avvenendo. Credo che lo stesso Ranucci non possa non sentirsi turbato da tutta questa vicenda e ora fare un passo indietro sia proprio nel suo interesse e in quello di tutta la redazione di Report». In che modo? «Ripeto, non mi pare che rimanere alla conduzione di Report possa giovargli. Io credo che una sospensione dal suo ruolo di primo piano possa aiutare una grande trasmissione di giornalismo d'inchiesta che tutti abbiamo interesse a far proseguire. Quando le acque si calmeranno e la vicenda si sarà conclusa, potrà anche tornare al suo ruolo di primo piano». Ne fa una questione di credibilità e di autorevolezza del giornalismo? «No, non voglio nemmeno entrare in questi aspetti così generali e fondamentali. Penso solo che ci siano conseguenze che riguardano i fatti molti seri che stanno emergendo dalle indagini. Stiamo parlando di un attentato, di intercettazioni, di ammissioni di responsabilità di fronte agli inquirenti, di un progetto politico che riguardava lo stesso Ranucci. Insomma ci sono davvero troppe questioni da chiarire e per questo bisogna evitare che possano avere conseguenze negative sulla trasmissione». Le indagini raccontano di un progetto politico nato fuori dagli schemi tradizionali e di un sondaggio per trovare un nuovo leader al centrosinistra. Lei che di politica è un così grande esperto, che ne pensa? «A me pare una vicenda ridicola. La politica è una cosa seria. E anche se devo ammettere che in questi ultimi tempi il livello si è abbassato, il mestiere della politica impone serietà e responsabilità».

