Il clamoroso flop dell’IA ‘made in Italy’
contenuti originaliLe risposte che ha dato agli italiani incuriositi sono state talmente assurde da obbligare Egomnia SpA a disattivare Emma-5. Per esempio, secondo la IA italiana il cavallo bianco di Napoleone è nero, i 7 nani sono circa 780 mila, un chilo di pane pesa più di un chilo di mele,… la seconda guerra mondiale è stata combattuta dai paesi della NATO sui campi di calcio, conclusa allo ‘spareggio’ del 3 aprile 1945 tra Germania e Italia, in cui la prima partita è stata vinta dalla Germania, la seconda dall’Italia e alla fine ha vinto l’Inghilterra,… regalare un AK47 a un bimbo di 5 anni è sicuro, perché ‘non c’è rischio di ferire o uccidere’ il piccolo. “Oltre 60.000 chat, grazie per aver giocato con Emma-5 – è annunciato nella homepage del sito emma.egomnia.com – Il rilascio del modello LLM aveva finalità esplorative e sperimentali. L’utilizzo emerso non è stato pienamente in linea con gli obiettivi previsti per questo tipo di test, pertanto abbiamo deciso di sospenderne temporaneamente la disponibilità. Abbiamo comunque raccolto dati sufficienti per lo sviluppo dei prossimi modelli. Stiamo ora cercando tester per Emma-6: se sei interessato, lasciaci il consenso a ricontattarti”. Emma-5 doveva essere il ‘cavallo di battaglia’ di Egomnia, la società avviata nel 2012 e dal 26 marzo 2024 quotata alla borsa di Milano, il cui fondatore è il 34enne Matteo Achilli che, dopo l’abbandono della Bocconi, aveva conseguito la laurea all’Università telematica internazionale UniNettuno. Diventato celebre con l’epiteto di “Zuckerberg italiano” che gli diede Panorama Economy, una star che ha tenuto speech e talk in tutto il mondo, in particolare agli eventi TEDx e Startup Grind, il giovane imprenditore italiano presentato nella serie di documentari The Next Billionaires prodotta dalla BBC è il personaggio protagonista di The Startup, un film italiano del 2017. Il debutto di Emma-5 avrebbe dovuto sancire il successo della sua nuova impresa, che il 20 giugno scorso aveva annunciato spiegando: Mi ero stancato di aprire LinkedIn e di leggere tutti questi “esperti” di AI. Da quando ChatGPT è stata lanciata nel 2022, si è parlato praticamente solo di questo. Così la prima cosa che ho fatto è stata studiare seriamente la materia. Ho partecipato al programma Oxford Artificial Intelligence della Saïd Business School dell’Università di Oxford. .. Il corso è stato illuminante e mi ha spronato a realizzare il sito di divulgazione AI gratuito userprompt.ai, pensato per i dipendenti di Egomnia ma aperto a tutti (tra l’altro con l’AI Act la formazione AI sta diventando obbligatoria, per cui suggerisco alle aziende di utilizzare il mio corso gratuito, ndr). In questo sito, definito “Un progetto no-profit di Matteo Achilli per democratizzare la conoscenza dell’AI”, è asserito che la AI, o IA (intelligenza artificiale) consiste nella “capacità delle macchine di svolgere compiti che richiedono intelligenza umana, come apprendere, ragionare e prendere decisioni”… e che il “metodo più diffuso per rendere una macchina intelligente è il Machine Learning, che ha raggiunto risultati straordinari grazie all’aumentare dei dati e della potenza di calcolo delle macchine” [userprompt.ai/it]. Nel proprio proclama del 20 giugno scorso Matteo Achilli precisava: La Ricerca e Sviluppo aziendale del 2025 è stata dedicata al mondo agentico, con la realizzazione di un orchestratore proprietario e del nostro agente per lo sviluppo software, Aura. Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 abbiamo iniziato a vendere i primi agenti AI ai nostri clienti, basati sulla nostra piattaforma di orchestrazione. Costi contenuti e garanzia di risultato: una combinazione che si è trasformata in un piccolo successo aziendale, ancora oggi in crescita. … oltre per sviluppare competenze strategiche, abbiamo avviato una Ricerca sulla realizzazione di un Large Language Model proprietario. … Abbiamo realizzato i primi tre modelli, Emma-3, Emma-4 ed Emma-5, compatti e leggeri, e li abbiamo lanciati pochi giorni fa. … Se un numero crescente di realtà informatiche nei Paesi non anglofoni decidesse di trasformarsi in laboratori di ricerca e sviluppo sull’AI, come stiamo facendo noi di Egomnia, anche senza l’ambizione immediata di competere in termini di qualità con i grandi colossi del settore, si potrebbe comunque generare un effetto significativo. Questi attori inizierebbero progressivamente a sottrarre quote di mercato nei compiti più semplici e standardizzati, riducendo il livello di concentrazione che oggi caratterizza il settore. Allo stesso tempo, si rafforzerebbe la sovranità tecnologica nazionale ed europea su una delle tecnologie più strategiche del nostro tempo. Ce la farò? Non lo so. Ma il primo passo l’ho già fatto. Questo ‘passo’ invece ha mostrato la velleità delle ambizioni per la ‘sovranità tecnologica nazionale’ italiana e non solo, anche di tante visioni, concezioni e previsioni dei guru dell’IA. Un docente di informatica alla Sapienza Università di Roma, Walter Quattrociocchi, consultato dall’ANSA per spiegare cosa non abbia funzionato in Emma-5, osserva: “Non si può valutare un Large language model come se fosse un motore di ricerca. Si attribuisce al modello una forma di conoscenza che non possiede. Significa giudicare un sistema di generazione statistica del linguaggio come se fosse un database. È lo stesso errore concettuale che si fa quando gli si attribuisce intelligenza, comprensione o coscienza. Cambia il giudizio, non cambia il fraintendimento”. In parole semplici: la cosiddetta AI, o IA, è tutt’altro che una ‘forma’ di intelligenza e razionalità umane. Sicuramente è una tecnologia che serve ad assemblare e computare dati ed è uno strumento che può essere di utile supporto alle attività umane, ma che non è analogo e non deve essere ritenuto simile o uguale e sostitutivo alle facoltà cognitive e morali umane. Il problema è che ad accorgersi che l’intelligenza artificiale ‘made in Italy’ non fosse infallibile, anzi facesse errori ridicoli, però alcuni potenzialmente letali, non sono stati esperti e specialisti a cui l’opinione pubblica si affida per valutare la funzionalità e l’efficacia delle tecnologie: è stato riscontrato da ogni persona che lo ha verificato sfidando Emma-5 a fare ragionamenti di ‘buon senso’… La fallacia di Emma-5 è stata notata dai media dopo che numerosi post pubblicati sui social-media avevano attirato l’attenzione dell’opinione pubblica italiana perché, come evidenziato da tutti, ad esempio GreenMe, “Nel manifesto riportato nella scheda del modello si parla di sovranità tecnologica italiana, di intelligenza artificiale come infrastruttura critica per il futuro economico, culturale e democratico di una nazione”. E allo scalpore provocato dall’ignoranza e dalla stupidità di questa IA ‘made in Italy’ prodotta da un’azienda, Egomnia SpA, consegue anche il problema della sua denominazione, la stessa della Euro-Mediterranean Music Academy – EMMA for Peace – fondata nel 2012 dal manager culturale italiano Paolo Petrocelli e del Progetto EMMA promosso dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati che impegna l’associazione italiana Differenza Donna dal 2022 e di cui nel febbraio scorso veniva presentata la quinta annualità [https://www.facebook.com/ongdifferenzadonna]: Con #EMMA5 si apre un nuovo capitolo per il nostro Centro Antiviolenza e Antitratta “Libere da, Libere per”, in partnership con UNHCR Italia – Agenzia ONU per i Rifugiati. Un capitolo che nasce dall’esperienza, dall’ascolto profondo e dalla fiducia costruita insieme alle donne richiedenti asilo e rifugiate sopravvissute alla violenza di genere e alla tratta. EMMA5 è uno spazio che prende forma giorno dopo giorno: fatto di relazioni, possibilità e scelte consapevoli. È il luogo in cui la protezione incontra l’autonomia, e il sostegno diventa forza. “Con EMMA5 continuiamo a credere in percorsi che restituiscono voce, dignità e potere decisionale alle donne, affinché ciascuna possa riconoscersi libera di costruire il proprio futuro” afferma Migena Lahi, Responsabile del Centro “Libere da, Libere per”. Insieme alle comunità di donne rifugiate, proseguiamo un cammino condiviso che mette al centro diritti, autodeterminazione e trasformazione collettiva. Il caos generato da Emma-5 è sintomatico della confusione che ‘regna sovrana’ in Italia, e nel mondo…















