
Le relazioni diplomatiche e militari tra gli Stati Uniti e la Repubblica Islamica dell'Iran hanno subito un netto inasprimento a seguito delle recenti dichiarazioni del presidente Donald Trump. Il leader americano ha annunciato una strategia di ritorsione diretta: per ogni attacco iraniano contro le navi che transitano nello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti provvederanno a bombardare e distruggere infrastrutture civili iraniane, specificamente ponti o centrali elettriche.
Questa dichiarazione è stata pubblicata dal presidente tramite il social network Truth Social e si inserisce in un contesto di crescenti scontri militari. Secondo i dati del Centcom, l'undiciema ondata di raid statunitensi ha preso di mira centri operativi, risorse navali, hangar per aeromobili e strutture logistiche con l'obiettivo di indebolire la capacità iraniana di minacciare la navigazione commerciale.
In reazione alle minacce americane, il governo iraniano ha risposto ufficialmente attraverso il ministro degli Esteri Abbas Araghhi. Il portavoce del governo ha ribadito la dottrina di difesa del Paese, definita come "occhio per occhio". Araghhi ha dichiarato che qualsiasi aggressione contro le infrastrutture iraniane provocherà una risposta forte e decisa da parte di Teheran.
Le fonti iraniane hanno inoltre sottolineato che la retorica di Trump segue la morte di quattro militari statunitensi in Giordania, avvenuta a seguito di un raid iraniano.
I punti chiave dell'attuale escalation includono:

Trump minaccia i ponti iraniani e concede il nucleare ai sauditi
Esteri
Araghchi replica a Trump minacciando 'occhio per occhio'
sito(vedi il servizio delle ore 19.57) Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che l'Iran risponderà con la stessa moneta a qualsiasi attacco alle sue infrastrutture, dopo che Donald Trump ha minacciato di bombardare un ponte o una centrale elettrica per ogni nave presa di mira nello Stretto di Hormuz. "La nostra dottrina di difesa è chiara: occhio per occhio. Qualsiasi aggressione contro l'Iran, comprese le nostre infrastrutture, provocherà una risposta forte e decisa", ha affermato Araghchi su X. L'emittente statale iraniana ha citato i militari secondo i quali le minacce statunitensi "non avranno altro risultato se non l'espansione della guerra". Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Trump minaccia di bombardare Teheran per ogni attacco iraniano a Hormuz
2026Mercoledì il presidente Donald Trump ha promesso che gli Stati Uniti bombarderanno le infrastrutture civili iraniane ogni volta che Teheran aprirà il fuoco contro le navi nello strategico stretto di Hormuz. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ «Da questo momento in poi, ogni volta che la Repubblica islamica dell’Iran sparerà contro una nave nello stretto di Hormuz, sia con missili, razzi, droni o qualsiasi altro dispositivo o arma, gli Stati Uniti bombarderanno e distruggeranno un ponte o una centrale elettrica», ha scritto Trump sul suo social network Truth Social. Trump ha precisato che questo vale anche per le strutture iraniane «situate accanto o all’interno della capitale Teheran». La minaccia di Trump è arrivata poco prima che si recasse a una base aerea per il rientro delle salme di tre militari statunitensi uccisi in attacchi iraniani contro installazioni militari USA nel Golfo. Il presidente statunitense ha detto che andava a «onorare i nostri eroi, che sono davvero grandi eroi». «Tutti loro hanno detto, con grande forza, che non possiamo permettere all’Iran di avere un’arma nucleare, quindi li onoreremo... Per me è una delle cose più difficili da fare come presidente, ma va fatta», ha aggiunto. Trump ha respinto i sondaggi secondo cui la guerra con l’Iran è impopolare tra gli elettori statunitensi in vista delle elezioni di midterm di novembre, mentre il rincaro del petrolio alimenta un’impennata del costo della vita. La guerra è già costata a Washington 37,5 miliardi di dollari (32,8 miliardi di euro). «Gli americani non vogliono prezzi elevati della benzina, ma non sono contrari alla guerra, questo è emerso in modo forte e chiaro», ha detto Trump. Gli attacchi scuotono Iran e Giordania Washington ha intensificato i raid contro l’Iran da quando un accordo preliminare di cessate il fuoco è crollato, nel pieno dei combattimenti per lo stretto. Da allora ha condotto 11 giorni consecutivi di attacchi contro la Repubblica islamica. L’Iran ha risposto aprendo il fuoco contro installazioni militari statunitensi nel Golfo. L’esercito giordano ha riferito di aver intercettato mercoledì quattro missili iraniani sopra Aqaba, mentre altri due sono caduti in «aree disabitate». In alcuni video girati da abitanti della vicina città israeliana di Eilat si vedevano colonne di fumo nel cielo. La Giordania ha dichiarato di aver intercettato anche quattro droni iraniani. L’Iran ha evitato di colpire Israele da quando le ostilità sono riprese il mese scorso, nella speranza apparente di evitare che il Paese rientri in guerra. Ma l’attacco ad Aqaba, che si trova di fronte a Eilat, in Israele, ha alimentato i timori di un’ulteriore estensione del conflitto dopo il fallimento dell’accordo per fermare le ostilità. In Bahrein è scattato un altro allarme missilistico e l’Arabia Saudita ha invitato i residenti della città di Dammam, sul Golfo Persico, a cercare riparo. Le autorità saudite hanno poi riferito che il pericolo era rientrato, senza fornire ulteriori dettagli. L’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna ha riferito di esplosioni in diverse province. Il ministero della Sanità iraniano afferma che gli attacchi statunitensi negli ultimi 11 giorni hanno ucciso 53 persone, tra cui sei donne e tre bambini, e ne hanno ferite quasi 600. Le Guardie rivoluzionarie iraniane (IRGC) hanno ribadito che i loro attacchi di ritorsione continueranno. Le forze armate statunitensi hanno riferito che la cerimonia di rimpatrio con gli onori militari di mercoledì alla base aerea di Dover, nel Delaware, era dedicata a due militari uccisi in un attacco iraniano contro una base in Giordania e a un militare morto durante la detonazione controllata di un drone in Iraq. Un terzo militare risulta ancora disperso a seguito dell’attacco in Giordania. Trump ha promesso di vendicare «molte volte» la morte di tutti i militari statunitensi e ha intensificato le minacce contro le infrastrutture civili. Il numero complessivo dei morti statunitensi dall’inizio della guerra è 18. Martedì il presidente statunitense ha inoltre ribadito le minacce di colpire quello che ha definito un complesso nucleare segreto iraniano chiamato Pickaxe Mountain. L’Iran nega l’esistenza di qualsiasi installazione in quel sito, che chiama monte Kolang.
Trump minaccia l'Iran: "Per ogni nave colpita bombarderemo ponti e centrali"
2026
Iran avverte gli Usa: "Trump vuole bombardare nostre infrastrutture? Occhio per occhio"
adnkronos23 luglio 2026 a a a (Adnkronos) - "La dottrina di difesa dell'Iran è chiara: occhio per occhio". Dopo la nuova minaccia di Trump, Teheran risponde lanciando l'ennesimo avvertimento agli Usa e al presidente americano, che farà bombardare "un ponte o una centrale elettrica" del Paese per ogni nuovo attacco della Repubblica islamica contro una nave nello Stretto di Hormuz. La minaccia del tycoon arriva dopo quella lanciata nei giorni scorsi, all'indomani della morte dei quattro militari statunitensi in Giordania, uccisi da un raid iraniano: "Ogni volta che Teheran ucciderà un soldato americano - la promessa di Trump -, pagherà per quella morte molte volte tanto". Se gli Usa attaccheranno, l'Iran risponderà colpendo infrastrutture e impianti energetici nella regione, ha dichiarato una fonte militare iraniana, citata dall'agenzia Tasnim, in risposta alla minaccia del presidente americano. "La Repubblica islamica ha una volontà ferrea nell'esercitare la propria sovranità sullo Stretto di Hormuz e non permetterà in alcun modo che questo passaggio torni a essere uno strumento di minaccia contro l'Iran", ha detto ancora la fonte. "Se gli americani colpiranno un ponte o una centrale elettrica in Iran, la risposta iraniana prenderà di mira infrastrutture e ponti nella regione, compresi impianti energetici nei quali gli Stati Uniti hanno interessi", ha poi aggiunto, sotttolineando che gli Stati Uniti "negli ultimi 10 giorni dovrebbero aver compreso pienamente che l'Iran può colpire qualsiasi obiettivo decida di colpire", definendo una possibile iniziativa di Trump "un azzardo destinato a trasformarsi ancora una volta in una sconfitta politica". "La nostra dottrina di difesa è chiara: occhio per occhio", ha rilanciato poi il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, sottolineando che "qualsiasi aggressione contro l'Iran, incluso contro le infrastrutture del Paese, provocherà risposte di potenza e decisive". "Un ponte o una centrale elettrica" bombardate in Iran per ogni nuovo attacco della Repubblica islamica contro le navi a Hormuz, il piano annunciato nella giornata di ieri dal presidente americano Donald Trump in un messaggio pubblicato su Truth Social. "Da questo momento in poi, ogni volta che la Repubblica islamica dell'Iran sparerà contro una nave nello Stretto di Hormuz, che sia con un missile, un razzo, un drone o qualsiasi altro dispositivo o arma, gli Stati Uniti bombarderanno e distruggeranno un ponte o una centrale elettrica, comprese quelle situate vicino o all'interno della capitale Teheran", ha scritto Trump. La guerra tra Iran e Stati Uniti travolgerà l'intera regione, se non si metterà fine al conflitto, ha intanto avvertito il capo negoziatore iraniano e presidente del parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, avvertendo che o l'intera regione sarà libera dalla guerra, oppure tutti i Paesi saranno coinvolti nel conflitto tra Teheran e Washington. "In una regione in cui non vendiamo petrolio, nessuno lo venderà. Se la nostra sicurezza non è garantita, nessuna infrastruttura sarà al sicuro, e la sicurezza di Hormuz dipende dall'assenza di forze americane", le parole di Ghalibaf in un post su X. Il negoziatore ha inoltre aggiunto che lo Stretto "non tornerà alle condizioni prebelliche". Dal canto suo, il tycoon ha ribadito che "stiamo colpendo l'Iran molto duramente. Gli iraniani stanno morendo dalla voglia di fare un accordo, ma non sono pronti. Ogni volta che fanno un accordo, lo vogliono cambiare. Non sono pronti -, la promessa del presidente Usa in un comizio in Georgia - ma lo saranno presto".
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