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Cisgiordania, palestinesi assediati da coloni a Qusra da 6 giorni, tra loro 5 attivisti italiani "espulsi con la forza" da Idf
EsteriResta fuori controllo la violenza dei coloni israeliani in Cisgiordania che, nel villaggio di Qusra a sud-est di Nablus, continuano indisturbati da sei giorni l'assedio a tre famiglie palestinesi. Tra le 11 persone ancora assediate, perlopiù appartenenti alle famiglie Hassan e Abu Ridi, figurano ora anche cinque attivisti italiani di età compresa tra i 20 e i 40 anni. I cinque hanno raggiunto le case assediate nel tentativo di portare agli abitanti cibo e acqua, ma sarebbero stati "espulsi con la forza" dall'Idf, così come confermato da Abdul-Azim Wadi, sindaco del villaggio. Alla luce di una tensione fuori controllo, che ha visto scoppiare critiche e polemiche sulla gestione dell'assedio illegale dei coloni sionisti, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e il Ministero degli Affari Esteri e degli Emigrati palestinese sono intervenuti con dure condanne. Le violenze dei coloni nella zona di Ras al-Ain, nella parte occidentale del villaggio, stanno peggiorando una situazione già intollerabile, mentre Idf e polizia di frontiera continuano a respingere giornalisti, soccorritori e attivisti che tentano di rompere l'assedio.
Cisgiordania, palestinesi assediati da coloni a Qusra da 6 giorni, tra loro 5 attivisti italiani "espulsi con la forza" da Idf
Secondo l'Alto Commissariato, sono 15 le persone attualmente coinvolte in un assedio che dura ormai da quasi una settimana. Fra loro due bambini e cinque attivisti italiani che questa mattina, venerdì 14 Agosto, sono rimasti bloccati e circondati dai coloni degli avamposti di Tel Talpiot. Gli attivisti italiani erano intervenuti per portare solidarietà e assistenza ai sei palestinesi assediati, ma i coloni li hanno circondati. Dopo l'intervento della Farnesina e difficili contrattazioni con le autorità, l'Idf ha portato via i connazionali espellendoli dalla zona. I coloni, appoggiati dall'esercito israeliano nelle loro sistematiche violenze, hanno da giorni ormai interrotto le forniture di acqua e di elettricità. Persino attivisti israeliani sono intervenuti ma anche loro, poco dopo, sono stati intercettati e fermati dalla polizia di frontiera. Nessun supporto ai palestinesi, "qui c'è un odio sistemico nei loro confronti, l'umanità ha smesso di esistere in Cisgiordania" sono alcune dichiarazioni scioccanti di testimoni locali.
Al racconto della violenza si accompagna però quello della resistenza palestinese: i soldati israeliani avrebbero inizialmente cercato di far uscire le famiglie dalle case, mentre i coloni restavano accampati all'esterno. Le famiglie, però, si sarebbero rifiutate di lasciare le abitazioni, temendo di non poter poi rientrare e difendendo le loro proprietà. I residenti sarebbero stati quindi radunati in un'unica casa.
Il sindaco di Qusra Abdul-Azim Wadi ha accusato apertamente l'esercito israeliano di avere protetto e aiutato i coloni, sostenendo di aver visto soldati e coloni trascorrere del tempo insieme e di non aver riscontrato un vero impegno a favore delle famiglie assediate. Secondo testimonianze video fatte circolare sui social, militari Idf si sarebbero addirittura uniti ai coloni per pregare insieme. Condanne unanimi sono arrivate, dopo Washington, anche da Parigi che ha chiesto a Israele "di arrestare e consegnare alla giustizia i responsabili".
Ieri però le violenze sioniste nella Cisgiordania occupata sono dilagate anche altrove: l'Idf, proseguendo campagne illegali di demolizione, occupazione e annessione, hanno ordinato la distruzione di abitazioni a Kafr Sur, nel campo di Jalazone e di rifugi di agricoltori ad al-Jiftlik. A Qalqilya, i soldati hanno arrestato sette parenti di un combattente palestinese ucciso in un attacco del 2024. Altri tre palestinesi sono stati arrestati durante un'incursione di coloni a Burqa, a est di Ramallah. Altrove, tre palestinesi, tra cui un bambino, sono stati aggrediti con spray al peperoncino mentre si trovavano in auto. Nella stessa giornata, i coloni hanno inoltre ristabilito un insediamento vicino a Jenin e costruito un nuovo avamposto su terreni appartenenti a una località nei pressi di Tulkarem.
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