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Delfin, il Tribunale del Lussemburgo autorizza trasferimento dello 0,4% di Basilico; holding valutata oltre €55 mld
EconomiaIl Tribunale del Lussemburgo ha autorizzato Rocco Basilico a trasferire una quota pari allo 0,4% del capitale di Delfin dalla proprietà personale alla propria società veicolo RBH. La decisione rappresenta il primo precedente giudiziario in una vicenda destinata ad avere riflessi sulla struttura proprietaria della cassaforte della famiglia Del Vecchio, che detiene partecipazioni strategiche, tra le altre, in EssilorLuxottica, Mediobanca, Generali e UniCredit, con un valore patrimoniale netto superiore ai 55 miliardi di euro secondo l'ultimo bilancio consolidato.
Per la valorizzazione della partecipazione oggetto del trasferimento, il tribunale avrebbe applicato uno sconto holding del 30%, determinando un valore di poco superiore ai 20 milioni di euro, rispetto al Net Asset Value (NAV) della società.
La struttura di controllo di Delfin
Costituita in Lussemburgo, Delfin Sàrl rappresenta la holding attraverso cui la famiglia Del Vecchio esercita il controllo sulle principali partecipazioni finanziarie ereditate dal fondatore di Luxottica, Leonardo Del Vecchio. Dopo la sua scomparsa, il capitale è stato suddiviso in quote sostanzialmente paritetiche tra gli eredi, ciascuno titolare del 12,5%.
Lo statuto della holding prevede un articolato sistema di governance volto a garantire la stabilità dell'azionariato e a limitare la circolazione delle partecipazioni, imponendo maggioranze qualificate per l'autorizzazione al trasferimento delle quote.
Il caso Basilico e la nascita di RBH
La società RBH è stata costituita in Lussemburgo all'inizio del 2025 da Rocco Basilico, figlio di Nicoletta Zampillo, vedova di Leonardo Del Vecchio. Basilico detiene il 12,5% di Delfin in nuda proprietà, cui si è aggiunto l'usufrutto derivante dalla rinuncia della madre.
Negli ultimi mesi i rapporti tra Basilico e il fratello Leonardo Maria Del Vecchio si sono progressivamente deteriorati, dando origine a un confronto sulla governance della holding e sulle modalità di gestione delle rispettive partecipazioni.
La richiesta di trasferire una quota limitata del capitale a una holding personale era stata avanzata da Basilico già alla fine del 2025, seguita successivamente da analoghe iniziative promosse anche da Luca e Paola Del Vecchio.
Dal punto di vista finanziario, il trasferimento delle partecipazioni a una società controllata risponde a esigenze prevalentemente patrimoniali.
Il ricorso alla giustizia lussemburghese
L'assemblea dei soci non aveva autorizzato il trasferimento, non essendo stata raggiunta la maggioranza qualificata prevista dallo statuto (6 voti favorevoli su 8).
La normativa societaria del Lussemburgo, tuttavia, tutela il diritto dell'azionista a non rimanere vincolato indefinitamente all'interno di una società chiusa. In presenza del diniego assembleare, il socio può quindi rivolgersi all'autorità giudiziaria chiedendo l'autorizzazione al trasferimento.
Il tribunale, oltre a valutare la fondatezza della richiesta, è chiamato anche a determinare il valore economico della partecipazione qualora le parti non raggiungano un accordo. Restano inoltre garantiti sia il diritto di prelazione degli altri soci, sia quello di riscatto della stessa società.
Secondo la prassi lussemburghese, il procedimento può richiedere da sei a nove mesi, tempi compatibili con quelli che hanno portato alla decisione favorevole ottenuta da Basilico.
Un precedente destinato a influenzare gli altri soci
La pronuncia potrebbe ora costituire un importante precedente anche per gli altri membri della compagine azionaria.
Oltre a Basilico, infatti, anche Luca Del Vecchio, Paola Del Vecchio, Clemente Del Vecchio e Leonardo Maria Del Vecchio avevano richiesto il via libera al trasferimento delle rispettive partecipazioni in società veicolo dedicate, ricevendo però un analogo diniego da parte dell'assemblea.
Secondo indiscrezioni finanziarie, un'iniziativa analoga potrebbe essere valutata anche da Nicoletta Zampillo, ampliando ulteriormente il contenzioso sulla governance della holding.
Le implicazioni finanziarie per Leonardo Maria Del Vecchio
Tra le posizioni più osservate dal mercato vi è quella di Leonardo Maria Del Vecchio.
Il trasferimento della propria partecipazione nella holding LMDV Fin consentirebbe infatti una gestione più efficiente della struttura finanziaria del gruppo facente capo all'imprenditore.
L'indebitamento complessivo riconducibili al family office LMDV Capital, tra esposizioni personali e debiti, ammonterebbe a circa 1 miliardo di euro.
A ciò si aggiunge anche la controversia derivante dal mancato perfezionamento dell'accordo per l'acquisto del 25% di Delfin detenuto da Luca e Paola Del Vecchio, la cui scadenza è intervenuta il 30 giugno. I contratti prevedono una penale potenziale complessiva di circa 500 milioni di euro.
Le ricadute sul mercato e su EssilorLuxottica
L'evoluzione della governance di Delfin continua a essere seguita con particolare attenzione dagli investitori, considerato il ruolo della holding quale principale azionista di EssilorLuxottica e azionista rilevante di altri primari gruppi finanziari italiani.
Secondo gli analisti, una maggiore chiarezza sulla struttura proprietaria potrebbe contribuire a ridurre l'incertezza che da tempo accompagna il mercato.
Non a caso, nelle sedute successive all'assemblea che non aveva prodotto sviluppi sul fronte della governance, il titolo EssilorLuxottica ha registrato un significativo rialzo sulla Borsa di Parigi, riflettendo le aspettative degli operatori circa una possibile evoluzione dell'assetto della holding di controllo.
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